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Racconti Lucani del Novecento nel nuovo libro di Antonio Capuano

Tra vìgljë e suònnë – “Cùndë da cundè” – Racconti Lucani del Novecento è il titolo del libro in distribuzione dalla fine dello scorso mese di dicembre nelle librerie della Valle del Sinni e in altre.

Autore è Antonio Capuano, noto poeta e scrittore autodidatta di Francavilla in Sinni (Potenza) che ha dedicato una vita al recupero della cultura e delle tradizioni popolari francavillesi con la stima e la gratitudine di tutti e in particolare di Filippo Di Giacomo, anni addietro vincitore della settima edizione del Premio Letterario Nazionale “Salva la tua lingua locale”.

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Il libro (fa seguito ai precedenti “Paese mio” e “Nu sinnëchëccù li cazz”) è stato scritto in linguaggio strettamente dialettale francavillese, dialetto nato con un mix di dialetti dei paesi limitrofi nel 1420, quando i Certosini cominciarono ad edificare la borgata di Francavilla, per la manodopera chiamarono operai di Chiaromonte, Lauria, Latronico ed altri paesi vicini, che si stabilirono definitivamente nel territorio. I racconti pubblicati sono testimonianze del Novecento, ascoltate e vissute, e si aggiungono alla storia del paese e della Lucania. E leggerli è come immergersi in un mondo ormai scomparso, ricco di personaggi che spesso commuovono e a volte fanno sorridere.

Racconti di vita, veri pezzi di storia questi 48 racconti che ci faranno correre meno e ci faranno amare meno quel Dio-denaro che non ci fa vivere più in pace e non ci fa amare il prossimo. Racconti con un messaggio educativo e un tocco di grande fede: gli uomini del Dio-denaro muoiono disperati, i poveri e gli onesti chiudono gli occhi affidandosi con amore alle mani del Signore.

Per invogliare alla lettura i nostri lettori, riportiamo i titoli in dialetto dei 48 racconti e, tra parentesi in italiano per una migliore comprensione anche per i non lucani come noi: 1) A radëjë (La radio). 2) ‘Aguardëjë e lu cëchètë (La guardia e il cieco). 3) Sëttëcappòttë (Settecappotti). 4) ‘U passatorë e la ghlùpë (Il passatore e il lupo). 5) ‘U passatòrë Turùzzë (Il passatore Turuzzo). 6) ‘A ‘induvìnë (L’indovina). 7) ‘U popparòmmë (Il Popparommë). 8) ‘A truffë ‘du napughlëtènë (La truffa del mapoletano). 9) Za Trèsëjë (Zia Teresa). 10) ‘U maghèrë Cehpëjànghë (Il mago Testabianca). 11) ‘A visëtë a lu muòrtë (La visita al morto). 12) ‘ U ‘mbieghètë cacàcchjë (L’impiegato balbuziente). 13) ‘U spòsë ‘ì fòrë (Lo sposo di campagna). 14) ‘A pègnètë (La pignatta). 15) Don Mëngàzzë (Don Mingazzo). 16) ‘ U scarpèrë tic tic (Il calzolaio tic tic). 17) Carmënuccë Schhppèttë (Carminuccio Scioppetta). 18) Ghl’uorchë l’angiuglèttë (L’orco e gli angioletti). 19) ‘U vinë jànghë e lu vinë rùssë (Il vino bianco e il vino rosso). 20) ‘U candënièrë anaffabbètë (Il cantiniere analfabeta). 21) Mënèstrë e fasùghlë). 21) ‘U trerròtë ‘i mast Fërnànd (Il trerruote di mastro Fernando). 22) Chi tènë prùvëghlë spèrë (Chi tiene polvere spara). 23) ‘I putëjëerë abbusivë (I commercianti Abusivi). 24) ‘Za Maragiuvànna (Zia Mariagiovanna). 25) Carmèghlë ‘u dëspettùsë (Carmelo il dispettoso). 26) ‘U Ringtànghë (Il Ringtànghë). 27) ‘ U cafè ‘i Marijë a rizzë (Il caffè di Maria la riccia). 28) ‘U napughlëtènë e lu càcchjë (Il napoletano e il balbuziente). 29) Bàstë ‘a saglùtë (Bassta la salute). 30) Vittorinë ricchë e puvërijèllë (Vittorino ricco e poverino). 31)’A vucchètë Struòzzë (L’avvocato Strozza). 32) Giuvannìnë e Totònnë (Giovannina e Totonno). 33) Corëcundèntë (cuorecontento). 34) Babbamòndë (Babbamonte). 35) ‘U chènëdu Barònë (Il cane del Barone). 36) Sciussimnùskë (Sciosciamosche). 37) Cucuzzëjèllë (Cucuzzièllë). 38)  ‘U Cummendatòrë Cozzapënnètë (Il Commendatore Testapelata). 39) ‘U Còndë Cuòrëvë (Il Conte Corvo). 40) ‘I rëllòggë svizzërë (Gli orologi svizzeri). 41)  Rocchëcièllë (Rocchino). 42) Funghlippë lu Passatòrë (Filippo e il Passatore). 43) Saghlatòrë e lu Prèvëtë (Salvatore e il Prete). 44)’I barbijërë allùsë ‘i grannèzzë (I barbieri illusi di grandezza). 45) ‘Na stòrëjë je còmë a nnàtë (Una stopris è come un’altra). 46) Recòrdë (Ricordi). 47)  ‘I viècchjë (I vecchi). 48) ‘U fuchëghlërë (Il focolare). 48) ‘A Jacuvèttë (La Jacuvetta).

