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NAPOLI. Gli allievi della scuola di scacchi della Scacchistica Partenopea hanno partecipato a Partenoplay 2021, III edizione, festival del gioco per tutti, a Città della Scienza, sabato 20 e domenica 21 novembre.

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Alcuni allievi della scuola di scacchi della Scacchistica Partenopea hanno partecipato a Partenoplay 2021, III edizione, festival del gioco per tutti, a Città della Scienza, sabato 20 e domenica 21 novembre. Ore emozionanti per gli scacchisti in erba, tra cui: Arsen Androshchuk, Marco  Androshchuk, Francesco Quarto, Luca Cutrera, Jacopo Fortuna, Brando Fortuna, Matteo Gaudino, Giorgio Riccio, Iegor  Haiyevik, Angelo Palumbo, Stefano Speranza, Greta Margotti, Carlotta Margotti, Alessia Gaudino, Francesco Ronco, Giorgio Birra, Marco Fioretto, Zoe Fortuna, accompagnati dallo Staff del Circolo: Francesco Roviello (presidente), Roberto Cerrato (direttore tecnico, responsabile delle squadre), Giuseppe Buonocore, Sabrina Simeoli (responsabile Enti esterni), Fabio Guarino.

La scuola di scacchi della Scacchistica Partenopea é autorizzata dalla Federazione Scacchistica Italiana (F.S.I.).

Abbiamo avuto modo di invitare nello spazio dedicato agli scacchi, l’organizzatrice di questa bellissima manifestazione, la dr. Viviana Luongo, della

Cooperativa Sociale Progetto Uomo. Ci ha spiegato che Partenoplay è stato realizzato con l’ausilio del Comune di Napoli, in particolare dell’Assessorato alle politiche sociali, nella persona dell’assessore Luca Trapanese. Riallacciandoci al fatto che il 20 novembre è ricorsa la Giornata Mondiale dei diritti dei bambini e degli adolescenti, Partenoplay rappresenta uno dei grandi eventi del progetto “Una città per giocare”, gestito dalla cooperativa sociale “Progetto Uomo”, che giunge quest’anno alla terza edizione. Obiettivo del progetto è porre l’accento sul diritto al gioco, come uno dei diritti fondamentali dei bambini e delle loro famiglie.

Per tutti coloro che hanno partecipato, oltre agli allievi della scuola di scacchi, è stata una giornata bellissima, sia per gli espositori sia si sono fermati all’interno di Città della Scienza che per quanti hanno operato all’esterno, dove si è fermato il “Ludobus Artingioco,”un furgone pieno di giochi, idee, esperienze e professionalità ludiche, che porta il gioco dove manca”, giacché “qualsiasi luogo può essere trasformato in uno spazio per giocare”. Viviana ci ha spiegato che si vuole incentivare il “gioco sano”, immersivo, fisico, che allontani i piccoli dall’abitudine al gioco virtuale, il quale può tramutarsi in ossessivo e patologico. Si tenta anche di riportare i bambini all’aria aperta, in modo che giochino coi loro simili, in libertà e autonomia, però con la previsione che anche le famiglie partecipino. Nel corso della giornata ci ha accompagnato anche Luca Coppola, dandoci indicazioni e chiarendo come queste ore abbiano avuto la funzione di promuovere il gioco in tutte le sue forme, dai giochi della tradizione ai giochi investigativi, dai giochi all’aperto alle cacce al tesoro, dai gdt (giochi da tavolo) al gdr (giochi di ruolo), dai giochi di costruzioni al gioco di ruolo, e così via esplorando tutte le possibilità. Gli incontri di questo tipo sono dedicati ad educatori, agli operatori sociali, agli animatori, agli insegnanti, ai rappresentanti delle istituzioni ed ovviamente a tutti i liberi cittadini.

Luca ci ha presentato altre associazioni che hanno partecipato, oltre all’Associazione Dilettantistica Scacchistica Partenopea, ossia: Brickanti, Ludofficina, Associazione Culturale “Gli Astronani”, Storie a manovella e Ludoteca Vito Ciardiello.

È stato interessante annotare come alcuni bambini che non avevano mai giocato a scacchi, abbiano approfittato delle scacchiere poste a disposizione per cimentarsi, accettando volentieri i suggerimenti dei più esperti. Così come altri ragazzi, già in grado di completare una partita di scacchi, abbiano “sfidato” gli allievi della scuola, per confrontarsi.

L’occasione data dall’incontro è stata un’opportunità per diffondere il gioco degli scacchi, visto che non tutti i bambini hanno la fortuna di avvicinarvisi. Occorrono delle situazioni particolari: una scuola (privata o pubblica), in cui si è deciso di inserire quest’attività in quelle extracurriculari, oppure una famiglia in cui l’abitudine sia già presente, perché l’attività è utilizzata dai nonni o dai genitori. In sé e per sé, difficile che un bambino decida da solo di dedicarsi a questa “attività agonistica dello spirito”.

Una Città per Giocare è un progetto dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli che si rivolge ai bambini, agli adolescenti, alle famiglie e alla cittadinanza tutta, ed è incentrato sulla necessità di promuovere il gioco come buona pratica sociale d’incontro, coesione e prevenzione.

Giocare è un’esperienza piacevole e coinvolgente nella quale il bambino impara a costruire se stesso, la relazione con gli altri e con il mondo che lo circonda, ma è anche quello spazio, dove tutti, ragazzi ed adulti, possono scoprire risorse personali e potenzialità.

Giocare significa anche stare insieme e condividere azioni, regole, obiettivi. La condivisione è parte integrante e fondamentale del gioco in cui sperimentare il confronto con l’altro.

Bianca Fasano

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