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Lettera aperta all’attenzione della Senatrice Francesca Alderisi, e degli onorevoli Fitzgerald Nissoli, Lorenzato, Billi.

 Lodevoli e stimati Parlamentari eletti all’estero nella coalizione di centro-destra:

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“Ogni forma di arrecato impedimento nell’espletare un diritto è una forma di discriminazione, ingiusta benché apparentemente lecita”

–          Perché da quando è stato istituito il Parlamento Europeo gli italiani residenti nei Paesi extracomunitari vengono penalizzati? Ogni qual volta bisogna scegliere i nostri rappresentanti nel Parlamento europeo, per esprimere il voto, molti italiani sono costretti a percorrere distanze enormi, per tanti addirittura improponibili.

 

–          Perché unicamente le strutture Consolari presenti nei Paesi dell’Unione europea vengono utilizzate durante queste elezioni e non tutte ovunque nel mondo, come logico che sia?

 

Un controsenso non trascurabile in questo momento storico dove le forze di centro-destra necessitano di ogni singolo voto dei cittadini italiani che simpatizzano per esse, non solo del consenso di coloro che sono residenti in Italia o nei Paesi dell’Unione.

 

Perché questa ingiustizia? Se si ha diritto di voto nel Comune di nascita ciò dovrebbe valere ovunque, ovunque lo Stato italiano possa permettersi di avere strutture idonee a svolgere questo compito, a prescindere dalle distanze, che le ritengo essere un vero e proprio ostacolo al diritto di voto oltre che essere, forse, uno stratagemma utile soltanto a qualche Partito europeista.

Lodevoli Parlamentari della coalizione, non vi nascondo che ho già tentato in passato di far notare questa enorme lacuna amministrativa e politica, purtroppo chi avrebbe potuto accennare questo disagio della comunità italiana, non lo ha fatto, nonostante l’enorme, inaspettato potere nelle mani del sottosegretario Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE , di cui ero il coordinatore della Svizzera italiana. Questo l’artico sull’incontro con Sen R.Merlo  -AISE – Agenzia Internazionale Stampa Estero

 

Per non permettere che vi siano ulteriori impennate discriminatorie verso i cittadini in possesso della cittadinanza italiana, a mio avviso, dovrebbe essere scontata l’esigibilità di parità di accesso al diritto di voto, purtroppo ho la netta sensazione che ciò potrebbe non accadere mai, se non con il vostro accorato interessamento, dopo una riflessione attenta e onesta, uniti nel rivendicare un diritto privato a tantissimi italiani nel mondo, proprio a causa della distanza dal Comune di nascita e non all’attaccamento imprescindibile alla Patria o al suo futuro.

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