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ESTRATTI DI RUOLO E CARTELLE ESATTORIALI
ESTRATTI DI RUOLO – CARTELLE ESATTORIALI
E ROTTAMAZIONE TER
– INFO N° 336 –
A cura degli Avv. Roberto Nicodemi e Giorgia Celletti

Cari colleghi,
Vi informiamo che è stato presentato dal Governo un emendamento al D.L. 146\2021 che prevede la non impugnabilità dell’estratto di ruolo  e delle cartelle salvo casi particolari.
Questa notizia, diffusa da molti organi di stampa, preoccupa molti colleghi, che ci hanno contattato chiedendoci di fare qualcosa contro questo “infausto” provvedimento legislativo.
Per permettere ad ognuno di voi di capire la valenza di questa possibile, non augurata, novità giuridica, abbiamo chiesto al collega ,Avv. Luigi Piccarozzi, di mandarci un sintetico documento, che di seguito vi riportiamo.
Se doveste condividere la nostra visione Vi invitiamo a diffondere il nostro documento, chiedendo ai colleghi che lo volessero, di inviarci un messaggio Whats App al numero 3358238762 con scritto ” NO ALL’ARTICOLO 3 BIS – NOME E NUMERO DI TESSERINO”
Riscossione: principali previsioni normative in materia di riscossione approvate dal Senato in sede di conversione in legge del D.L. 146/2021
(a cura dell’Avv. Luigi Piccarozzi)
1. Non impugnabilità dell’estratto di ruolo e limiti alla impugnabilità delle cartelle.
L’articolo 3-bis introdotto dall’emendamento del governo al D.L. 146/2021 presentato al Senato prevede:
“All’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente comma:
<<5. L’estratto di ruolo non è impugnabile. Il ruolo e la cartella di pagamento che si assume invalidamente notificata sono suscettibili di diretta impugnazione nei soli casi in cui il debitore che agisce in giudizio dimostri che dalla iscrizione a ruolo possa derivargli un pregiudizio per la partecipazione a una procedura di appalto, per quanto previsto nell’articolo 80, comma 4, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, oppure per la riscossione di somme allo stesso dovute dai soggetti pubblici di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto ministeriale 18 gennaio 2008, n. 40, per effetto delle verifiche di cui all’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 o, infine, per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione »”.
La finalità della norma è quella di contrastare l’incremento delle controversie davanti al Giudice tributario aventi ad oggetto l’impugnazione degli estratti di ruolo, come occorso negli ultimi anni.
A riguardo, nella Relazione finale della Commissione interministeriale per la riforma della giustizia tributaria del 30/06/2021 viene infatti evidenziato che circa il 40% del contenzioso contro l’Agente della riscossione ha ad oggetto l’impugnazione di estratti di ruolo (nel 2020, circa 55.000 ricorsi su circa 135.000 complessivamente introdotti).
Secondo la suddetta Commissione, tale aumento esponenziale di ricorsi comporterebbe ingenti costi gestionali ed amministrativi per il presidio dei relativi procedimenti.
Tuttavia, si rappresenta che tale previsione normativa esclude di fatto la possibilità per il contribuente, che lamenta l’omessa o l’invalida notifica di una pregressa cartella di pagamento o la sopravvenuta prescrizione del debito iscritto a ruolo, di adire il giudice tributario per l’impugnazione dei ruoli e quindi delle relative cartelle delle quali sia venuto successivamente a conoscenza.
Ciò in palese contrasto anche con la giurisprudenza sorta a seguito della sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n. 19704/2015, che ha ritenuto “ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario”, con la conseguenza che, secondo la Suprema Corte, il contribuente ha la possibilità di impugnare l’atto non notificato (cartella e/o ruolo) che contiene la pretesa impositiva, della cui esistenza si è avuta legittima conoscenza solo a seguito del rilascio dell’estratto di ruolo, proprio per far valere l’invalidità della notifica (o omessa notifica).
Quanto sopra potrebbe comportare l’incostituzionalità della predetta norma poiché limiterebbe il diritto di difesa del contribuente.
2. Pagamento delle spese di giudizio da parte dell’Agente della riscossione
