Advertisement

Il pericolo della duplice natura del fanatismo nazionalista in Ucraina

di Gualfredo de’ Lincei

Advertisement

Il dibattito sulla natura politica dei movimenti che hanno animato l’Ucraina in questi ultimi otto anni, hanno suscitato profonde discussioni in occidente. Esaltati da alcuni e occultati da altri ma cosa rappresentano davvero questi movimenti nazionalistici?

In tempi ancora non sospetti, la giornalista Shaun Walker, in un articolo apparso sul The Guardian il 10 settembre 2014, ci mette in guardia dal pericolo nazionalista ucraino: “Il desiderio dei volontari di estrema destra del battaglione Azov di portare la battaglia a kiev sarà un pericolo per la stabilità postbellica”.

In Ucraina esistono due tipi di nazionalismo: il primo è lo Svidomo, termine con radice russo ucraina interpretabile come “coscienza” nazionale, seguace di due controversi personaggi ucraini, Petliura e Bandera. Il secondo è il Neonazismo che si rifà direttamente alle idee del predominio mondiale del Terzo Reich. Sebbene entrambi i movimenti rappresentino il fanatismo più pericoloso, nel primo caso sussiste la speranza di rinsavire mentre nel secondo, l’ideologia fortemente radicata ne impedisce qualsiasi mitigazione.

Sul nazionalismo ucraino, in questo momento, si parla molto e spesso, sia in Russia che in Europa ma sono in pochi quelli che provano ad affrontano in modo più specifico l’essenza di questo fenomeno. Nella coscienza di massa si radica il principio che la prospettiva politica dei moderni sciovinisti neo banderesi, si autodefinisce come copia dell’ideologia neo nazista del Terzo Reick.

In effetti lo Svidomo ucraino imita molto i nazisti di Hitler, soprattutto in termini di simbolismo ma anche nel copiare le tecniche propagandistiche di Goebbels, basate su manifeste menzogne e falsificazioni. Un esempio di questo modello potrebbe trovarsi nella molto controversa “tragedia di Bucha”, che già in molti sospettano possa aver subito la diretta regia del TsIPSO: “Center for Information and Psychological Operations”. Centro operativo creato nel 2004, dai rappresentanti delle Forze Operative Speciali dell’Ucraina, per lo sviluppo della russofobia. Gli stessi metodi nazisti sono rivolti ai prigionieri e alla popolazione civile, che questi fanatici, dall’interno delle Forze Armate Ucraine e dei battaglioni di volontari, compiono in modo disumano alla stregua dei soldati delle SS, della gendarmeria da campo della Wehrmacht e della Gestapo. Alcuni giorni fa hanno anche presentato i loro “Vlasoviti” a Kiev.

 

I due aspetti del fanatismo nazionalista

Tuttavia, da un punto di vista ideologico, il nazionalismo spicciolo della parte emarginata della società ucraina, che bisogna ammettere essersi rivelata molto più ampia di quanto sembrasse due mesi prima, non ha molto in comune con il nazismo classico, il quale, sebbene tragicamente, aveva nel suo complesso una teoria strutturata e coerente. E nonostante persistano delle vere idee naziste in Ucraina, queste non sono poi così articolate come quelle dei loro maestri.

 

Lo Svidamo ucraino “al di sopra di tutto”, i cui aderenti sono milioni, viene più che altro paragonato al nazismo perché più crudele e orribile dello stesso regime creato da Hitler. Questo pericoloso estremismo è stato costruito e armato proprio vicino alla civile Europa e sotto il suo naso, ma ignorato ostinatamente.

 

L’unica idea comprensibile di questo fanatismo è un senso ingiustificato della propria esclusività e dell’odio per tutti i popoli vicini: polacchi, moldavi, bulgari, bielorussi, zingari, greci, raggiungendo la rabbia più profonda nei confronti dei russi.

