Advertisement

In una lettera al Gazzettino di Venezia di oltre 20 anni fa dicevo…

 

Advertisement

Da anni sostengo che il cosiddetto Festival di Sanremo presenta tutt’altro che la musica, tant’è che da diversi lustri me ne guardo bene dall’ influenzare in positivo lo share o audience, come lo si vuol chiamare in termini più comprensibili ai più.

Nel corso del succitato lungo  periodo però mi è capitato proprio ieri sera, per sbaglio, facendo zapping fra i vari canali tv, di sintonizzarmi in questa specifica manifestazione musicale dell’Ariston di Sanremo, rimanendovi  però per alcuni minuti; e ciò,  solo allo scopo di vagliare lo standing dei brani presentati.  Mi è capitato di vedere e sentire un certo Achille Lauro  (?)  a petto nudo nel quale non c’era posto per altri tatuaggi, il quale, insieme con 5 donne di cui mi rifiuto di dare un giudizio artistico, mi hanno costretto a cercare un…Lino Banfi di turno.

 

Scena mortificante e, quel che mi disturba, abbastanza applaudita, ma da quella gente che, a mio giudizio, non capisce niente di musica e va lì solo e solamente per altri scopi, cantanti compresi, ispirati dal business commerciale per gli organizzatori,  strumentalizzando chi si presta al gioco, fatte salve le poche eccezioni.

 

Il guaio è che questo andazzo dilaga da troppi anni se è vero, come lo è, che già 20 anni fa scrivevo al Gazzettino che

la musica vera sta scomparendo (dopo Strawinsky la musica non c’è più)  e le nuove generazioni non saranno, anzi già non lo sono,  più in grado di affinare quella sensibilità che produce un suono vero rispetto a quello di un…contatto elettronico: come dire, via Enel, finisce la musica, posto che essa abbia ancora questo nome..

 

Quand’è che si elimina questo obbrobrio che offende la musica e distrae le nuove generazioni da questa ? E ciò al punto da far intervenire persino il Vescovo di Ventimiglia-Sanremo con parole dure : alla penosa esibizione di certuni che hanno deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica evocando il gesto del battesimo in un contesto insulso e dissacrante, non resta che il perdono  divino…

 

Insomma, ciò che dico io da anni, anche al Gazzettino,  oggi  viene suffragato persino dal Vescovo,  Antonio Suetta,   che stigmatizza la drammatica povertà artistica,  tra l’altro con la correità della Rai.

 

Suvvia, non buttiamo tutto in v…., come stiamo facendo da mo’  !!!

 

 

Arnaldo De Porti  classe 1935

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedenteInflazione. Paolo Capone, Leader UGL: “Necessario sostenere lavoratori e imprese attraverso riduzione delle tasse”
Articolo successivoCENTRODESTRA, LA RUSSA (FDI): “LEGA E FI HANNO SCELTO IL CENTROSINISTRA. ALLEANZA DA DA RIFONDARE”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui