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Napoli: appello per l’apertura della “Casa della socialità”

L’edificio comunale in via Verrotti mai entrato in funzione

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            ” Siamo a fine agosto e, nonostante gli impegni e le promesse passate, sin qui sempre disattesi, l’inaugurazione della “Casa della socialità”, la struttura realizzata dal Comune di Napoli in via Verrotti, nel quartiere Arenella, che rischia di passare alla storia come “eterna incompiuta”, appare sempre più come un miraggio mentre negli ultimi tempi, anche attraverso i mass media, si sono sprecate le proposte per un diverso utilizzo dei locali  – esordisce  Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, che segue da anni quest’emblematica vicenda  -.  Già in la Giunta comunale di Napoli aveva deciso di concedere temporaneamente gli spazi in questione, in comodato d’uso gratuito, a una scuola statale. Tramontata questa possibilità, più di recente era stato proposto di allocarvi la biblioteca comunale Croce, attualmente in via De Mura ma chiusa da anni. Il dato certo è invece che questa struttura non è stata mai inaugurata né tantomeno aperta al pubblico “.

 

            ” Una storia che nasce da lontano – ricorda Capodanno -. La realizzazione della “Casa della socialità” nell’ambito della municipalità collinare, che comprende i quartieri del Vomero e dell’Arenella, fu infatti annunciata, con grande enfasi, oltre sei anni fa, poco prima delle penultime elezioni amministrative, svoltesi nel mese di giugno del 2016. Fu proprio durante la campagna elettorale che comparve uno striscione che ricopriva buona parte della facciata del fabbricato su via Menzinger. Su tale striscione si leggeva che erano stati stanziati gli importi necessari per l’esecuzione dei lavori, con la  delibera di Giunta comunale n. 874 del 29 dicembre 2015, con un impegno di spesa di € 366.000,00.  Dalla delibera citata sono trascorsi quasi sette anni e, al momento, il giorno, a partire dal quale le associazioni e i cittadini potranno concretamente fruire di questo spazio sociale, per le finalità per le quali è stato realizzato, impegnando danaro pubblico, non è stato ancora definito con una data certa “.

 

            ” Da qui le numerose proteste dei residenti  – sottolinea Capodanno -. Nel frattempo l’edificio, in tutti questi anni, è finito più volte alla ribalta delle cronache per lo stato d’incuria nel quale veniva lasciato, dal momento che non si provvedeva neppure all’ordinaria manutenzione delle parti esterne “.

 

                ” Con l’occasione – puntualizza Capodanno – lanciamo l’ennesimo appello affinché, in tempi rapidi, la “Casa della socialità” venga aperta al pubblico, dando così una risposta operativa alla notevole richiesta di spazi e di strutture comunali, destinati ad attività associative, in un’area della Città, quella collinare, che da tempo ne è fortemente carente “.

 

 

 

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