Inoltre, l’articolo 5-octies introdotto dall’emendamento del governo al D.L. 146/2021 presentato al Senato stabilisce che l’Agente della riscossione provvede al pagamento delle somme dovute, a seguito di pronuncia di condanna, esclusivamente attraverso l’accredito sul conto corrente della controparte, specificando che tali somme sono richieste in pagamento alla competente struttura territoriale dell’Agente della riscossione, indicata sul relativo sito internet istituzionale, a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento o di posta elettronica certificata.
Il soggetto legittimato a ricevere il pagamento, inoltre, non può procedere alla notificazione del titolo esecutivo ed alla promozione di azioni esecutive per il recupero delle predette somme, se non sono decorsi centoventi giorni dalla data di ricezione della predetta richiesta.
Il comma 2 chiarisce la decorrenza della norma stabilendo che tali disposizioni si applicano alle pronunce di condanna emesse a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del suddetto decreto legge 146/2021.
3. Estensione del termine per l’adempimento dell’obbligo risultante dal ruolo e proroga del pagamento rate rottamazione ter e saldo e stralcio.
Ai sensi dell’art. 2 del D.L. 146/2021, per le cartelle esattoriali notificate dal 1°/09/2021 al 31/12/2021, il termine di pagamento è di 150 giorni, anziché di 60 giorni.
A riguardo, in sede di conversione in legge del suddetto D.L. 146/2021 è stato proposto di aumentare il succitato termine di pagamento a 180 giorni, precisando che tale termine è fissato per le entrate tributarie e non tributarie nonché per gli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78.
Nello specifico, si tratta di atti costituenti titolo esecutivo ovvero avvisi di accertamento esecutivi emesso dall’Agenzia delle Entrate ai fini dell’IRPEF, dell’IRAP e dell’IVA (articolo 29) nonché dell’attività di riscossione relativa al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all’INPS, anche a seguito di accertamenti degli uffici, effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo (articolo 30).
Tenuto conto dell’espresso richiamo agli artt. 29 e 30 del D.L. 78/2010, si esclude che tale proroga operi per gli accertamenti esecutivi in tema di fiscalità locale (IMU, TARI etc.).
Resta invece invariato il termine di 60 giorni per proporre ricorso davanti alla competente Commissione Tributaria Provinciale.
Con riferimento alle rate del 2020 e del 2021 della rottamazione ter e del saldo e stralcio, le stesse potranno essere versate entro il 9 dicembre 2021, con aggiunta del termine di tolleranza di 5 giorni, estendendo il termine finale al 14/12/2021.
In caso di mancato pagamento entro tale termine, le suddette definizioni agevolate perderanno di efficacia, con conseguente possibilità da parte dell’Agente della riscossione di richiedere l’intero originario debito comprensivo di sanzioni e interessi di mora, detratte le rate eventualmente già versate.
Da ultimo, si evidenzia che gli emendamenti proposti in sede di conversione del D.L. 146/2021 nulla dispongono in ordine al termine previsto dall’art. 29, comma 1, lettera b), del D.L. 78/2010.
In base a tale norma, infatti, l’Agente della riscossione è tenuto ad informare il contribuente, tramite raccomandata semplice o posta elettronica, di aver preso in carico le somme per la riscossione e che le azioni esecutive sono comunque sospese per un periodo di 180 giorni dalla data di tale affidamento.
In ogni caso, nell’ipotesi in cui il contribuente abbia ricevuto tale avviso, nel quale risulti che la suddetta presa in carico sia avvenuta nel periodo compreso tra l’8/03/2020 ed il 31/08/2021, a fronte delle precedenti sospensioni dei termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento ed avvisi di accertamento esecutivi affidati all’Agente della Riscossione, si ritiene che il suddetto termine dilatorio di 180 giorni inizi a decorrere dal 1°/09/2021.
Avv. Luigi Piccarozzi
Con la speranza di svolgere nel migliore dei modi il nostro ruolo di rappresentanti di categoria e salvi eventuali errori, sempre compiuti in buona fede, rimaniamo a vostra disposizione per ogni eventuale, ulteriore info, anche al numero 3286928765.

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Con l’impegno di sempre.
Roberto Nicodemi e Giorgia Celletti🥰🥰

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