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Pace, il Premio Aidda 2022 alla Comunità di Sant’Egidio
La presidente Giachetti: “Da sempre impegno per la pace e l’uguaglianza nel mondo, esempio di dedizione e competenza per tutti”

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Roma, 21 maggio 2022 – È stata la Comunità di Sant’Egidio a ricevere il premio Aidda 2022, assegnato dall’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda in occasione dell’assemblea annuale che si è svolta oggi a Roma, all’hotel Bernini.

“Abbiamo scelto la Comunità di Sant’Egidio – dice la presidente di Aidda Antonella Giachetti – perché da sempre si impegna per la pace nel mondo, quanto mai necessaria in questo periodo, che in passato è anche riuscita a portare in Mozambico. Sono una manifestazione reale del valore della cura verso ogni essere umano e ogni tipo di svantaggio, un esempio di dedizione e competenza per tutti”.

A ritirare il premio il segretario generale Paolo Impagliazzo e Chiara Turrini, rappresentante ufficiale della Comunità di Sant’Egidio in Mozambico, paese a cui è legata dal 1990, fin dai tempi del Liceo, e dove ha assistito e contribuito al lungo processo di pace nonostante le difficoltà che si sono dovute affrontare per arrivare all’accordo che sancì la fine della guerra.

“La pace è al cuore dell’impegno di Sant’Egidio da tanti anni – afferma Paolo Impagliazzo, segretario generale della Comunità -. L’incontro con tante donne fragili e marginali, soprattutto in Africa e in altri teatri di guerra, ci ha spinto a sostenerle nella costruzione di nuova cultura solidale che riconosca il loro ruolo all’interno della società. Sono numerose le donne, a cominciare dal Mozambico, divenute attiviste del programma Dream, che assicura la terapia contro l’Aids e standard elevati di cura per altre malattie a migliaia di malati africani. Siamo grati a Aidda per questo riconoscimento e auspichiamo che si diffonda sempre più l’attenzione verso le donne, che sono le principali vittime della guerra, una realtà prettamente maschile”.

Il Premio Aidda vuole raggiungere personalità, ma anche realtà collettive, impegnate per portare nella società il principio della cura inteso come impegno quotidiano per il dialogo, la convivenza civile, l’aiuto a chi soffre, un valore troppo spesso relegato solo all’interno delle mura domestiche.
“Assegnarlo alla Comunità di Sant’Egidio in questo momento storico ha un duplice valore – spiega Giachetti – anche noi, come associazione, condanniamo ogni forma di conflitto e soffriamo nel vedere ciò che sta accadendo in Ucraina. Fermamente convinte che se i valori della Comunità di Sant’Egidio, che si riflettono nei nostri, continueranno a diffondersi, allora vivremo in un mondo migliore. Da anni sollecitiamo la politica italiana e internazionale a integrare nei loro programmi i valori di cura e responsabilità nei confronti delle persone e dell’ambiente. I recente fatti dimostrano che il momento per un cambio radicale non può più essere rimandato”.

Sant’Egidio è una Comunità cristiana nata nel 1968, all’indomani del Concilio Vaticano II, per iniziativa di Andrea Riccardi, diventata oggi una rete di comunità che operano in oltre 70 Paesi del mondo, aiutando uomini e donne di ogni età e condizione, con una particolare attenzione alle periferie e ai periferici, impegnandosi per i poveri e per la pace.

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