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Termina 1 a 1 il big match del Maradona tra Napoli e Inter ed é giusto così. Due squadre di grande livello che si sono affrontate con rispetto e paura. Da una parte un Napoli più tecnico e dall’altra un Inter più feroce nel dna, fisica, che si è fatta sentire nel corso della partita. Il Napoli parte spavaldo ed i nerazzurri che controllano e cercano di ripartire sulle fasce e creare difficoltà ai partenopei. La partita si mette benissimo per gli azzurri che al 7’ passano in vantaggio grazie ad un rigore procurato da Osimhen. Su una palla in area il nigeriano anticipa furbescamente un compassato De Vrij infatti  l’olandese arriva in ritardo nel contrasto ed impatta la caviglia del numero 9 partenopeo. Doveri in un primo momento lascia proseguire ma viene richiamato dal VAR quindi assegna la massima punizione. Sul dischetto si presenta Insigne che realizza il vantaggio. Lo stadio Maradona in festa. Il Lorenzo napoletano lo si nota per l’unica cosa di rilievo in una partita costellata da errori per non contare anche un goal mangiato in semi rovesciata. Da un calciatore che chiedeva 5 milioni per il rinnovo si pretende molto di più specie se si é capitàni. Koulibaly invece maestoso in campo è migliore degli azzurri, un vero comandante. Dopo il vantaggio l’Inter cerca di scuotersi ma il Napoli tiene bene il campo e la partita scorre piacevole per gli spettatori. Il Napoli ha una grossa occasione con Zielinsky  al 12’. Da fuori area colpisce il palo destro di Handanovic dopo una splendida azione corale. Al 19’ Politano si ferma dopo un contrasto con Di Marco per un indurimento del polpaccio e pochi minuti dopo lascia il campo, al suo posto Elmas. Al 29’ Insigne spara alto sulla traversa un pallone d’oro  difeso da Osimhen. Dal 35’ inizia un pressing più alto dell’Inter ed il Napoli  inizia ad vere difficoltà nell’uscita palla. Al 35’ prima azione di Dimarco: serve Persic che a sua volta  crossa per Dzeko che di testa colpisce con poca forza e Ospina ringrazia. Al 37’Insigne viene ammonito per proteste in quanto vittima di un un fallo da parte di Perisic inesistente su azione di contropiede al limite dell’area nerazzurra. Al 38’ straordinario intervento di Koulibaly su Dumfries per mettere l’ennesima pezza sulle mancanze difensive di un Mario Rui sconcertante. Caro Spalletti sei un bravo allenatore ma definire PROFESSORE il portoghese sa tanto di presa per i fondelli. I tifosi partenopei non vanno buggerati in tal guisa. Al 42’ ennesimo taglio di Dumfries che, contrastato da Lobotka, il professore (Mario Rui) assente, spara fuori un destro in diagonale da solo contro Ospina. Termina il primo tempo di una partita piacevole con squadre che si sono affrontate a viso aperto. Parte la ripresa e al 47’ l’Inter pareggia. Azione sulla destra interista, che novità, Lautaro crossa per Dzeko il quale spizzica la palla che, carambolando su Di Lorenzo gli ritorna permettendogli  una cannonata di destro sotto la traversa. Ospina incolpevole. Inter ringalluzzita e fisicamente devastante ma al 55’ Osimhen cerca di sfruttare un errore della difesa nerazzurra. Handanovic di piede devia in angolo. Al 56’ per poco Ospina non combina un pasticcio con un rinvio molle che stava per essere intercettato da Dzeko. La partita continua con un equilibrio totale. Al 69’ il Napoli ha una grande occasione con Elmas. Su un cross svirgolato  da De Vrij  non riesce a battere Handanovic a pochi metri dalla porta e la palla deviata dal portiere nerazzurro finisce in angolo.  La partita andrà avanti con un l’Inter che non da mai la sensazione di soffrire ed un Napoli che a sua volta non affonda non avendo calciatori ai fianchi di un Osimhen alla fine sfinito capaci di saltare l’uomo e di attaccare la profondità. Saranno effettuati vari cambi ma la partita non cambierà. Si chiude al 95’ con un risultato giusto con un tempo per parte, il primo per partenopei, il secondo per i nerazzurri. Al rigore di Insigne risponde Dzeko. Migliore del Napoli il Comandante Koulibaly, peggiore il Professore Mario Rui. Il campionato continua ed e’ in  arrivo  lo spareggio Uefa contro il Barca di Xavi.

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