Racconti con riportate nel testo anche alcune foto, a partire dagli anni ’30, con personaggi da scoprire. Certamente, come hanno già detto in tanti, indispensabile in ogni casa questo libro per il suo ricco contributo culturale che non lesina a nessuno. Da scoprire, tra l’altro, oltre a quanto abbiamo citato, poesie senza tempo, una quarantina d’interessantissimi detti antichi ed un inestimabile vocabolario dialettale con quasi 5.000 vocaboli che non possono mancare per conoscenza in ogni casa lucana. Sono i vocaboli usati dall’autore nello scrivere questo libro che  ha dedicato alla memoria del poeta, scrittore e critico d’arte Pasquale Totaro-Ziella, ringraziando nelle prime pagine anche lo scomparso amico avv. Luigi Viceconte e suo cugino Filippo Di Giacomo, entrambi maestri appassionati del dialetto, della storia e delle storie francavillesi.

Per questo volume di 144 pagine, più 4 a colori (in copertina il dipinto “Desiderio”, olio su tela cm 50 x cm 70, della pittrice-scultrice Giuseppina Ferrara di Latronico), l’autore si è avvalso della supervisione delle bozze della prof.ssa Clementina Arleo e del prof. Vincenzo Ciminelli.

La nota di presentazione è dell’insegnante 85enne di Chiaromonte, Giovanni Percoco, noto custode e divulgatore di tradizioni, culture e arti locali (traduttore del suo dialetto in tedesco; insegnante negli anni sessanta anche d’inglese; autore di un quaderno, diventato un vero e proprio vocabolario di ben 1000 pagine, in cui ha annotato nel tempo le parole del dialetto lucano e i modi di dire dialettali).

Ed è lui che nella presentazione del volume fa scoprire la storia vera di Antonio Capuano sin dall’infanzia, dai rapporti con il padre padrone (muratore di mestiere), ai suoi giorni felici da ragazzo, al suo primo lavoro di barbiere, alla scuola frequentata, alla sua emigrazione in Svizzera in cerca di lavoro, al servizio militare in parte svolto a Bologna. Città ove è iniziato il suo vero interesse per la vita culturale: frequentato cartolibrerie e biblioteche, si è dedicato anche alla musica e a scrivere poesie e racconti usando per la prima volta una macchina da scrivere americana Remington, acquistata con sacrifici. In quel tempo il giovane Antonio con piacere conobbe anche importati personaggi letterari e musicali che sono stati uno stimolo per la sua vita avvenire.

Rientrato con gioia a Francavilla, in un primo momento è stato il meno profeta in patria in quanto gli intellettuali, i galantuomini, i magnati non gli hanno offerto alcuna collaborazione (ad eccezione di uno).

Racconta anche della sua instancabilità e della pubblicazione di racconti donata daAntonio  ad un insegnante, che senza averlo neppure letto lo mise da parte, anzi proibendolo senza motivo anche ai suoi alunni… E ad Antonio che non si aspettava nulla, ma non certo fino a tanto, vennero alla mente parole scritte da San Giovanni Bosco (“Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo: il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l’ingratitudine”). Come se non fosse successo nulla, ha però continuato la sua strada con amore verso tutti ed a stare sempre nei libri (lo si può trovare anche nella sua cartolibreria).

Prefazione che il prof. Percoco conclude ricordando che “Le storie che racconta l’autore ci fanno capire e riflettere sulle difficoltà e i soprusi che le persone di quel tempo erano costrette a sopportare. È un libro che sicuramente piacerà e sarà tesoro tra i libri della storia della Lucania”.

E di questo ne siamo sicuri. Lo confermano, tra l’altro, i numerosi complimenti già ricevuti e, tra questi “Ti auguro di continuare a fare da serbatoio della vita francavillese”, del ricercatore, docente universitario prof. Renato Di Nubila che nutre da sempre grande amore per la cultura francavillese e per i francavillesi.

Noi conosciamo da tempo Antonio Capuano e sappiamo dei suoi numerosi successi non solo come poeta e scrittore, ma anche come autore di tante canzoni dialettali di successo, interpretate da artisti lucani e trasmesse anche all’estero. Fra l’altro da sottolineare che in Argentina l’Asociation Italiana de Residentes Francavillese en Argentina di San Just-Buenos Aires 10 gli ha intestato la propria biblioteca in riconoscimento della sua alta dedizione alla cultura locale e argentina.

Ci piacerebbe poter scrivere che anche la “sua” Francavilla in Sinni ringrazierà presto, come non è certo nostro compito suggerirlo, la sua ampia attività culturale di ieri e di oggi, dedicata alla sua terra.

 

Per contatti con lo scrittore o per richieste del libro, invitiamo rivolgersi direttamente a Antonio Capuano – Via Vittorio Emanuele 15 – 85034 Francavilla in Sinni (Potenza) – Tel. 338 7277091; e-mail:

editorecapuano@gmail.com

 

Nelle foto: 1) Lo scrittore Antonio Capuano. 2) Copertina del libro Tra vìgljë e suònnë – “Cùndë da cundè” – Racconti Lucani del Novecento. 3) Nella foto di Antonio Vincenzo Violante due portatrici di pane e la poesia “Il pane di una volta”.

Nino Bellinvia

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