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La Corte d’Appello belga conferma le sentenze per gli autori del complotto terroristico del 2018 contro il raduno della Resistenza iraniana a Parigi

Sentenza definitiva della Corte d’Appello del Belgio per il diplomatico terrorista: 20 anni di carcere. A due complici 18 anni e al terzo complice 17 anni di carcere

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Maryam Rajavi: Il complotto terroristico per far esplodere una bomba in un grande raduno della Resistenza iraniana a Parigi da parte di un diplomatico è un crimine contro l’umanità senza precedenti in Europa. I leader del fascismo religioso al potere in Iran cercano di ricattare, forzare e contrattare una via d’uscita, ma devono essere assicurati alla giustizia senza eccezioni, altrimenti saranno incoraggiati.

La Corte d’Appello di Anversa in Belgio ha annunciato martedì 10 maggio la sentenza definitiva per tre complici di Assadollah Assadi, un diplomatico terrorista del regime dei mullah, per avere complottato per far esplodere una bomba al grande raduno della Resistenza iraniana a Villepinte, Parigi, il 30 giugno 2018. Assadi era stato precedentemente condannato a 20 anni di carcere. Con la sentenza odierna, la Corte d’Appello ha confermato la condanna per gli altri tre agenti del Ministero dell’Intelligence del regime clericale agli ordini di Assadi (Nasimeh Naami, Amir Saadouni e Mehrdad Arefani): i primi due a 18 anni e il terzo a 17 anni di carcere, nonché la revoca della cittadinanza e del passaporto belgi e una multa di 60.000 euro ciascuno.

La signora Maryam Rajavi, Presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI), ha affermato: “La sentenza del tribunale e gli anni di indagini non lasciano dubbi sul fatto che l’attentato sarebbe stato l’incidente terroristico più mortale in Europa. Il processo e la punizione degli autori, sebbene necessari, non sono sufficienti. I principali mandanti e organizzatori di questo crimine, vale a dire Khamenei e il presidente del suo regime (Ebrahim Raisi), i ministri degli Esteri e dell’Intelligence dell’epoca e altri dirigenti nel Consiglio supremo di Sicurezza del regime devono essere assicurati alla giustizia senza eccezioni, altrimenti saranno ulteriormente incoraggiati. Queste sono le stesse persone che hanno commesso innumerevoli crimini terroristici negli ultimi quarant’anni, compreso l’omicidio di 1.500 giovani nella rivolta del novembre 2019, 120.000 esecuzioni politiche, tra cui il massacro del 1988 di 30.000 prigionieri politici, e il saccheggio della ricchezza e delle risorse della nazione iraniana. Come al solito, ora stanno cercando di ricattare, forzare e contrattare una via d’uscita, ma devono ricevere una risposta risoluta ed essere deferiti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, alla Corte Penale Internazionale e alla corte del popolo iraniano in un futuro libero Iran”.

Nella sua testimonianza di sette ore nel novembre 2019 sull’attentato, la signora Rajavi ha spiegato il processo decisionale dei dirigenti del regime e ha ribadito che l’attività terroristica era stata affidata al Ministero dell’Intelligence e svolta in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri. Ha evidenziato che dopo la condanna del diplomatico terrorista e dei suoi tre complici, qualsiasi ritardo nell’adozione di una politica decisa contro il fascismo religioso in Iran lo incoraggerà a continuare e raddoppiare la sua politica di terrorismo. La mancata azione di fronte alle violazioni dei diritti umani e ai crimini dei mullah all’interno e all’esterno dell’Iran con il pretesto dei negoziati sul nucleare è un grave errore, che invia un messaggio di debolezza e incentiva il regime ad acquisire la bomba atomica.

La signora Rajavi ha chiesto che tutte le informazioni e i documenti acquisiti nel caso di Assadollah Assadi e i nomi della sua rete di agenti in Europa, documentati nei suoi taccuini, siano pubblicati. Ha esortato i servizi di sicurezza europei a smascherare altre cellule dormienti impiantate dal Ministero dell’Intelligence dei mullah e dalla Forza Quds, revocare il loro asilo o la loro cittadinanza in Europa e negli Stati Uniti e chiudere le ambasciate del regime iraniano, covi di spie e terroristi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI)

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