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Come prima vittima del terrorismo del regime iraniano, delle sue esecuzioni e del massacro perpetrato negli anni, la Resistenza iraniana adotterà tutte le misure legali e politiche 

Il disegno di legge che non avrà altri effetti se non di incoraggiare il terrorismo del regime – a discapito di Democrazia e Diritti Umani – è stato ratificato dalla Commissione Esteri del Parlamento belga con 10 voti a favore della coalizione di governo, un’astensione e 5 voti contrari.

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Il provvedimento ha aperto la strada al suo successivo rinvio alla sessione plenaria del Parlamento per l’approvazione finale e la promulgazione.

In quanto prima vittima del terrorismo, delle esecuzioni e dei massacri condotti dal regime, la Resistenza Iraniana intraprenderà ogni via legale e politica per impedire l’adozione di questo vergognoso Trattato.

Dopo due concitate sessioni, martedì e mercoledì 5 e 6 luglio, e dopo ore di dibattito, la Commissione Esteri del Parlamento belga ha ratificato il trattato per il “Trasferimento delle persone condannate” tra il regime clericale e il governo belga con 10 voti a favore e un’astensione da parte della coalizione di governo, e 5 voti contrari, rinviandolo alla sessione plenaria del Parlamento per il voto e la determinazione finale.

A causa della delicatezza della materia in esame, su richiesta dell’opposizione, tutti i testi presentati e i dibattiti tenuti durante la valutazione devono essere verificati e presentati al Parlamento per iscritto. Di conseguenza, la plenaria del Parlamento, prevista inizialmente per giovedì 7 luglio, è stata rinviata a giovedì 14 luglio.

Durante il dibattito, la maggioranza dei deputati ha criticato l’accordo con il regime iraniano e lo ha definito vergognoso per aver spianato la strada a ulteriori atti di terrorismo in Belgio e in Europa da parte del regime dei mullah. Tuttavia, il Ministro della Giustizia, con il pretesto degli imperativi di “sicurezza nazionale”, ha esortato i membri della coalizione di governo a sostenere il disegno di legge.

Il governo belga ha cercato di procedere in segreto all’adozione di tale vergognoso accordo, presentandolo al Parlamento “nascosto” tra diversi altri trattati da ratificare. Tuttavia, le rilevazioni e l’ampia campagna globale, i raduni, i sit-in e le manifestazioni degli iraniani amanti della libertà in 16 Paesi in così pochi giorni, hanno denunciato l’accordo, rendendolo completamente invalido e illegittimo. Gli iraniani amanti della libertà hanno protestato in forze in Belgio, Austria, Francia, Svezia, Stati Uniti, Germania, Norvegia, Italia, Canada, Paesi Bassi, Danimarca, Regno Unito, Australia, Romania, Svizzera e Lussemburgo.

Nel frattempo, grazie agli sforzi incessanti della Resistenza iraniana, molti legislatori e personalità politiche di 24 Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Australia e Paesi europei, si sono uniti alla campagna globale contro questo osceno accordo con parole decise, chiare e inequivocabili. Nelle loro dichiarazioni e lettere al Presidente e ai membri del Parlamento belga, al Primo Ministro e al Ministro della Giustizia, molte personalità di tutto il mondo hanno condannato con forza la consegna ai loro comandanti in Iran degli assassini e degli esecutori di un imponente complotto terroristico contro il raduno annuale della Resistenza iraniana e hanno chiesto che questo accordo venga annullato.

Tra di loro c’erano membri del Senato e della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, del Parlamento europeo e delle Assemblee europee, gruppi parlamentari di Amici dell’Iran libero in 14 Paesi, alcuni dei più importanti avvocati e centinaia di personalità politiche, religiose e scientifiche, tra cui il professor John Mather, premio Nobel e direttore del progetto James Webb.

La campagna globale della Resistenza iraniana, aiutata e sostenuta da giuristi internazionali, partiti di opposizione e deputati del Parlamento belga, personalità politiche e legislatori in Europa e negli Stati Uniti, continuerà con maggior vigore per bloccare il vergognoso accordo.

Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI), ha sottolineato che la campagna globale continuerà e ha espresso nuovamente la sua gratitudine a tutti gli iraniani, parlamentari, avvocati, personalità e partiti politici che partecipano a questa campagna. Ha elogiato la loro perseveranza contro la vendita all’asta dei valori fondanti il concetto di Democrazia e l’ha descritta come una testimonianza della coscienza risvegliata dell’umanità.

La signora Rajavi ha sottolineato ancora una volta che il MEK e l’NCRI considerano un dovere continuare la loro campagna di contrasto al fascismo religioso imperante in Iran ed esploreranno tutte le vie politiche e legali, facendo il massimo e a qualunque costo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI)

6 luglio 2022

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