 

La nascita del nazionalismo ucraino

Il nazionalismo ucraino nacque come una dolorosa reazione dell’intellighenzia locale all’apparente predominio della cultura russa nel periodo imperiale e sovietico. Piccoli rappresentanti russi di questo ceto sociale che, lo Zar Alessandro III il pacificatore e in seguito  i bolscevichi, chiamarono “logoro”, avevano la necessità di distinguersi in qualche modo, dimostrando la loro particolare unicità. Così, per i loro desideri, trovarono una base spirituale nelle dubbie opere di Hrushevsky, negli slogan russofobici di Petliura, Bandera, Dontsov e altri aderenti alla “idea nazionale ucraina“.

 

Un altro aspetto di questo fanatismo emerge dal folklore tipico dei caratteri comportamentali dei Kokol, abitanti dei villaggi ucraini, che amano l’appariscenza e la vistosità degli ornamenti. Lo sa bene chi, negli anni della perestrojka, prestava servizio militare e vedeva gli orli kitsch applicati dai riservisti alle proprie divise o si trovava a leggere i fantasiosi e grotteschi diari di congedo dei nativi della campagna ucraina. Con lo scioglimento dell’URSS e l’indipendenza del paese, questo tratto caratteriale, si è rafforzato tanto da riuscire a creare dei feticci nazionali con camice ricamate e abiti tradizionali tipici dei piccoli contadini russi.

 

Generalmente queste cose restano legate ai costumi locali e difficilmente le si può vedere addosso a un parlamentare di un qualche paese serio, invece per loro andare alla Verkhovna Rada (parlamento ucraino) con un vestito del genere sotto la giacca è la norma. Anche la furia con cui gli ucraini hanno difeso il diritto del loro paese a essere considerata la culla del Borsch, fa comprendere come si possa confondere l’aspetto tradizionale culinario con gli obiettivi seri di uno stato.

 

Se da una parte queste tendenze possono essere banalità, in realtà rappresentano un complesso d’inferiorità provinciale che li porta a nutrire invidia verso i loro vicini, che siano essi del villaggio, della città o lungo il confine di stato. Da qui si origina una miscela esplosiva composta di russofobia, spavalderia nazionale, ristrettezza culturale e feroce malizia nei confronti del mondo intero.

 

Tutto questo non può certo essere una copia, anche se brutta, delle idee del Terzo Reich. Probabilmente no. Ai nazisti tedeschi, benché criminali sanguinari, bisogna riconoscere che, se pur sempre in forma perversamente diabolica e disumana, avevano una certa grandezza delle loro idee di predominio sul mondo, attraverso la costruzione di una nuova Europa su basi nazionaliste e un modello economico alternativo al comunismo e al capitalismo.

 

E a cosa assistiamo invece oggi in Ucraina? allo stesso nazionalismo che praticava il poliziotto del villaggio durante la Grande Guerra Patriottica, i cui propri reali interessi non andavano oltre al desiderio di regolare i conti col vicino, magari sottraendogli qualcosa, indossare una camicia ricamata, ubriacarsi mangiando lardo senza pagare (aspetto fondamentale), al chiaro di luna gridando “l’Ucraina non è ancora morta“.

 

Nei programmi e negli slogan politici di una qualsiasi organizzazione nazionalista ucraina, da UNA-UNSO o Pravyj Sektor a Solidarietà Europea di Poroshenko, già bandite in alcuni paesi, contengono principi che si possono riassumere in una feroce russofobia, un’esaltazione dolorosamente mentalmente dell’Ucraina, una rivendicazione ai danni dei vicini di fantasiosi “territori originariamente ucraini“, per poi lasciarsi cadere tra le braccia dell’Unione Europea ma senza pagarne i costi.

 

Tutto questo è certamente fuori luogo per la strada che dicono di voler imboccare. Purtroppo, i promotori di queste idee, non si trovano in un ricovero per eccentrici, ma nel parlamento ucraino Verkhovna Rada, nel governo e nell’ufficio presidenziale, con tutte le tristi conseguenze che si riversano sulla stragrande maggioranza degli inconsapevoli cittadini ucraini e su tutti gli stranieri che vivono in questo paese, compresi russi, e rappresentanti di altre nazioni.

