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Le guerre, una pacchia per i sadici
L’altra sera, passando da un canale all’altro per vedere che cosa di bello e interessante trasmettessero in Tv, sono capitato nel momento in cui Massimo Giletti, durante la trasmissione “Non è l’arena”, annunciava immagini di torture in un carcere russo. Ho spento il televisore. Credo che a guardare le torture nel carcere russo siano rimasti solo i telespettatori insensibili e i telespettatori sadici. Da un pensiero si passa all’altro, così come con i canali della televisione, e a me è venuto in mente che per le persone che fanno parte di un esercito e provano piacere nel tormentare o nel veder soffrire il prossimo, le guerre sono una vera pacchia. Ciò, infatti, che non possono fare nella vita civile, torturare qualcuno, giacché la legge, sempre che non lo facciano di nascosto, glielo impedisce, hanno spesso la possibilità di farlo impunemente durante le maledette guerre. Possono tranquillamente dare sfogo ai loro istinti perversi. Si tratta delle cosiddette mele marce, che si trovano alle volte anche nelle Forze dell’ordine.
Renato Pierri

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