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Macerata. Progetto di mega centro commerciale di Piediripa – Foto: Il Resto del Carlino

 

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In questi giorni a Treia l’amministrazione comunale cerca attraverso varie iniziative di -in qualche modo- rivitalizzare il centro storico, ad esempio con manifestazioni culturali, convegni sul turismo soft o con piccole fiere campionarie dell’artigianto e agricoltura locali, tutto ciò mentre nel confinante Capoluogo di Provincia, Macerata, si prepara l’evacuazione dell’abitato e lo spostamento delle attività di pubblico interesse in zone periferiche. L’ultimo esempio di questa desertificazione della città antica viene dalla annunciata costruzione di un megacomplesso commerciale in località Piediripa.

Il sindaco maceratese Sandro Parcaroli dice che il progetto è una scomoda eredità della precedente Giunta, sconfitta alle ultime elezioni comunali, che però segna l’indirizzo amministrativo della città anche nel presente e quindi nel futuro. Costruire in periferia un nuovo megastore/centro commerciale, con annessi servizi, significa consumo del suolo, degrado ambientale, incentivo ad ulteriormente urbanizzare il territorio e soprattutto abbandono del centro cittadino in favore di uno sviluppo che non giova alla città, anzi crea un punto d’attrazione/distrazione rivolto alle comunità circostanti e quindi un segnale di virtualizzazione nell’abitare nei centri storici.

Le Marche sono famose per le loro antiche città, costruite su alture e circondate da solide mura, Macerata ne è un esempio. Per secoli il centro della città è stata il fulcro di ogni attività, addirittura rappresentando per lungo tempo il centro culturale e politico di tutte le Marche, mentre ora si prepara a diventare una città fantasma, un deserto.

Nelle locande antiche ci si andava per “un bicchiere ed una passera”, un detto che sta a significare come la tendenza di vita urbana fosse centrata sul godere delle facilitazioni cittadine. Una volta che l’attenzione si sposta verso il consumismo di massa, anonimo e privo di coinvolgimenti emotivi, un bicchiere ed una passera si trasformano in una sveltina mordi e fuggi in una ambientazione amorfa e priva di socialità.

Consiglio al sindaco Parcaroli di Macerata di operare in chiave bioregionale, come gli suggerii l’indomani della sua vittoria, ovvero: …alleggerire il tasso d’inquinamento automobilistico ed incentivare nel cuore della città professioni fantasiose, artigiani, artisti, sarti, operatori culturali, contadini urbani, ecc. insomma tutte attività qualificanti per lo sviluppo di Macerata, città d’arte e cultura!

Il problema della qualità della vita nelle comunità urbane è molto sentito da noi bioregionalisti, ma la soluzione non sta nell’aumento da traffico automobilistico da e per la periferia. Soprattutto in tempi di epidemie e di malattie respiratorie un ritorno alla natura può essere d’aiuto. Non dico con ciò che Macerata debba essere sigillata, tutt’altro, ma occorre trovare sistemi ecologici per vivere la città in modo pulito…

Paolo D’Arpini – Rete Bioregionale Italiana


Fonte: 
https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2021/10/macerata-da-centro-culturale-delle.html

 

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