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Cronico– Il figlio del pop

Il nuovo singolo, figlio del pop cantautorale di Battisti e della “vecchia” scuola che ha fatto la storia della musica italiana.

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La sensazione, mettendo in play Autostrada, è di trovarsi di fronte a un bilancio, a un compendio, ma anche a una dichiarazione d’intenti. Denso di significati, di poesia e sottotesti che consacrano il cantautore Calabrese a quella scena cantautorale che si era ormai smarrita con gli anni. Ma se c’è qualcuno che può permettersi di sfidarci a un’analisi più intelligente e approfondita è proprio Cronico.

 

Quanta  pressione hai sentito?

 

Tutti oggi vogliono parlare di musica. Con l’avvento dei social c’è molta pressione perché non vince il brano in se, ma vince quello che posti. Ho questo brano da un po di tempo, ma ho voluto curare tutti i dettagli perché mi piace la perfezione senza badare al tempo.

Quando lo capisci che una canzone è finita?

 

Quando non hai altro da aggiungere e nelle tue orecchie e nel tuo mondo risulta perfetta. Scrivere per me è un antistress e il brano mi deve dare quella sensazione. A volte ci metto di più e a volte di meno,  ma quello dipende da ciò che hai in testa.

 

 

Hai tanti brani riflessivi e malinconici.

 

È inutile nascondere la mia malinconia, perché ho anche quel lato. Sono molto pessimista e mi aspetto sempre le cose peggiori. Ma così è la vita e non è facile tenere sempre alta la guardia. In ogni caso questi sono i brani che rimangono di più. Prendi “Rimmel”, “La Donna Cannone” e tutti i brani dei grandi cantautori. Tra 10 anni si ricorderanno di quelle canzoni e non si ricorderanno di altre che parlano di oro, collane e pasticche.

 

Cos’è per te l’autostrada?

 

L’autostrada è la vita che ho vissuto e che vivrò ancora. Spesso uso la donna per sottolineare i miei difetti, ma in realtà la metafora della vita è proprio una strada. Tutti sappiamo dove siamo, ma non sapremo mai dove finiremo, ed è un po il senso del brano e del mio rapporto con la musica.

 

 

Com’è nato il brano?

 

Il brano è nato diversi mesi fa di getto. Stonhead mi invió questo beat e me ne innamorai e da quel beat ho scritto il brano di getto. Il brano è stato tenuto da parte perché c’erano delle parti che non mi convincevano, così ho chiesto aiuto ad Antongiulio Iorfida che ha chiuso magistralmente il resto del brano. Diciamo che ogni brano è come un figlio, ed ora sono orgoglioso di avere messo al mondo tutto questo.

 

Progetti futuri?

Per ora mi godo il momento, in futuro ci sono tantissimi progetti che preferisco non spoilerare. Sono sicuro che farò del mio meglio.

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