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IL ROSSO NON VA IN FRIGORIFERO?

DIPENDE DALLA TIPOLOGIA, DAL CALICE E DAL GIUSTO EQUILIBRIO DELLA TEMPERATURA

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VINO IN INVERNO E BIRRA D’ESTATE?

SI TRATTA SOLO DI UN FALSO MITO

 

Il vino non deve avere tabù: basta consumarlo nel modo giusto rispettandone le caratteristiche, anche in estate dove erroneamente si pensa che consumarlo possa appesantire o non essere la bevanda giusta per le afose temperature.

Gli esperti di Sommelier Coach svelano verità e falsi miti sul consumo di vino durante la stagione estiva

 

Foto scaricabili a questo link: https://we.tl/t-9QxBnmnElU 

 

Gustare un buon calice di Chianti davanti al caminetto che arde, e una birra ghiacciata (o al massimo un prosecchino frizzante) in riva al mare all’ora dell’aperitivo. Mai suggestioni furono più sbagliate e anacronistiche. È vero che l’estate e le alte temperature sono arrivate in anticipo rispetto alla data del calendario, elemento che può portare gli abituali consumatori di vino ad abbandonare la scelta di vini rossi, bianchi e rosati in favore di soluzioni più rinfrescanti, ma per i più appassionati e inossidabili wine lovers occorre chiarire che il vino non perde il suo appeal in maniera così generica durante la stagione più calda. A sfatare miti e sdoganare falsi pregiudizi ci pensa Sommelier Coach, la prima digital factory al mondo che abbina la formazione sul vino alla crescita personale i cui due founder, Enrico Mazza – sommelier ed esperto di Champagne a livello internazionale, Chevalier du Champagne e Maitre Sabreur – e Gennaro Buono – sommelier professionista, Campione italiano nel 2012 e tra i primi 30 sommelier al mondo – vantano una grande esperienza come imprenditori nel settore del beverage, come degustatori e profondi conoscitori della categoria dei consumatori di vino.

 

In generale continua a restare altissimo il gradimento degli italiani per il vino, tanto è che nell’ultimo anno l’89% degli italiani ha bevuto vinosenza differenze di stagioni – dato in crescita rispetto a soli tre anni fa, effetto soprattutto grazie ad un’impennata della platea di giovani. Questo secondo una ricerca dell’Osservatorio Vinitaly – Nomisma Wine Monitor che attesta ancora una volta il gradimento nei confronti del prodotto vino, che non risente del cambio stagione.

 

 

Ma quali sono, secondo gli esperti di Sommelier Coach, i luoghi comuni e miti da sfatare che gravitano attorno al tema vino in estate? E cosa chiedono i clienti a un Sommelier per la scelta del vino in questo periodo dell’anno?

 

Le richieste dei clienti spesso rispecchiano tradizioni, abitudini, cultura e spesso si è vittima delle famose leggende metropolitane a cui poi occorre fare chiarezza. Le richieste più comuni sono che tipo di proposta scegliere tra i vini spumantizzati, che vini bere freddi, quali sono i meno alcolici. Ecco quindi che il sommelier deve essere in grado di guidare nella scelta, facendo proposte pertinenti anche in relazione al fatto se si beve un vino solo per una semplice degustazione o abbinato a un menu – e se previsto anche con le pietanze scelte – e in pochi secondi deve sapere leggere e interpretare le richieste del suo ospite e, cosa ancora più difficile, conquistarlo andando oltre la sua aspettativa” affermano Enrico Mazza e Gennaro Buono.

 

MA QUALI SONO I MITI DA SFATARE SUL TEMA “VINO IN ESTATE”?

 

  1. VINO DI INVERNO E BIRRA D’ESTATE: FALSO. L’estate da sempre rappresenta l’allegria, la voglia di evadere, libertà, divertimento e, così come siamo portati a bere una bionda ghiacciata così anche per il vino optiamo per scelte che richiamino queste caratteristiche: vini briosi, leggeri ma avvolgenti e dinamici. Ideali, quindi, per romantiche cene vista mare spumanti, champagne, vini bianchi freschi e giovani, pieni di energia e vitalità.

 

  1. VINO ROSSO IN ESTATE VIETATO: FALSO. Non esiste un codice mondiale standard che indica in maniera assoluta qual ‘è il vino migliore da degustare in un determinato periodo. Quindi il rosso può essere assolutamente protagonista dell’estate, basta tenere presente qualche piccolo accorgimento. Per esempio la tipologia – optando per vini rossi poco tannici, di un corpo medio-basso e possibilmente con una gradazione alcolica più bassa (fino ad un max di 14°vol) – la giusta quantità nel calice – meglio prediligere dei calici non troppo ampi poiché aumentano le dispersioni del freddo e di conseguenza la temperatura si innalza velocemente– la giusta temperatura – per una degustazione estiva ideale e servire il rosso tra gli 11° e i 15°. Infine, ma non per importanza, il giusto abbinamento col cibo.

