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La proverbiale rivalità calcistica tra veronesi e napoletani sembra essere stata accantonata in nome di una consonanza di comportamenti che le disonora entrambe. Subordinare l’assunzione a tempo indeterminato alla preventiva rinuncia di ogni diritto dei lavoratori, infatti, com’è accaduto a Verona a maggio scorso e poco dopo a Napoli, da parte delle fondazioni lirico sinfoniche dell’Arena e del Teatro di San Carlo, rispettivamente per la chiamata dei precari dello spettacolo per il periodo produttivo giugno-settembre 2021 e nei bandi per l’organico funzionale del Corpo di Ballo, configura il reato di estorsione contrattuale e concretizza l’illecito civile della discriminazione. Ho chiesto, perciò, con una interrogazione firmata anche dai colleghi Angrisani, Granato e Lannutti, rivolta ai ministri della Cultura (organo di vigilanza delle fondazioni lirico sinfoniche) e del Lavoro, se “vogliano rendere conto delle condotte delle fondazioni di Verona e Napoli ed esporre al Parlamento quale comportamento intendano assumere sul punto; se non ritengano di spiegare come sia possibile indire bandi di concorso ai sensi della L. 81/2019 senza che, come dispone la legge stessa, siano state preventivamente validate le nuove piante organiche in ragione dei vincoli di bilancio delle fondazioni; quali azioni, inoltre, intendano assumere per accertare le responsabilità ed adottare i provvedimenti finalizzati a ripristinare legalità ed efficienza degli Istituti di Verona e Napoli.”

 

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Margherita Corrado (Senato, AC) – Commissione Cultura

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