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4 aziende su 10 in Europa, inclusa l’Italia, non hanno una policy neutrale per la selezione del personale

Le aziende europee sono al lavoro per migliorare le loro policy sulla diversità ma c’è ancora molto da fare.

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Milano 20 maggio, 2022 – Il 21 maggio è la Giornata Mondale per la diversità culturale, il dialogo e lo sviluppo ma, quando pensiamo al luogo di lavoro, quanta attenzione prestiamo alla diversità? Oggi 6 aziende su 10 in Europa si impegnano a adottare policy neutrali per la selezione del personale e a rispettare valori di parità, diversità e inclusione in fase di selezione. È quanto emerge da una ricerca condotta da SD Worx, uno dei principali fornitori europei di servizi di gestione delle risorse umane e delle paghe, intervistando 4371 aziende di tutte le dimensioni e attive in diversi settori. Tuttavia, quando si entra nel merito dei sistemi per monitorare e dare riscontro in merito agli obiettivi di diversità c’è ancora strada da fare anche perché i dipendenti sotto i 30 anni, gli ultimi arrivati sul mercato del lavoro, danno a questo una particolare importanza.

 

L’impegno dell’Europa per la parità

 

Il 61% di tutte le aziende intervistate afferma di essersi impegnata per una policy di selezione del personale neutrale con Irlanda (74%), UK (68%) e Belgio (69%) ai primi tre posti in Europa. L’Italia è in linea con la media europea con quasi il 62% delle aziende intervistate nel nostro Paese che applica una policy di selezione del personale neutrale. In termini di uguaglianza di paga e condizioni di lavoro, indipendentemente dal genere, dall’età e dalla religione sono soprattutto le aziende irlandesi (73%), belghe (72%) e inglesi ad affermare di concentrarsi molto su questo punto di vista. In Italia, invece la percentuale scende al 64%: ciò significa che ben il 36% delle aziende trascura questo aspetto così importante. Di conseguenza, il 60% delle aziende in Italia dice di investire in formazione e di offrire opportunità di sviluppo interne all’azienda. La stessa media si registra in Europa, dove l’Irlanda è prima con il 72% seguita dal Belgio (71%) e dalla Polonia (69%).

 

Il punto è anche capire in che misura le aziende danno visibilità ai loro obiettivi e alle loro azioni. Circa la metà delle intervistate afferma di organizzare eventi e azioni di comunicazione su diversità, parità e inclusione. In Italia, la percentuale delle aziende che organizzano attività di questo tipo arriva quasi al 60%. A livello europeo, poi, sono 60% le aziende che affermano di dare molta attenzione alla promozione di una cultura del lavoro che sia paritaria e inclusiva, cercando di incentivare la diversità. Questo viene comunicato attivamente soprattutto nelle offerte di lavoro (53%) e sul loro siti (51%), mentre circa la metà delle aziende intervistate include questi valori nella loro mission e tra quelli propri dell’azienda (51%).

 

Report e formazione

Continuando a esplorare questo tema vediamo che le aziende coinvolgono attivamente anche i loro manager nelle policy su diversità, parità e inclusione. Circa la metà delle realtà intervistate offre anche formazione interna su questo tema, con ai primi posti Polonia (62%), Irlanda (61%) e Regno Unito (60%) che si pongono al di sopra della media europea, pari al 53%. Anche l’Italia supera la media europea con quasi il 59% delle aziende che organizzano training interni su diversità, parità e inclusione. Il Belgio è, invece, tra le nazioni meno attive per quel che riguarda la formazione, con solo il 36% delle aziende che la organizza.

 

Nonostante il lavoro dei manager, mancano ancora azioni di follow up sistematiche e chiaramente definite, come per esempio un chiaro sistema di reportistica. Questo è vero, per esempio, per quel che riguarda la valutazione dell’impegno dei manager nell’acquisizione degli obiettivi che si sono proposti. Solo la metà delle aziende europee possiede un sistema di valutazione simile. Il Belgio è in coda con solo il 29%. Per gli altri Paesi europei, invece, i numeri sono più alti: Italia 60%, Polonia 57% e Regno Unito 58%. Tuttavia, le iniziative per diversità, la parità e l’inclusione funzionano quando si lavora per implementarle in maniera corretta e le aziende investono in sistemi di reportistica in modo da poter avere il polso della situazione con il passare del tempo.

 

In generale, però, meno della metà delle aziende afferma di lavorare attivamente a un piano che sottolinei e tenga traccia degli obiettivi di diversità. Questo è evidente soprattutto nelle grandi aziende internazionali con oltre 250 dipendenti. Attualmente, la nuova legislazione europea sta lavorando a far sì che le aziende con più di 250 dipendenti tengano traccia di questi obiettivi di diversità a partire dal 2023.

