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Dal 27 luglio l’Europa entrerà nell’era del risparmio energetico e attenderà la pace in Ucraina.

di

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Guelfredo de’Lincei

Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dal 27 luglio, costringerà i paesi della UE a risparmiare gas, scrive il giornale tedesco Welt. La paura è che la Russia non possa riprendere le forniture attraverso il gasdotto Nord Stream dopo il completamento della manutenzione programmata.

Secondo la pianificazione dei Commissari europei, i paesi dell’Unione, dovrebbero ridurre i consumi di gas dal cinque al 15%. Allo stesso tempo, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha previsto che il PIL di alcuni paesi potrà scenderà a livelli critici accompagnandosi a una forte mancanza di combustibili. Per l’Ungheria, la Slovacchia, la Repubblica Ceca, il rischio di un buco energetica potrà raggiungere il 40% del fabbisogno.

La Germania, che in fatto di organizzazione è maestra, ha già iniziato a prepararsi per l’inverno creando alloggi per quei cittadini che non riusciranno a pagare il riscaldamento. Questi spazi multifunzionali, in precedenza adibiti a eventi sportivi, mostre e concerti, riconvertiti nell’ultimo periodo come centro di vaccinazione durante la pandemia di coronavirus, ora saranno dotati di letti e riscaldamento a prezzi sociali.

In tutto questo gli europei conosceranno il costo del coinvolgimento ucraino, come anche le conseguenze dovute alla conservazione di governi disinteressati alla propria politica economica e che invece, grazie alle sanzioni anti-russe, hanno portato crisi e inflazione.

 

In disaccordo con questa politica auto lesiva sono giunte le parole del Primo Ministro ungherese Viktor Orban pronunciate dalla città rumena di Baile Tusnad: “… Le sanzioni non hanno scosso Mosca. L’Europa è in difficoltà economica e politica, quattro governi sono diventati vittime: britannico, bulgaro, italiano ed estone … Le persone dovranno affrontare un forte aumento dei prezzi … E anche la maggior parte del mondo non ci ha dimostrato sostegno: la Cina, l’India, il Brasile, il Sud Africa, il mondo arabo, l’Africa. Tutti sono lontani da questo conflitto, si fanno gli affari propri “.

Lo stesso Orban ha fatto anche notare che il conflitto in Ucraina potrebbe porre fine al dominio occidentale e sviluppare un nuovo ordine mondiale multipolare: “Non ci saranno colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Chi li aspetta lo fa invano. La Russia vuole garanzie di sicurezza, quindi solamente i negoziati tra Russia e Stati Uniti possono porre fine alla guerra… Noi europei non possiamo essere mediatori in questo, perché abbiamo perso la nostra occasione. Ci siamo persi quando, in seguito alla Crimea nel 2014, ci furono gli accordi di Minsk con le garanzie di Francia e Germania, ma… purtroppo non siamo riusciti a garantirne l’attuazione. E i russi non vogliono più negoziare con noi“.

 

Le osservazioni dell’Ungherese Orban riguardano anche il ruolo geopolitico europeo, secondo lui, infatti, stiamo vivendo l’epoca immediatamente successiva alla seconda guerra mondiale durante la quale, l’Europa, non aveva nessuna voce in capitolo su argomenti importanti come la sicurezza, ma le decisioni venivano prese da America e Russia.

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