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Il link del video dell’intervento del Sen. Nicola Morra all’invito della Ministra Marta Cartabia all’approvazione della legge delega (ddl n. 2595) avvenuta  a Palazzo Madama e connesso – Deleghe al Governo riforma ordinamento giudiziario e CSM (Riforma Cartabia), https://youtu.be/Aq_TLz4bT10

 

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Il tema dell’astensionismo domina da anni il dibattito politico. Elezione dopo elezione, tornata dopo tornata, la partecipazione elettorale del popolo italiano è diminuita in maniera sostanziale.

“E’ su questo campanello d’allarme che il Governo si deve interrogare, restituire fiducia agli italiani”, dice il Sen. Nicola Morra, intervenendo questo pomeriggio in Aula a Palazzo Madama per la discussione della Legge Cartabia, che però non voterà.

A latere di Palazzo Madama, il Sen Morra spiega ai microfoni le motivazioni del suo no: “Manca una discussione parlamentare adeguata, manca il confronto parlamentare, dice Morra”.

Sen Morra, cosa vuol dire per lei la parola improcedibilità della legge Cartabia?

“La improcedibilità vuol dire condannare a morte dei processi, in quanto nessuno può garantire che vengano celebrati nei termini previsti e quali saranno i criteri di scelta che saranno decisi”.

La legge Cartabia attribuisce alla politica il potere di decidere quali processi siano prioritari. Un suo parere

“L’azione penale è obbligatoria e la Costituzione non prevede nessun tipo di limite alla decisione di un Pubblico Ministero di portare a giudizio dei fatti per cui possa sostenere l’accusa”.

La legge Cartabia mette in discussione l’intero impianto della giustizia per come la conosciamo oggi a livello di principi costituzionali?

“Oggi la Giustizia ha sempre avuto il compito di curare tutte le questioni che le venivano sottoposte, un po’ come capita in un Pronto Soccorso. La giustizia di domani secondo la Ministra dovrà essere invece simile ad una lotteria dove una persona acquista un biglietto, ma non sa se sarà fortunato vincitore. La Giustizia, infatti, asserisce Morra, non è solo quella degli imputati ma è soprattutto quella delle vittime alle quali è impossibile rendere conto dei motivi che potranno portare in futuro la politica a dichiarare i reati che li coinvolgono, non di interesse e di Giudici, a dire di aver preferito concludere un processo che non sia il loro”.

 

 

 

La storia:

Si ricorda che il disegno di legge A.C. 2681 è stato presentato alla Camera nel settembre 2020 dal Ministro della Giustizia Bonafede (Governo Conte II) ed assegnato alla Commissione Giustizia che ne ha avviato l’esame svolgendo altresì un ciclo di audizioni informali. Con il cambio di Governo, la Ministra della Giustizia Cartabia ha costituito una apposita commissione di studio per proporre modifiche da inserire nell’iter legislativo già avviato (si vedano i lavori della c.d. Commissione Luciani). Nel febbraio 2022 il Governo ha dunque presentato i propri emendamenti al disegno di legge in relazione ai quali la Commissione Giustizia della Camera ha svolto un ulteriore ciclo di audizioni informali. Nel corso dell’esame in sede referente sono stati approvati numerosi emendamenti. Il testo è stato approvato dall’Assemblea della Camera il 26 aprile 2022, trasmesso al Senato il 27 aprile 2022 e annunciato, lo stesso giorno, nella seduta n. 428 del Senato

 

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