PROVOCAZIONE, INVASIONE, NUCLEARE E LA CALMA DI CONFUCIO
Navigano in acque scure Stati Uniti e Russia, le due Potenze che sembrano essere in lizza per il secondo posto mondiale. Dalla generale situazione mondiale degli Stati si comprende bene che al primo posto è assurta la Cina per la sua gestione ottimale. Ultimamente caduta di stile (eufemismo) del Presidente degli Usa, al quale, onde evitare compromissioni da giudizi –diciamo- poco accorti, si è stati costretti a dare il fogliettino con le risposte a quanto nelle già concordate interviste gli sarebbe stato richiesto. Al Cremlino disunione sulla linea da seguire: ceceni, Fso e Guardia Nazionale sarebbero, a quanto è trapelato, per la prosecuzione della guerra; servizi segreti Fsb e Svr sembrerebbero essere contrari. Ma, in definitiva, nulla è chiaro, neppure quale esito possa avere il compattarsi della situazione, se ci sarà. Intanto psichiatri e psicologi balzano alla ribalta con analisi su presunte trasformazioni fisiche dello Zar, sui suoi comportamenti, sulle motivazioni della distanza in cui lo si mantiene dalla realtà della guerra in corso. E sarebbe inoltre lo Zar pressato dal leader ceceno Kadyrov e dai membri dell’Eso, ritenuti fautori tutti della prosecuzione della guerra per una presa di Kiev. Sono intanto in atto colloqui telefonici con vari Presidenti dell’Ue, tra cui Draghi, per una tregua e anche per la risoluzione del problema energetico, della moneta di pagamento che viene dalla Russia richiesto in rubli. Intanto al Vertice della Nato, previsto per il 6 e 7 aprile, sarà presente anche l’Ucraina, ma – si è specificato- non per un eventuale ingresso nella Nato, dato che ciò ostacolerebbe il proseguire dei colloqui di pace. L’ingresso dell’Ucraina nella Nato venne annunciato il 2008 al Vertice di Bucarest e l’allora Presidente Boris Eltsin fece presente che la Russia riteneva quell’ingresso una minaccia per la propria sicurezza. Tale è stata considerata anche da Putin. Lo Zar, inoltre, parlando dell’Occidente, ha asserito che è una civiltà da ritenersi ormai in decadenza. E’ così, infatti è iniziata ad esserlo dal momento in cui lo stesso Occidente ha rinunciato alla sua cultura, non l’ha valorizzata più, né difesa. Non è il caso di annunciare le tante pagine di saggistica che dal Novecento hanno analizzato le cause del tramonto dell’Occidente. Ma, per tornare alla situazione attuale, le compromissioni negative della globalizzazione sono tante, in particolare per l’Ue con la necessità di rifornimenti energetici provenienti dalla Russia. Si potrebbero ora avere rifornimenti dagli Usa, ma ad un prezzo maggiorato, e per questo c’è chi sostiene che agli Usa non converrebbe poi impegnarsi molto per la pace, per un ritorno allo status quo. Intanto Pechino, che dal mondo globalizzato ha saputo trarre i maggiori vantaggi, continua a mantenere il Dna di Confucio: rispetto, obbedienza e calma. E, nel mentre invoglia alla pace, non tradisce la Russia, la storica amicizia. Nella nebbia che con la invasione dell’Ucraina ha avvolto e continua ad avvolgere gli altri Stati, accresciuta anche da media e social a causa di una marea di notizie contrastanti, è pure comparsa una parola terribile, per lungo tempo taciuta, “nucleare”, ed è terrore nel globo, speranza che si voglia solo terrorizzare, che l’insania umana non giunga a utilizzare mai nessun tipo di arma nucleare. Necessita inoltre estrema attenzione alle centrali nucleari: l’Ucraina, oltre a Chernobyl, dismessa dopo l’incidente del 1986, ha la centrale di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa e fra le dieci centrali più grandi del mondo, e ancora le centrali Ucraina del Sud, Rivne e Khmelnytskyi. Nelle immagini degli inviati speciali disastri impressionanti di città e persone, anche se in questo mese e oltre di guerra hanno funzionato armi definite “tradizionali”. Gli esseri umani non riescono, purtroppo, a rinsavire dalla guerra, ma all’arma nucleare dovrebbero tutti porre uno stop definitivo, dato che, come rifletteva Albert Einstein, “non è cambiato il nostro modo di pensare…la distruzione sarebbe su una scala ritenuta impossibile prima… e solo poche tracce di civiltà sopravviverebbero”. Anzi, secondo Stephen Hawking, “se la nostra cosiddetta intelligenza ci indurrà ad autodistruggerci in una guerra nucleare, solo i batteri ci sopravviveranno”. E facciamo nostra l’esortazione di Primo Levi: “Potenti della terra padroni di nuovi veleni,/ tristi custodi segreti del tuono definitivo,/ ci bastano d’assai le afflizioni donate dal cielo./ Prima di premere il dito, fermatevi e considerate”.
Antonietta Benagiano











