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IL GOVERNO ITALIANO E L’UNIONE EUROPEA SIANO A FIANCO DELLA POPOLAZIONE DELl’Iran che a KHUZESTAN MANIFESTA PER L’ACQUA, A CUI IL REGIME  IRANIANO RISPONDE CON I PROIETTILI

 

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Sin dalla notte del 15 luglio in molte città della regione del Khuzestan migliaia di persone, stremate dalla crisi della siccità, sono scese in piazza, lanciando slogan contro le autorità del regime e rivendicando i propri diritti. Il Khuzestan, oltre ad avere i giacimenti di gas e petrolio più ricchi della pianeta, è ricchissimo di acqua dolce: possiede molti corsi d’acqua e uno dei più grandi fiumi del Medio Oriente, il Karun, dove transitavano persino le navi. Ma oggi a causa dell’incapacità e della corruzione del regime milioni di persone di questa regione non hanno nemmeno l’acqua potabile. L’unica risposta ricevuta finora dalla popolazione che manifesta contro questa situazione davvero insopportabile, vista la temperatura che di giorno supera facilmente i 50°C, è una violentissima repressione con numerosi morti e feriti.

Il regime teocratico al potere in Iran ha mobilitato forze dell’ordine e pasdaran da altre regioni per soffocare la protesta popolare, ma non soltanto non ha potuto sedare la protesta oramai diffusa in tutte le città della regione, ma ha visto l’aggiungersi di manifestazioni di solidarietà da almeno 7 altre regioni del Paese e dalla stessa capitale. I manifestanti, anche con gli slogan “Morte al dittatore!” e “Morte a Khamenei”, in almeno 14 città della regione del Khuzestan sono ben decisi ad andare fino in fondo per ottenere soddisfazione alle loro richieste. La Resistenza Iraniana sta monitorando ogni istante di questa protesta popolare e la signora Maryam Rajavi ha esortato tutti i giovani iraniani a soccorrere gli assetati che manifestano nel Khuzestan.

Il regime iraniano, oltre a rispondere alle manifestazioni di protesta con lacrimogeni e proiettili, interrompe o disturba le reti di internet per sospendere i collegamenti e la fuoriuscita delle notizie. Anche il Comitato Italiano di Parlamentari per un Iran Libero sta monitorando la drammatica situazione in Iran, segue con preoccupazione la rabbia della popolazione assetata del Khuzestan e appoggia le sue istanze. Il Comitato constata che decenni di politica aggressiva del regime e le sue esose ingerenze in altri Paesi hanno portato l’Iran sull’orlo del fallimento. L’inflazione galoppante, talvolta a tre cifre, è solo la conseguenza della politica di un regime in guerra con la comunità internazionale, principale sponsor del terrorismo (con un diplomatico in carica condannato per terrorismo che si trova in carcere in Belgio) e che ha messo in ginocchio un intero Paese ricco. La comunità internazionale non deve rimanere indifferente.

Il Comitato Italiano di Parlamentari per un Iran Libero chiede fermamente all’Unione Europea e al Governo italiano di prendere una posizione decisa a favore dei manifestanti che chiedono acqua per dissetarsi e ricevono proiettili. Il Comitato esprime la sua forte preoccupazione per il fatto che, nonostante il boicottaggio pressoché totale delle recenti elezioni presidenziali in Iran da parte della popolazione, a insediarsi alla presidenza sarà Ebrahim Raisi, il principale autore dell’eccidio di 30.000 prigionieri politici nell’estate 1988.

Il Comitato chiede all’Unione Europea e al Governo italiano, in nome di tutti i loro principi e valori, di non rimanere in silenzio di fronte a questa inaccettabile situazione. Abbiamo il dovere di schierarci accanto ad un popolo che si batte contro la più feroce dittatura della recente storia, e ora è sceso in piazza per l’acqua e il pane. Abbiamo il dovere morale, oltre che politico, di metterci concretamente dalla parte del popolo iraniano e della sua resistenza organizzata.

Comitato Italiano Parlamentari per un Iran libero

Roma 24 luglio 2021

 

Sen. Lucio Malan

Sen. Roberto Rampi

On. Antonio Tasso

On. Renata Polverini

On. Stefania Pezzopane

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