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 Barcellona Pozzo di Gotto. Sabato 11 Giugno alle ore 19,00 presso il foyer del Teatro “Placido Mandanici” (Il Nuovo Teatro Mandanici è stato inaugurato, seppur formalmente, con lo spettacolo all’esterno, nel giardino, il 31 marzo 2012) si terrà la conferenza stampa di presentazione della Stagione estiva del Teatro intitolata “A Riveder le stelle…. Giardini In…cantati”:

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Lo precisa il sindaco avv. Giuseppe Calabrò nel suo invito ai giornalisti a partecipare all’iniziativa e, in applicazione dei vigenti protocolli di prevenzione Covid19, confida nella loro più sensibile comprensione, chiedendo di volere cortesemente confermare la propria individuale presenza,  entro le ore 12,00 di giovedì 10 Giugno, al seguente numero telefonico: 3316703408.

Vogliamo ricordare che la storia del Teatro Comunale “Placido Mandanici” è lunga un secolo e mezzo, tra ricostruzioni, adeguamenti, abbellimenti e periodi di chiusura, dovuti alle più diverse ragioni, non ultima la riparazione dei danni occorsi per il terribile sisma del 1908, il Teatro è stato inaugurato quattro volte. Le prime tre nella prima sede, accanto all’allora Monte di Pietà, nel luogo oggi dei Giardini Oasi, nel 1845, nel 1891, ancora nel 1933. L’ultima nel nuovo teatro Placido Mandanici nella sede attuale, all’interno della Villa Primo Levi, nel 2014 dopo 47 anni dall’ultima chiusura, causata nel 1967 da un incendio. Il musicista, a cui è dedicato il Teatro, nacque il 3 luglio del 1799 e gli furono imposti, oltre al nome di Placido, quelli di Gaspare, Melchiorre, Baldassarre, Matteo, Carmelo.

Per informazioni sulla prossima stagione teatrale, rivolgersi all’Ufficio teatro: tel. 331670340; mail: <ufficioteatro@comune.barcellonapozzodigotto.me.it>

Nelle foto: 1) Il Teatro Placido Mandanici oggi.

2) Il sindaco avv. Giuseppe Calabrò.

3) Lo stemma di Barcellona Pozzo di Gotto (comune italiano di 40.203 abitanti della città metropolitana di Messina). La parte sinistra e quella destra riportano rispettivamente i simboli di Barcellona e di Pozzo di Gotto che un tempo erano due comuni distinti. Le due mani nella parte inferiore simboleggiano la fratellanza tra i due comuni.

Nino Bellinvia

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