 

Federico Fedele, Direttore Generale di SD Worx Italy dichiara: “È importante che le aziende inizino a investire in un sistema di reportistica attiva su ciò che fanno in termini di diversità, parità e inclusione. Da una parte, questi dati rappresenteranno una solida base per ottimizzare le policy di diversità con una serie di azioni concrete e consapevoli. Dall’altra, un simile sistema mette anche a disposizione delle aziende il livello di chiarezza necessario per capire se stanno spendendo i loro soldi dove effettivamente dicono e non stanno ingannando i futuri dipendenti con false promesse.”

 

Conseguenze positive per l’attrazione e la fidelizzazione dei talenti.

 

È significativo come le aziende che si preoccupano e si impegnano per le problematiche di parità, diversità e inclusione trovino molto più facile attrarre, motivare e trattenere i dipendenti; la ricerca mostra infatti che queste aziende sono anche quelle più produttive e profittevoli.

 

In particolare, c’è una crescente tendenza tra le giovani generazioni di lavoratori a tenere in grande considerazione valori come diversità, parità e inclusione nel mondo del lavoro. La generazione Z e quelle più giovani stanno crescendo in un ambiente che è molto caratterizzato da inclusione e neutralità di genere, cose a cui in precedenza veniva rivolta un’ attenzione decisamente più bassa e che invece avrà conseguenze sul futuro e sul modo in cui le aziende assumeranno nuovo personale”, conclude Fedele che aggiunge poi: “Non solo un buon stipendio e un equilibrio salutare tra lavoro e vita privata sono indispensabili ma sta diventando decisivo per i dipendenti anche il modo in cui le aziende si posizionano e agiscono nello spirito dei tempi attuali.”

 

 

Per richieste stampa:

TEAM LEWIS per SD Worx Italy

Elisa Rattotti

Mail: SDWorxItaly@teamlewis.com

Tel. +39 02 36531375

Cell. + 39 338 2011033

 

 

A proposito di SD Worx

Nell’odierno mondo del lavoro, le persone vogliono essere ispirate da quello che fanno ed essere libere di concentrarsi su ciò che conta. Le aziende hanno bisogno di una forza lavoro dinamica e motivata, sostenuta da una tecnologia intelligente. In qualità di fornitore europeo leader nel campo delle soluzioni per la gestione del personale, SD Worx trasforma le risorse umane in una fonte di valore per l’attività dei suoi clienti e per i loro dipendenti. SD Worx fornisce soluzioni per la gestione del personale lungo l’intero percorso lavorativo dei dipendenti, a partire dalla retribuzione fino ad arrivare alla capacità di attirare, premiare e sviluppare i talenti che contribuiscono al successo di un’azienda.

SD Worx potenzia le prestazioni grazie a quattro risorse principali: tecnologia, outsourcing, competenze e analisi guidate dai dati.

Più di 76.000 piccole e grandi aziende in tutto il mondo si affidano a SD Worx per i suoi oltre 75 anni di esperienza. SD Worx offre soluzioni per la gestione del personale in 150 Paesi, calcola gli stipendi di circa 5 milioni di dipendenti e si colloca tra le prime cinque società del settore al mondo.

Gli oltre 5.300 dipendenti di SD

Worx operano in diciotto Paesi: Belgio (sede centrale), Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Mauritius, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

Nel 2020, SD Worx ha realizzato un fatturato consolidato di oltre 825 milioni di euro (proforma).

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A proposito della ricerca

Nel contesto generale della “guerra dei talenti”, iVox ha realizzato uno studio per SD Worx su come i dipendenti europei si rapportano a tematiche di diversità, parità e inclusione. Lo studio indaga ciò che rende un’azienda attraente per le persone, guardando a che cosa i dipendenti cercano e su quali elementi si concentrano le aziende per risultare più attraenti. La ricerca ha riguardato sette grandi temi su cui gli imprenditori stanno lavorando: benessere e HR concentrati sulle persone, organizzazione del lavoro flessibile, policy di stipendi motivanti, una cultura capace di far crescere e di ispirare, spazio di lavoro digitale, gestione e selezione del talento in carriere sostenibili.

 

La ricerca è stata realizzata tra febbraio e marzo 2022 in Austria, Belgio, Francia, Finlandia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Svizzera, Irlanda, Polonia, Spagna, Svezia e UK. Sono state intervistate un totale di 4371 aziende. Il campione rappresentativo dei singoli mercati del lavoro ha la stessa composizione, a seconda della grandezza delle aziende nei Paesi interessati.

 

 

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