 

È particolarmente inquietante che queste idee, oggi, si siano diffuse in una larga parte della popolazione, il che, tuttavia, non dovrebbe sorprende più di tanto vista la censura imposta alle altre opinioni politiche, la rabbia nutrita degli ucraini verso i fallimenti di qualsiasi impresa socio-economica e la loro totale delusione nei confronti dei politici che, da lunghi tempi, si preoccupano più del proprio arricchimento che dei doveri verso il loro popolo.

 

Sicuramente, il nazionalismo ucraino, è diventato un mezzo comodo per dare facili e comprensibili risposte a numerosi inganni: perché i negozi sono così costosi? Perché i moscoviti hanno mangiato tutto. Perché la vita è così brutta? Perché i moscoviti, gli ungheresi e gli ebrei intorno hanno comprato tutto. Perché non li prendono in Europa? Sì, perché Mosca interferisce. Per questo il virus del nazionalismo non sarà così facile e veloce da eliminare.

 

I rappresentanti del nazismo più aspro e il battaglione Azov.

 

Esistono però dei veri nazisti ideologici in Ucraina, che, a differenza dei loro “fratelli“, sono riusciti ad avvicinarsi ai loro predecessori tedeschi non solo nell’aspetto esteriore. Stiamo parlando del movimento National Corps, bandito in Russia, la cui ala militare è il famigerato “reggimento per scopi speciali della Guardia Nazionale Ucraina “Azov“. Il suo leader o fuhrer è il “colonnello” Andrey Biletsky. La base che compone questo “Corpo Nazionale” non è in realtà formata da ucraini occidentali ma provenienti della “russa” Kharkiv e della regione di Kharkiv.

Secondo la Mapping Militant Organizations “Battaglione Azov” dell’Università di Stanford, si tratta di un’organizzazione paramilitare nazionalista di estrema destra, fondata nel 2014, la quale promuove il nazionalismo ucraino e il neonazismo attraverso il National Militia e l’ala politica del National Corps.

 

Dopo la rivoluzione “della dignità” o Euromaidam, Andrey Eugenovich Biletsky si rese conto che le visioni primitive dei tradizionalisti nazionalisti della persuasione Bandera-Petliurista, che vedono i russi come gli eterni nemici della nazione, erano adatte agli abitanti della Galizia e della Volinia, che si considerano il sale della terra ucraina. Tuttavia, questa immagine superficiale e stereotipata della cultura del paese non era in nessun modo adattabile alla lingua russa di Sloboda. Pertanto, Biletsky si dichiarò il principale difensore dell’intera razza bianca, ricomprendendo così i russi.

 

Ecco cosa dichiarava come obiettivo questa figura, che ha ricevuto il soprannome di “leader bianco” dai suoi fedeli compagni d’armi: “Il mondo dovrebbe essere governato dalla Razza Bianca, indipendentemente dalla nazionalità, cresciuta da una persona biologicamente di alta qualità. La priorità non dovrebbe essere data alla cultura, alla religione, alla lingua e ai valori universali, ma all’aspetto razziale, poiché tutto deriva dal natura del popolo. Oggi l’Ucraina è diventata nostra, domani tutta la Russia e l’Europa!“.

 

Questo crescente clima antisemita viene ricordato in un articolo contenuto nel blog del movimento Chabad e rimbalzato dal giornale israeliano Haaretz, nel quale si legge che un lunedì sera del il 24 febbraio 2014, vennero lanciate bombe molotov contro la sinagoga di nuova costruzione e centro della comunità ebraica di Zaporozhye, nel sud-est dell’Ucraina. Nonostante le telecamere le indagini non condussero a nulla. Questi episodi antisemiti risvegliano tragici ricordi della seconda guerra mondiale come l’eccidio a Babij Yar».

