Advertisement

Pierfranco Bruni

Siamo abitati dal sottosuolo o i sottosuoli ci abitano? Un enigma un paradosso un assurdo? Attraversiamo i sottosuoli dellanima perché ci abitano. Nietzsche è un riferimento che ha letto in Dostoevskij  l’amima inquieta tra la decadenza e il nulla

Advertisement

Ma c’è stato in errore. Forse non piccolo. Il grande errore di Nietzsche è stato quello di non essersi confrontato con il vero filosofo della cristianità agli albori. San Paolo. Bistrattato dalla chiesa. Tuttora lo teme. San Paolo è in Nietzsche. Lo sa. È la sua grande sfida. Il vero umano oltre il male è San Paolo in Nietzsche che diventa l’ombra necessaria per intercettare lo scontro tra il bene e il male.

 

La presunta metaforica teologica tragica caduta dal cavallo di San Paolo sta nella conclusione di una vita di Nietzsche proprio nel momento in cui l’unico dialogante resta il cavallo.  La caduta da cavallo e il dialogare con il cavallo: due estremi di una metafora che intrecciano la metafisica e il nichilismo. Una visione tragica del tempo.  Anche in Paolo il tragico si consuma mel viaggio tra i Mediterranei della decadenza. É un personaggio della decadenza perché la sua vita é nel superamento del crepuscolo e nell’annuncio dell’aurora.

 

Nietzsche é tragico più che decadente. Paolo trova la sua decadenza, e viceversa, in Seneca. Seneca é il mezzo di scavo tra i due,  ovvero tra Paolo e Nietzsche. Quest’ultimo vive con Zarathustra la dissolvenza  di Dio con la presenza degli dei. In Zarathustra lo stoico é l’inquietudine del volto della saggezza. In Paolo la morte di Cristo é la sollevazione della redenzione in rinascita. Nietzsche si scontra con Paolo proprio nella ricostruzione meta nichilista della conversione. Paolo per Nietzsche é il convertito che però viene trafitto e tradito dalla teologia.

 

La Chiesa ha scelto Pietro, ovvero lincolto. Paolo pone invece alla base del pensiero la Ragione ed il superamento di essa. Nietzsche entra nella Ragione con Voltaire contro Wagner per deporre le parole della decadenza e fissare la nascita della tragedia in quella grecità del Mediterraneo attraversata/o da Paolo nelle sue predicazione e nei suoi scritti che costituiscono il primo manifesto filosofico cristiano. Le “Lettere” di Paolo non sono una lettura teologica ma tragicamente antropologica nella quale il punto centrale resta la salvezza.

 

In Nietzsche non c’è salvezza ma disperata e disperante ricerca. Una ricerca che è la “follia di Dio. La morte di Dio verrà dopo. La follia é nella lettura distintiva di Paolo. Paolo rompe tutte le tradizioni tanto che resta solo nella sua penitenza alla Croce.

 

Nietzsche spezza le tradizioni occidentali per renderlo umano troppo uno di fronte alla gaia scienza. Paolo vivrà la gaia Grazia. In mezzo insiste, comunque, la disperazione nel nichilismo e la perseveranza nella salvezza. Una filosofia della persusione nel rischio della fedeltà.  Fede e fedeltà. Due concetti forti tra due inquietudini che attraversano il dubbio. La fede é in Cristo. La fedeltà nel tragico é in Zarathustra. La pietà e la ragione sono intrecci che scavano il sottosuolo di Dio e il sottosuolo dei demoni. La verità? In verità vi dico che il sottosuolo dei demoni é dentro la storia dell’Occidente e fa tremare le civiltà.

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedenteDue tour guidati a piedi e in bici elettrica per conoscere il paesaggio culturale della nostra costa
Articolo successivoRinnovata la collaborazione fra ITAS Mutua e l’Università degli Studi di Trento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui