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Elezioni consiglio dell’ordine degli ingegneri a Napoli: vittoria di Pirro

Oltre 10mila colleghi hanno disertato il voto. Eletti i candidati di una sola lista

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            ” Dopo una tornata elettorale che, nei tre turni, si è protratta per ben venti giorni, durante i quali solo il 20% degli iscritti si è recato alle urne, in pratica un ingegnere su cinque, con oltre 10mila colleghi che hanno disertato le votazioni per l’elezione dei 15 consiglieri che formeranno il consiglio dell’ordine degli ingegneri della Provincia di Napoli, per il quadriennio 2021-2025, come era ampiamente prevedibile e previsto, il nuovo consiglio è praticamente quello vecchio, capeggiato dal presidente uscente, con qualche nuovo innesto determinato dall’impossibilità di alcuni uscenti di potersi ricandidare per la terza volta consecutiva. Tutti gli eletti peraltro, così come oramai si verifica da tempo in ogni tornata elettorale, fanno parte della stessa lista che si è presentata compatta agli elettori, dandosi anche una propria denominazione. Significativo, al riguardo, il dato che il primo dei non eletti presenta un notevole distacco, avendo raccolto meno della metà dei voti, rispetto all’ultimo degli eletti”. Ad analizzare i risultati di questa tornata elettorale è Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, che ha abbandonato la propria candidatura, contestando, tra l’altro, l’attuale sistema elettorale che favorisce l’aggregazione in liste e non consente a candidati singoli di poter avere le stesse possibilità di essere eletti rispetto a quelli che si presentano in raggruppamenti, denominati impropriamente “liste”.

 

            ” Per come sono andate le cose – sottolinea Capodanno – queste elezioni, con un risultato ampiamente scontato in partenza, sono state solo una perdita di tempo e di danaro, visto che era apparso subito chiaro che il tutto si sarebbe risolto con un semplice passaggio di testimone, in aperta continuità, tra il vecchio e il nuovo consiglio, formato da tutti i candidati della lista sostenuta dagli uscenti “.

 

            ” Dalle elezioni napoletane – aggiunge Capodanno – è sortito però un segnale forte e chiaro, caratterizzato principalmente dalla notevole astensione degli aventi diritto al voto, con oltre 10mila colleghi che hanno disertato le urne. Un segnale che dovrebbe indurre a commissariale l’ordine napoletano e ad indire nuove elezioni, considerando la sua scarsa rappresentatività in termini di votanti, dal momento che solo 2.644 ingegneri si sono recati alla urne su 12.694 aventi diritto al voto “.

 

            ” L’attuale meccanismo elettorale, disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 169, va completamente rivisitato, espressamente sotto questo aspetto – puntualizza Capodanno -. Il prevedere la possibilità di esprimere tante preferenze quanti sono i consiglieri da eleggere, favorisce palesemente il raggruppamento in liste, a discapito di una competizione democratica e aperta che dovrebbe vedere tutti i partecipanti presentarsi, al nastro di partenza, con le stesse identiche possibilità. Il risultato è che, come si sta palesando anche in questa tornata, gli eletti appartengono tutti alla stessa cordata. Di conseguenza, nel nuovo consiglio, non ci sarà un’opposizione, visto che tutti i consiglieri eletti provengono dalla stessa lista. Laddove in ogni consesso elettivo deve sempre esserci una maggioranza e, di conseguenza, anche un’opposizione, per salvaguardare i principi basilari della dialettica democratica, altrimenti tanto vale dare il potere a uno solo, una vero e proprio commissario “.

 

            ” Inoltre la riforma del regolamento – propone Capodanno -, con votazioni da effettuarsi esclusivamente a distanza, attraverso piattaforme telematiche, in modo da favorire la più ampia partecipazione alle votazioni, riducendo, tra l’altro, tempi e costi,  dovrebbe prevedere la possibilità, per la composizione degli organi elettivi degli ordini professionali, di poter esprimere unicamente la doppia preferenza di genere, aggiungendo una terza preferenza, nel caso che, come per l’ordine degli ingegneri, ci sia un secondo albo. Sicché, non potendo esprimere l’elettore più di due preferenze, che potrebbero al massimo diventare tre in presenza di due distinti albi, non sarebbe più possibile votare compatti tutti i candidati di una lista. In tal modo la democrazia, sia nella fase preelettorale che in quella postelettorale, ne guadagnerebbe notevolmente, con uguali possibilità per tutti indistintamente i candidati di poter essere eletti, visto che, al massimo, un eventuale abbinamento può riguardare solo due candidati di sesso opposto “.

 

            Capodanno, con l’occasione, auspica che in tempi rapidi gli organi a tempo preposti pongano mano  alla riforma in questione, non più dilazionabile, pure alla luce di quanto registrato nelle elezioni per il rinnovo del consiglio dell’ordine degli ingegneri della Provincia di Napoli..

 

 

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