Biletsky con palese scetticismo si riferisce alla democrazia, al governo e all’uguaglianza dei popoli, ma poi ammira apertamente i comandanti della Germania nazista. Durante le manifestazioni contro il governo di Yanukovich in piazza Maidan, molti media occidentali, accusarono i manifestanti armati e mascherati di ostentare simboli legati al nazismo, liquidandoli come nazisti con sfumature antisemite. Non sorprende, infatti, trovare che nella simbologia dei gruppi “Nakorpus” e “Azov”, il loro Fuhrer, abbia scelto emblemi come il wolfsangl “uncino del lupo“, immagine speculare del segno tattico della SS Panzer Division “Das Reich”, il “sole nero“, simbolo mistico dell’occultismo Hitleriano e il 14/88 utilizzato dai nazionalisti bianchi. Il sito israeliano Haaretz in un articolo scrive: “Alcuni manifestanti di Pravy Sektor sul Maidan hanno sfoggiato bracciali gialli con il simbolo dell’uncino del lupo che rivelano la loro specifica affiliazione a un partito politico, quello dell’Assemblea Sociale Nazionale (SNA), un’organizzazione neonazista in gran parte con sede a Kiev. Altri partiti più apertamente antisemiti sono White Hammer e C14, l’ala giovanile neonazista del partito Svoboda”.

 

Biletsky, che mostra un certo sentimento antisemita, nutre un atavico odio verso la Russia di oggi, che considera erede dell’Unione Sovietica stalinista e principale causa della distruzione della patria dei suoi idoli: “La Russia deve essere smembrata in molti piccoli stati e posta sotto il controllo della Grande Ucraina Nazionale… La missione storica della nazione ucraina in questo momento critico è di guida dei Popoli Bianchi di tutto il mondo nell’ultima crociata per la sua esistenza, una campagna contro la sub umanità razzisticamente inferiore a guida ebraica!

 

Non è un caso che sia stato proprio il reggimento Azov a diventare il punto di attrazione dei neonazisti di tutto il mondo. Il Center for International Security and Cooperation (CISAC) californiano, a proposito di questo gruppo paramilitare scrive: “È degno di nota per il reclutamento di combattenti stranieri di estrema destra, dagli Stati Uniti e dall’Europa, nonché per i suoi ampi legami transnazionali con altre organizzazioni di estrema destra. Nel 2022, il gruppo è tornato alla ribalta per aver combattuto contro le forze russe a Kiev, Kharkiv e Mariupol”.

 

Durante gli 8 anni di guerra nel Donbass, almeno cinquemila nazisti attivi dall’Europa, dal Nord America e persino dalla Russia sono passati attraverso questa formazione. Come ci ricorda anche Shaun Walker dal “The Guardian” sul pericolo estremistico post bellico, quelli di loro che sono sopravvissuti sono ideologicamente terroristi con una vera esperienza di combattimento, capaci di portare destabilizzazione e caos in ogni angolo del pianeta. Dati gli stretti legami di Azov con l’intelligence statunitense, questa potenzialità potrebbe concretizzarsi in caso di necessità.

 

Sono i militanti di Kharkov e di Mariupol guidati da Biletsky i veri portatori dell’ideologia nazista, di cui molti esperti televisivi parlano spesso come di un fenomeno diffuso in tutta l’Ucraina.

 

Le due forme di fanatismo nazionalistico diffuso in Ucraina, hanno importanti differenze: lo Svidomo, seguace di Bandera e Petlyura, è una forma di protesta reversibile che può ritornare entro binari umani. Il nazismo delle SS “Azov” e del “National Corps“, al contrario, è irreversibile e può essere solo fermato. In questo dovrebbe consistere l’impegno di denazificazione dell’Ucraina per la sicurezza futura dell’Europa.

 

 

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedenteInnovazione e cannabis: il ruolo della tecnologia nel mercato della marijuana
Articolo successivoFEDERAZIONE ITALIANA TIRO CON L’ARCO World Cup (2^ prova) Gwangju (Kor), 17-22 maggio 2022 Nespoli 4° in qualifica, squadre compound eliminate

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui