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Napoli: no alla proposta d’intitolare una piazza a Bud Spencer!

Capodanno: “Per i nuovi odonimi devono trascorrere almeno dieci anni dalla morte”

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         “In questi giorni – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari – circola sui giornali e sui social l’ennesima proposta formulata all’amministrazione comunale d’intitolare una  strada o una piazza del capoluogo partenopeo a una persona deceduta da meno di dieci anni “.

 

            ” Nel caso specifico – puntualizza Capodanno – si tratta dell’attore Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, morto nel 2016, per l’esattezza il 27 giugno,  dunque poco meno di sei anni fa, al quale, si vorrebbe intitolare una piazza a Napoli, ancora da individuare “.

 

            ” Si ripropone dunque – sottolinea Capodanno -, come già avvenuto in altre analoghe occasioni, la necessità di richiamare quanto al riguardo disposto dalle vigenti normative. Va ricordato infatti che la legge n. 1188/1927, la quale regola la materia, prescrive che l’intitolazione di nuove strade e piazze pubbliche, la variazione del nome di quelle già esistenti, nonché l’approvazione di targhe e monumenti commemorativi a persone decedute da meno di dieci anni, è consentita, a norma dell’art. 4, da parte del Ministero dell’Interno, in deroga al divieto posto dagli artt. 2 e 3, “in casi  eccezionali,  quando  si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione” “.

 

            ” Successivamente – ricorda Capodanno -, con circolare n. 18 del 29 settembre 1992, dal Ministero dell’Interno sono state anche indicate le direttive alle Prefetture, titolari del succitato potere di autorizzazione a decorrere dal 1° gennaio 1993, circa il rilascio delle autorizzazioni per intitolazioni di vie, piazze, monumenti e lapidi, scuole ed aule scolastiche o altri luoghi pubblici a persone che siano decedute da meno di dieci anni.

 

            Capodanno auspica che, sulla toponomastica cittadina, materia che sovente, nel capoluogo partenopeo, è salita alla ribalta delle cronache, si manifesti la massima attenzione da parte della Prefettura e del Ministero competente, affinché a Napoli l’eccezione, peraltro da motivare, non diventi la regola.

 

 

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