 

  1. IL VINO ROSSO SI PUÓ BERE FREDDO: VERO. Esistono diverse tipologie di rossi che possono essere serviti “freschi di temperatura”. Ne sono esempio la Schiava dell’Alto Adige, un vino vivace, fruttato e leggero che, grazie alla sua bevibilità versatile, è perfetto in tutte le stagioni e soprattutto in estate perché si accompagna molto piacevolmente a piatti di pesce. Oppure i vini della denominazione St. Magdalener, rossi a base di Pinot Nero, nelle versioni giovani, dinamiche e speziate che si possono gustare a una temperatura di 14°. Utilizzando semplicemente il frigorifero di casa, si può portare il vino alla corretta temperatura e, nel caso di impossibilità assoluta, si può utilizzare un secchiello del ghiaccio come per i bianchi, magari con quantità minore di ghiaccio. Spaziando su e giù per lo Stivale, ottimo da gustare fresco è il Rossese – vino ligure dal profumo lieve, fruttato e floreale e con forti richiami di macchia mediterranea (timo, rosmarino, pino) che per la sua struttura molto leggera è ideale per l’estate. Altri esempi di vino rosso da “frigo” sono il Dolcetto D’Alba, la Freisa, la Lacrima di Morro o il Frappato che hanno il giusto mix tra note vinose e fruttate, spezie dolci, componenti acide e dinamismo. Tutti elementi che lo rendono ottimo da gustare freddo.

 

  1. BIANCHI E ROSATI, PREFERIBILMENTE FRIZZANTI: FALSO Non esiste un “meglio”, esistono vini bianchi o rosè che danno le loro “performance” migliori nelle versioni ferme, ed altri che amano lo stile spumantizzato. Per la categoria dei fermi, sono grandi esempi i rosati pugliesi, soprattutto quelli a base di Negroamaro, i Rosati del Garda, e non ultimi le versioni rosate di alcuni Aglianico Campano, che non hanno nulla da invidiare ai grandi rosati di Provenza. Per gli spumanti, Pinot Nero, grande ed indiscusso protagonista internazionale.

 

  1. TEMPERATURE DI SERVIZIO DIVERSE A SECONDA DI DOVE SI GUSTA IL VINO: VERO. In generale per tutte le tipologie di vino, in estate sono necessari molti accorgimenti, soprattutto se si serve il vino all’aperto o addirittura in spiaggia in riva al mare: in questo caso bisogna tenere presente che le alte temperature esterne innalzeranno molto velocemente la temperatura del vino, quindi meglio partire sempre con qualche grado in meno rispetto alla media.

 

A proposito di Sommelier Coach…

 

SOMMELIER COACH è il primo programma al mondo che abbina la formazione sul vino alla crescita personale, ideato e realizzato da Enrico Mazza – Sommelier ed esperto di Champagne a livello internazionale, Chevalier du Champagne, Maître Sabreur, stilista di moda e profondo conoscitore del mondo del lusso in tutte le sue sfaccettature – e Gennaro Buono – Sommelier professionista, Campione Italiano nel 2012 e tra i primi 30 migliori Sommelier del mondo; consulente per diverse attività alberghiere di lusso e per ristoranti stellati, coach e trainer nel mondo del vino.

23 paesi nel mondo, 1 libro bestseller, 5 programmi formativi, 120 video sessioni formative, 1 campus accademico, 3 attestati internazionali: questi i numeri di SOMMELIER COACH, un programma di studio altamente professionale, pensato e creato per chi non è un professionista o non ha mai approfondito prima d’ora questo argomento.

Per la prima volta al mondo è stata abbinata la Formazione sul vino alla Crescita Personale: un progetto frutto di anni di studio e di ricerca, affinati e testati su migliaia di Corsisti, alcuni dei quali oggi ricoprono ruoli di grande responsabilità: direttori di catene alberghiere di lusso, responsabili di food&beverage, chef sommelier e maitre di ristoranti stellati, wine blogger famosi.

Un programma che vede la sua massima espressione nel SENSORY CAMPUS: un percorso accademico sviluppato per chi vuole diventare un Sommelier Coach Senior Professionista, capace, credibile e autorevole. Il Campus, che ha la durata di 2 anni, è strutturato con lezioni online ed Experience in alcuni dei luoghi culto per il mondo del vino: Champagne, Langhe, Valpolicella, Val d’Orcia, Costiera Amalfitana. Tra i docenti ci sono eccellenze di assoluto valore, ed è un campus unisce la Formazione sul vino alla Crescita Personale, trattando materie come Comunicazione, PNL, Marketing Leadership, Raggiungimento degli Obiettivi, Autostima.

 

 

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