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GIORNALISTI E POLITICI.  DICOTOMIA OGGI DA AVANSPETTACOLO ?

E’ davvero triste vedere ogni giorno in tv  giornalisti che si scagliano contro gli stessi colleghi attraverso epiteti e frasi offensive che certamente confliggono con la deontologia professionale, politici che, pur stando dentro alla stessa maggioranza, se ne dicono di cotte e di crude, ma anche magistrati che, il più delle volte divisi,  ribaltano i giudizi di primo, secondo e terzo grado allo stesso modo di quando si gira una frittata sui fornelli di cucina, per non parlare di tante altre categorie ad evitare che la critica, anche se fondata, assuma una realtà generalizzata.  Realtà tutte che offrono l’impressione di essere utili a chi gestisce certi palinsesti, agli editori in genere,  per aumentare l’audience. E ciò, alla faccia dell’informazione che, invece di scontro dialettico anche triviale, dovrebbe invece essere motivo di confronto pacato ed intelligente, evitando di alzare la voce ed offendere.

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Perché non si crea un’autorità “super partes” ad evitare che ciò non succeda, magari comminando serie sanzioni nell’interesse di chi ascolta, alias consumatore ?

A volte, forse per tranquillizzarmi, penso che si tratti di un clima che risente del momento non proprio felice in chiave socio-politica, in chiave economico-finanziaria  ecc.  a cui dovrebbe seguire un necessario assestamento, ma mi pare di osservare che non è assolutamente così e che, anzi, debbo mio malgrado constatare che detto clima sociale sembra farsi sempre più rovente: l’attuale ribaltamento del giudizio su “Stato-Mafia” sembra non solo darmi ragione, ma sembra destinato anche a non finire  se non con qualche forte contraccolpo politico. E fors’anche, strettamente istituzionale.

Il quadro certamente non depone a favore della pace sociale al punto da  essere fortemente dubbiosi anche sul buon esito circa l’impiego dei fondi UE, vera manna caduta dal cielo, ma vedrete che nel frattempo qualcuno metterà un bastone fra le ruote  sul loro utilizzo per dar visione ad un partito oppure ad un altro. E da ciò non siamo lontani.

Domanda: “ Ci sarà un necessario ed urgente cambio di rotta  volta ad una normalità sociale, di cui il Paese, ora come ora, appare sempre più in deficit a causa di una gestione politica confusa, sparpagliata e  spesso dissennata, ove le persone per bene vengono emarginate ?”

A questo proposito cercherei  uno in grado di darmi torto.

Arnaldo De Porti

Belluno Feltre

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