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AVETE MAI AVUTO UNA RELAZIONE SENTIMENTALE CON LO STATO?
di Paolo Mario Buttiglieri, sociologo

Se siete ancora vivi vuol dire che non l’avete avuta. In questi giorni si ricorda la strage di Capaci. Prendere sul serio lo Stato, ovvero credere alle sue leggi, cioè alla sua teoria è quello che capita all’innamorato che crede a quello che il partner gli dice. Credere è un atto religioso, di fede e quindi irrazionale. La razionalità parte sempre dalla realtà. La persona prende atto della realtà e decide come comportarsi. Tutte le stragi che hanno visto soccombere politici, magistrati e poliziotti ci fanno capire che lo Stato non ha un particolare attaccamento per chi lo prende sul serio. Lo Stato sacrifica i suoi innamorati. La stessa cosa avviene nel femminicidio: l’uomo sacrifica la donna che “dice” di amare quando si accorge che quella donna non è più ubbidiente. Chi prende sul serio lo Stato si dimentica che lo Stato è un mattacchione: fa leggi più complesse e arzigogolate per rendere la vita impossibile a chi le prende sul serio. I dipendenti pubblici usano la burocrazia per godersi la vita a scapito dei cittadini. Ma se un dipendente pubblico sceglie di non essere burocratico finirà sulle scatole dei suoi colleghi burocratici e perciò la pagherà cara. Lo Stato non scherza. Non a caso gli eroi che ci ricordiamo sono tutti morti assassinati. E lo Stato li celebra in pompa magna per ricordare a tutti che lo Stato va servito non con intelligenza se non si vuole morire o non fare carriera. Lo Stato preferisce i fannulloni che fanno finta di lavorare: loro fanno carriera e di sicuro non vengono assassinati.  Se Falcone e Borsellino avessero fatto finta di lavorare come la maggior parte dei dipendenti pubblici oggi sarebbero vivi.

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