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Kafka, le sorelle e la Shoah

 

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Di Giovanna Canzano

 

Da pochi giorni abbiamo ricordato ‘La Giornata della Memoria’, una data che fa riflettere non solo la Germania, ma anche l’Italia ed altri Paese coinvolti in un crimine che nessun essere umano deve più perpetrare.

 

Kafka, morto nel 1924 non è riuscito a vedere cosa è successo in Germania, terra che gli ha dato la lingua la cultura e l’ospitalità, terra dove lui ha vissuto forse gli anni più bella della sua vita con Greta la scrittura e il mondo yddish, la Germani che ha accolto tanti ebrei come Moses Mendelsohn, ha poi tradito gli ebrei.

 

La mano di assassini spietati ha agito prima che il sogno di Kafka, ebreo praghese, vedeva la nascita dello Stato di Israele, che, avrebbe protetto gli ebrei.

 

Kafka amava la Palestina che è la terra del Popolo d’Israele, la terra dove avrebbe voluto trascorrere i suoi ultimi anni di vita, se, la malattia non sarebbe arrivata così presto. Anche le sue sorelle abbracciavano le sue idee e i suoi obiettivi, ma per tutti loro, questo rimase solo un sogno.  La Palestina si chiamerà Israele solo dopo il 1948, ma né Kafka né le sorelle avranno la possibilità di vedere la nascita dello Stato di Israele che amavano tanto.

 

Kafka morì nel 1924, mentre le sorelle moriranno nei campi di sterminio nazisti posti nella Polonia conquistata: Otylia, la sorella più cara a Kafka, morì ad Auschwitz nel 1943, dopo essere passata per il lager di Terezin. Gabriela e Valerie furono deportate dai nazisti nel ghetto di Łódź e poi uccise nel vicino campo di sterminio di Chełmno nad Nerem, Kulmhof an der Nehr in tedesco, sul fiume Ner nel 1942.

 

Lo Stato di Israele che accoglierà gli ebrei sparsi nel mondo dando loro salvezza e protezione, arriva tardi per proteggere gli ebrei morti nei campi di concentramento di Auschwitz e altri. Già nel 1860 Moses Monefiore fu autorizzato a edificare un nuovo quartiere all’esterno dei bastioni della Città Vecchia di Gerusalemme. Nel 1895 quando Theodor Herzl assisteva alla degradazione di Alfred Dreyfus, trentamila abitanti di Gerusalemme su cinquantamila erano ebrei. Kafka nato nel 1883 a Praga, ha abbracciato le idee di Theodor Herzl e il sogno degli ebrei di realizzare La Terra Promessa a Gerusalemme, ma, a causa della sua malattia, gli fu negato il viaggio a Gerusalemme. Ma, attraverso il racconto di una delle sorelle che era andata a vivere in Palestina e tornò entusiasta, lui fu contento che il sogno della Terra Promessa si era quasi realizzato.

 

Ecco i rapporti che sono intervenuti tra lo scrittore morto di tubercolosi nel 1924 e la tragedia dell’olocausto, di cui si è celebrata la Giornata della Memoria pochi giorni fa, avvenuta in seno alla Seconda Guerra Mondiale. I contatti tra l’ebreo Kafka e la Shoah sono forse anche narrati in alcune sue opere, è come se lui avesse già immaginato una tragedia del popolo ebraico un popolo che nell’Europa dell’est ha subito tante persecuzioni, solo per ricordare il libro di Marek Halter ‘Il Cabalista di Praga’.

 

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