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NUOVE COMPOSTIERE DI COMUNITA’ AL VOMERO

Napoli è sommersa dalla spazzatura, nessun quartiere si salva: ingombranti abbandonati sui marciapiedi, campane stracolme, tanti disservizi e i soliti incivili. Non proprio un bel biglietto da visita per i turisti che si apprestano come ogni anno ad invadere le strade di una delle più belle città del mondo che porta Napoli ad ospitare 1.300.000 persone contro i 900.000 abitanti. Il caldo certamente non aiuta e molti cittadini sono esasperati per i miasmi dovuti alla fermentazione dei rifiuti abbandonati sulle strade.

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Sono anni, per non dire decenni, che la situazione rifiuti a Napoli è precaria quindi non sarebbe neanche giusto accollare tutte le responsabilità all’attuale primo cittadino Gaetano Manfredi, intenzionato a rafforzare i controlli con l’ausilio della polizia metropolitana oltre ad avviare tramite concorso pubblico nuove assunzioni in Asìa.

I napoletani sono comunque sul piede di guerra: TARI più alta d’Italia e servizio pessimo. Basti pensare che per il conferimento dell’umido fuori regioni, nel Veneto, in quanto la Campania non ha impianti, i napoletani sono costretti a pagare 180 euro a tonnellata. Danni economici che si sommano ai danni ambientali: immaginate centinaia di camion che fanno su e giù per l’Italia. In più, i veneti oltre ad incassare 18o euro a tonnellata trasformano il nostro umido in compost e biometano che vendendoli porteranno ulteriori entrate economiche.

Una soluzione tampone forse c’è, ne è convinto Adriano Pistilli, professionista vomerese del settore dei rifiuti: “La Regione Campania nel 2016 ha acquistato 198 compostiere di comunità e Asìa ha presentato nell’ambito dei finanziamenti PNRR l’acquisto di 10 compostiere di comunità. Tenete conto che per quelle regionali, l’Ente di Palazzo Santa Lucia, fornisce anche due dipendenti a sue spese per il corretto funzionamento dell’impianto”.

Le compostiere di comunità non sono altro che dei macchinari, alti circa un metro e mezzo e lunghi quanto un tavolo da cucina. Non producono né rumori né odori molesti. I cittadini, ad orari e giorni prestabiliti, si potranno recare a conferire il proprio umido insieme a sfalci e potature derivanti dalla manutenzione del verde pubblico. Il macchinario trasformerà in 90 giorni quell’umido in un terriccio che i cittadini potranno prelevare e utilizzare per le proprie piante o altro. In più i cittadini riceveranno uno sgravio sulla TARI oltre ad evitare l’effetto cumulo vicino le campane e si limiteranno anche i viaggi che gli autocompattatori e i camion devono fare.

Molte di queste compostiere regionali – continua Pistilli – seppur disponibili non sono ancora state attivate. La gente e le amministrazioni comunali hanno paura di ciò che non si conosce ma ritengo che grazie ad una azione di sensibilizzazione, piano piano, anche Napoli e gli altri Comuni potranno sfruttare questa grande invenzione. Al Vomero ritengo che il luogo ideale siano i parchi pubblici dove potremmo usare anche il terriccio prodotto. Il parco vicino Piazza degli Artisti è l’ideale. E’ chiaro che prima bisognerà individuare le utenze che dovranno conferire lì: è pur sempre una soluzione limitata per alcune tonnellate ma meglio di niente!”.

I cittadini napoletani, che amano la propria città e l’ambiente, aderiranno certamente con piacere e diligenza.

Proprio Adriano Pistilli si è impegnato a portare a conoscenza dei consiglieri municipali questa lodevole iniziativa. I cittadini sono fiduciosi, d’altronde il giovane professionista è amatissimo e conosciutissimo nel suo quartiere: basti pensare che alcuni anni fa, il giorno del suo fidanzamento celebrato in un lussuoso hotel sul lungomare di Napoli, i Pistilli diedero vita ad una vera e propria sfilata di auto di lusso, e Adriano Pistilli interruppe più volte “il corteo” per permettere ad alcuni ragazzini emozionati di avvicinarsi e fotografare la potente Ferrari sulla quale viaggiava.

Troppo spesso – ha concluso Pistilli – si ritene che i politici siano un nemico. Nulla di più sbagliato! I cittadini, grazie anche all’aiuto di noi professionisti, devono stimolare il dibattito, evidenziare i problemi e proporre anche le soluzioni. Dopo la fase della protesta, c’è quella più fattiva della proposta!”.

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