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Daniele Peracchia, la naturopatia come ri(conquista) della nostra unicità.

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Un passato nella musica indipendente italiana come Prus Dall’Oltrefiaba e un presente come naturopata nato dopo una grave crisi personale che l’ha spinto a sperimentare su di sé gli effetti positivi della medicina alternativa. Daniele Peracchia ci parla di naturopatia e di quanto sia importante attraverso di essa la ri(conquista) di quella unicità che rende speciale e irripetibile ciascun essere umano.

 

1) In che momento della tua vita ti sei avvicinato alla naturopatia?

Nei primi anni in cui ho vissuto a Roma ho passato una fase travagliata della mia vita dove soffrivo di vertigini che mi costringevano a letto, avevo inoltre una psoriasi molto forte su tutto il corpo e problemi di timidezza nel rapportarmi con gli altri probabilmente dovuti a una non accettazione della mia fisicità e delle mie capacità; non mi riconoscevo nessun talento e vivevo in una sorta di allontanamento da me stesso. Casualmente ho avuto il contatto di una naturopata che si occupa di riflessologia plantare e decisi di chiamarla per uscire dalla drammatica situazione che vivevo. Da qui in poi è iniziato un lento e bellissimo percorso terapeutico con lei durante il quale mi ha proposto di insegnarmi la tecnica della riflessologia plantare. Una richiesta inaspettata che ho sentito da subito mia, feci il corso con lei e poi, decisi di studiare naturopatia feci il primo anno di corso a Roma per poi spostarmi nella mia regione, in Piemonte, e finire i successivi due anni a Torino. Nel frattempo, ho scoperto anche la cristalloterapia formandomi come cristalloterapeuta e integrando questa disciplina ai miei precedenti studi.

  1. Su che cosa lavori coi tuoi pazienti e quali sono i benefici che se ne traggono?

Prima lavoravo sulle persone facendo dei trattamenti con la riflessologia plantare sul corpo con lo scopo di agire non solo sui problemi fisici ma anche su quelli emotivi come ansie, oppressione al petto, insonnia. Con i corsi di thetahealing e di kiniesologia ho iniziato a capire invece l’importanza di operare sul disagio della persona e a comprendere quanto questo disagio sia determinato in noi da convinzioni limitanti, ossia quei condizionamenti che impariamo nel corso della nostra vita, relativi a insegnamenti familiari, alla nostra cultura, al posto in cui viviamo o alla nostra vita prenatale. Questi condizionamenti inevitabilmente ci portano ad attrarre situazioni negative influenzate dai nostri pregiudizi e dalle nostre paure e impedendo di conseguenza la nostra realizzazione personale. Il mio lavoro consiste nel trovare nelle persone le loro convinzioni limitanti e a cambiarle con delle convinzioni potenzianti attraverso la tecnica del thetahealing e agendo sui livelli energetici per mezzo della kiniesologia. Nelle sedute coi pazienti è di certo fondamentale che si crei tra me e loro la giusta sinergia e fiducia per poter attuare al meglio questo lavoro su sé stessi e arrivare all’obiettivo principale, il benessere e la centralità dell’individuo. Il mio compito è quello di riequilibrare il corpo con la mente e con l’anima, solo in questo modo il cliente potrà riconoscere il suo sentire e i suoi bisogni più profondi non lasciandoci ingannare dai futili bisogni dell’ego.

 

  1. Ti piacerebbe svolgere il tuo lavoro in tandem con altre figure?

Si. Mi piacerebbe che questo tipo di lavoro venisse svolto in tandem anche con la figura di uno psicologo. Ad esempio, nelle associazioni lgbtq o nei centri antiviolenza si mette a disposizione la figura di uno psicologo, se un naturopata collaborasse con questa figura all’interno di quei contesti si potrebbe agire su mente e corpo contemporaneamente aiutando chi sta vivendo una situazione delicata e di malessere a fare un percorso terapeutico più efficace e profondo.

 

 

4) Come vedi lo spazio dei social per fare conoscere la naturopatia? Hai mai pensato di fare dei video da mettere su facebook e instagram in cui mostrare nell’atto pratico quello che fai dando consigli a chi vuole curarsi con la medicina alternativa?

Non riesco a stare dietro sui social. Li vedo delle vetrine. Il fatto che ci siano persone che si propongono come influencer dettando regole su come vestirsi e come parlare entra in contrasto contro il concetto di unicità e di libero arbitrio di ogni essere umano. Influencer deriva da influenzare e quando tu influenzi l’altra persona, quest’ultima, si annulla per essere come gli altri. Essere sui social è un po’ come dire ‘sono come gli altri e non riconosco più la mia unicità’. I social sono il rafforzamento di un ego spropositato delle persone che non è nelle mie corde. Preferisco che queste tecniche vengano conosciute per il passaparola della gente che è soddisfatta dei benefici che ne trae e non perché ho migliaia di followers.

 

 

 

 

  1. Quando si parla di medicina alternativa e di discipline spirituali alcuni a volte storcono un po’ il naso, si è creato un pregiudizio verso la gente che abbraccia questo stile di vita, si immagina che molte di queste persone lo assumano solo come posa per sentirsi migliori degli altri. Cosa ne pensi?

So che esistono persone che si approcciano a discipline spirituali per darsi un tono e mi dispiace per loro perché sprecano l’occasione per conoscersi e amarsi veramente. Quella gente che ad esempio fa yoga con un approccio sbagliato per nutrire il proprio ego invece della propria anima non va da nessuna parte perché fa qualcosa di puramente esteriore che nulla a che vedere con il proprio benessere psicofisico. Tutto questo è lontano dal mio mondo ma se dovessero capitarmi persone che hanno questo approccio cercherei di spingerle a mettersi in discussione e a non sprecare l’occasione che hanno nel poter crescere con se stessi. La gente che viene da me durante le sedute è molto semplice, ha una vita tranquilla, non se la tira e, a volte è del tutto impreparata ai cambiamenti che possono arrivare nella loro vita attraverso le mie sedute. Vengono perché sono disperati – soffrono di mal di testa cronici, hanno dolori acuti allo stomaco oppure ansia o insonnia. Alcuni quando sono le prime volte nel mio studio hanno in principio una buona dose di scetticismo che viene man mano superato perché riscontrano i primi benefici del loro percorso e di questo non posso che esserne felice.

 

  1. Hai un passato come musicista di musica indipendente dove eri conosciuto con il nome d’arte Prus Dall’Oltrefiaba, cosa è rimasto di quella tua vita precedente oggi?

Il periodo in cui ho scritto testi per la musica di Prus Dall’Oltrefiaba mi è servito per ripulirmi l’inconscio. Ma è qualcosa che è passato sono in una nuova fase della mia vita. Ora utilizzo il suono dei mantra del Kundalini Yoga, questa pratica ha moltissime meditazioni che lavorano la rabbia, la paura, l’ansia oppure altri stati emotivi o blocchi personali cantando i mantra. I kriya del Kundalini Yoga, cioè un insieme di posture, esercizi di respirazione e mantra, ci direzionano verso il recupero delle nostre energie, ci focalizzano al raggiungimento di una maggiore consapevolezza di noi stessi utilizzando le nostre capacità e la nostra forza interiore.

 

 

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