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«Il rapporto Ecomafia 2021, di Legambiente, certifica che la Calabria detiene il triste primato nazionale delle interdittive antimafia e sta in alta classifica, in Italia, per diverse tipologie di reati contro l’ambiente. Questo ci fa riflettere sulla pericolosità della ’ndrangheta, sia per quanto è emerso che, soprattutto, per quanto resta nell’ombra». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che alla Camera siede in commissione Ambiente, il quale precisa: «Con estrema facilità le ditte infiltrate o sospette operanti nel settore dei rifiuti possono, per debolezza della legge, aggirare le certificazioni antimafia. Ciò significa che siamo davanti a un campo ancora poco esplorato, nel quale è probabile che i volumi dei reati ambientali di matrice criminale siano molto più elevati di quelli accertati. Ne sono certo, e per questo ritengo che sia indispensabile potenziare i controlli e inasprire le pene». «L’Ecomafia 2021 ci dice, inoltre, a proposito del record delle interdittive antimafia, che la Calabria registra un pesantissimo inquinamento economico, di cui, tuttavia, ancora non conosciamo l’entità quanto concerne le imprese che operano nei settori ambientali. Questo ci obbliga a intervenire sul piano legislativo per arginare un fenomeno inquietante che ha un impatto devastante – conclude D’Ippolito – sull’ambiente, sulla salute e sull’economia».

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