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Iveco, Spera (Ugl): “Torino e Foggia devono essere al centro della nuova produzione autobus in Italia”.

 

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“Accogliamo positivamente la notizia dopo l’incontro con Iveco dove l’azienda comunica che è in corso di presentazione a favore del proprio marchio Iveco Bus, produttore di primo piano nel settore degli autobus urbani, interurbani e turistici, una richiesta di accesso ai Contratti di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito delle opportunità fornite dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Per l’Ugl ora, le istituzioni accompagnino in tempi celeri tale percorso affinché si arricchisca di valore aggiunto tecnologico Foggia, grazie alle propulsioni alternative prodotte e Torino alle celle a combustibile a idrogeno. In Italia và obbligatoriamente incentivata l’aggiunta della componentistica fornita in larga misura dalla filiera nazionale dell’automotive”.

E’ quanto riferisce Antonio Spera, Segretario Nazionale dell’Ugl Metalmeccanici a margine della notizia dell’Iveco Bus che intende tornare a produrre autobus in Italia.

Per il sindacalista, “l’azienda deve essere incoraggiata dalle istituzioni nell’ambito delle iniziative sostenute dal PNRR. Notizia non di poco conto che gli stabilimenti interessati saranno la FPT di Torino, per la ingegnerizzazione e la produzione delle batterie elettriche, e la fabbrica di Foggia, per il completamento dell’assemblaggio dei bus. Chiediamo un incontro con il Governo affinché – aggiunge l’Ugl – la politica comprenda che il sindacato è favorevole a tali progetti e necessita mettere in atto tutte le iniziative opportune: tale percorso venga accelerato e dove, appena il progetto si delineerà meglio, siamo pronti e disponibili ad un incontro nazionale con la partecipazione dei territori interessati per chiarire le ricadute produttive ed occupazionali. Rammentiamo – conclude Spera – che con l’approvazione del Contratto di Sviluppo e la relativa produrre di primi autobus nella primavera del 2023, l’azienda prevede anche l’impiego di nuove competenze e cosa non di poco conto, con nuove assunzioni”.

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