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CHE FARE QUANDO UN PAZZO NON INTENDE DIALOGARE ?

Parlando con alcuni amici,  ed assicuro trattarsi di persone che non dicono una parola in più rispetto allo strettamente necessario tanto da dover dire loro scherzosamente  che bisogna tirar fuori le parole con la tenaglia prima che esprimano un giudizio, il discorso è scivolato sulle trattative, assolutamente prive di un risvolto, in relazione al cessate il fuoco da parte della Russia, aspetto questo purtroppo del tutto formale e, se vuoi, anche ridicolo tenendo conto delle indisponibilità assoluta di trattare da parte di un delirante che, senza dubbio alcuno, si farà molto male nel breve-medio termine.

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Ora, il momento si fa serio in quanto, la chiusura ermetica di Putin ed il continuo positivo effetto delle sanzioni in atto da parte dell’Occidente, Nato, Europa, Usa, Inghilterra ecc.ecc., sta alimentando infatti ulteriormente la rabbia in questo maledetto  zar che, Dio non voglia, potrebbe distruggere il mondo in un colpo solo approfittando della ragionevolezza intelligente e responsabile dei popoli democratici.

Rebus sic stantibus,  al momento non ci sono soluzioni e, reagire con le armi,  significherebbe peggiorare le cose.

Per un attimo inviterei a pensare  ad un situazione  capovolta, nel senso che fosse l’Occidente ad aggredire la Russia. Ebbene, almeno a mio avviso, lo scontro avrebbe avuto sicuramente connotati diversi. Putin infatti, avrebbe perso la pazienza e, spinto dal suo status di delirante onnipotenza, avrebbe assoldato un qualche aereo kamikaze per bombardare il nostro governo emulando la tragedia delle Torri Gemelle. E ci sarebbe riuscito.

Noi occidentali non siamo in guerra per fortuna, seppur coinvolti in maniera piuttosto pesante, ma se lo fossimo davvero io penso che, in cambio  delle migliaia di morti e feriti che questo delirante ha sino a pochi istanti fa provocato, una modesta compensazione potrebbe essere applicata  in base alle leggi della guerra.  Esattamente come è successo per Saddam e Gheddafi (meglio sarebbe stato catturali vivi) , individuando i rifugi del dittatore e decidendo poi sulla sua sorte, peraltro già  oggetto d’esame presso la Corte Suprema dell’AIA  sui crimini contro l’umanità.

Purtroppo i tempi molto stretti non consentono questo per cui, sia pur subendo molte perdite, mi sentirei quasi certo di affermare che, a causa della fame, delle malattie, della chiusura di tutti i rapporti economico-finanziari con la Russia, dei mezzi di sopravvivenza, dei sequestri dei beni dei vari oligarchi anche nel nostro Paese,  ma anche e soprattutto dei russi costretti con le armi all’obbedienza e la galera,  ci saranno lo stesso varie sommosse in Russia fino ad arrivare ad un golpe che metterà fuori gioco un delinquente a tutti gli effetti.

Purtroppo la democrazia ha un prezzo elevato e, mettiamoci in testa da subito, che basta il gesto di uno squilibrato per distruggere il mondo.    Ed i dittatori tutti, ad un certo momento, vanno via di testa,  come ci ha insegnato anche la storia  !

E se reagire è pericoloso cosa  si dovrebbe fare ?  Coltivare un po’ di ottimismo attendista di fronte a questa guerra, fiaccando l’avversario ai fianchi come in un incontro di pugilato, sperando anche nella… Provvidenza.

Non resta che questo ad evitare un altro conflitto mondiale che già si respira.

Arnaldo De Porti

Belluno-Feltre

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