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Covid. Gelli, “Bene certificato Ue ma attenzione a qualità dati forniti dai diversi Paesi”

Firenze, 9 giugno 2021 – “Il Parlamento europeo ha dato ufficialmente il via al ripristino della libera circolazione e a uno Schengen pienamente funzionante. Con l’approvazione del certificato Covid digitale dell’UE dal 1 luglio si garantiranno viaggi sicuri e coordinati quest’estate. Il documento attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o ha effettuato un test recente con esito negativo o che è guarita dall’infezione. Un quadro comune dell’UE renderà i certificati compatibili e verificabili in tutta l’Unione europea. Un segnale importante che vede l’Europa lavorare finalmente in maniera coordinata non solo in fase di emergenza ma anche per l’avvio della ripresa”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute. 

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“Restrizioni alla circolazione potranno comunque essere previste in caso di necessità per salvaguardare la salute pubblica. In tal senso, si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Auspico inoltre che si vogliano prendere in considerazione anche altre situazioni legati alla qualità e sicurezza dei dati forniti dai diversi Paesi.  La Fondazione Gates, ad esempio, ha sottolineato come i dati della Federazione Russa sulle stime di mortalità (effettiva) sono 7 volte quelli dichiarati, mentre quelli della Polonia il triplo e quelli dell’Ungheria circa il doppio. Anche queste constatazioni dovrebbero costituire una base di riflessione per i protocolli di spostamento tra Paesi”, conclude Gelli.

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