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Striscia di Gaza: nella terra martoriata, la speranza che ancora vive
Un mese fa tuonarono i razzi su Gaza. Come vive oggi la popolazione?

 

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Dopo un anno di rara serenità, ad agosto ci sono stati nuovi scontri nella Striscia di Gaza. La piccola, ma vivace comunità cattolica si impegna quotidianamente ad aiutare i più poveri, loro che sono già poveri.

Padre Gabriel ci racconta: «Le persone di Gaza sono splendide e hanno una forza per riprendersi enorme». A causa dell’embargo, i prodotti che entrano nella Striscia sono estremamente limitati.

Pro Terra Sancta sostiene il progetto dei bambini farfalla con l’aiuto del parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli.
 

Gentili colleghi,

 

in questa piccola striscia, le difficoltà sono all’ordine del giorno. Le condizioni di vita sono oggi peggiori rispetto a 20 anni fa e circa otto persone su dieci sopravvivono grazie agli aiuti umanitari. Dopo gli scontri di agosto che sono tornati a infiammare gli animi, siamo tornati a parlare di Gaza con il parroco, padre Gabriel Romanelli. Nel nostro podcast “Voci di Terra Santa” gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza accanto agli ultimi della terra anche alla luce del raid aereo contro la Jihad islamica di inizio agosto, che ha causato la morte di 49 palestinesi, di cui 17 minorenni.

Ha dichiarato: «È stato molto forte perché dalla guerra dell’anno scorso del 2021 quasi non ci sono stati bombardamenti. Erano normali qua, soprattutto di notte. I bombardamenti a Gaza sono come le tempeste in altre parti del mondo.  (…)  Tuttavia, le persone di Gaza sono splendide (…) e hanno una forza per riprendersi enorme».

Campi estivi, scout, open-day e giornate in spiaggia sono solo alcune delle numerose attività che animano il quartiere attorno alla parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza. Quando ci sono gli attacchi come questi, le attività si devono fermare, ma riprendono non appena scatta la tregua.  Padre Gabriel è grato di vivere accanto alla comunità cattolica di Gaza, che quotidianamente aiutano tutti gli amici cristiani e musulmani.

Nonostante le costanti difficoltà, le scuole sono cominciate a Gaza e il desiderio delle persone è quello di trovare «un ambito dove possono studiare e convivere tutti insieme, cristiani e musulmani, servendosi dei valori che la comunità cristiana può offrire» afferma padre Gabriel.

 

Valori e attenzioni che anche l’associazione Pro Terra Sancta promuove da tanti anni. Una realtà di Gaza che molti non conoscono è quella dei Bambini farfalla, che soffrono di Epidermolisi Bollosa, una malattia che causa una pelle fragile e vescicolosa.

A Gaza aiutiamo sessantasei bambini e padre Gabriel va spesso a visitarli a casa loro. La malattia è gravissima e incurabile. La loro pelle di chi ne è affetto è delicata come le ali di una farfalla e anche un semplice abbraccio può causare forti dolori.

Tutto il corpo si ricopre di piaghe e bolle che necessitano di medicamenti specifici, spesso difficili da far entrare.

Il nostro progetto prevede la distribuzione di antibiotici, bende, creme e medicine e padre Gabriel ci ha offerto degli uffici per poter accogliere i genitori dei bambini farfalla e spiegare loro come curare al meglio i propri figli.

 

Il Contesto

Gaza è da tempo considerata “la più grande prigione a cielo aperto”. Due milioni e trecentomila persone che abitano su un lembo di terra lungo 41 km e largo 10 ne fanno una delle unità territoriali più densamente popolate al mondo. Seicentomila persone risiedono nella sola città di Gaza e il 65% dei gazawi ha meno di 24 anni.

Il blocco terrestre, aereo e marittimo imposto da Israele ed Egitto nel 2007 ha isolato completamente la Striscia di Gaza dal resto del mondo. Come sappiamo, sono numerosi razzi lanciati da Israele verso la Striscia e viceversa.

Gaza è il regno di Hamas, il movimento islamico politico e paramilitare palestinese nato a ridosso della prima Intifada (1987-1993) e considerato terrorista da Israele e Stati Uniti.

L’embargo del 2007 vuole prevenire la costruzione di razzi da parte delle milizie di Hamas e dura ancora oggi. Essendo così numerosi e costretti in poco spazio, gli attacchi nella Striscia causano sempre numerose vittime e una vasta distruzione di case, ospedali, scuole e negozi.

Negli anni, isolamento e bombe hanno decimato la popolazione.

I cristiani a Gaza sono poco più di mille e i cattolici sono esattamente 134, lo 0,5% della popolazione gazawi. Eppure, sono l’esempio concreto ed evidente di come un piccolo gruppo può fare molto.

 

Abbiamo dedicato un approfondimento riguardante la storia della Striscia di Gaza, la comunità cattolica e il progetto dei Bambini Farfalla nel nostro ultimo articolo che potete leggere sempre sul nostro sito.

 

Per richiedere interviste con padre Gabriel non esitate a contattarci.

 

Con preghiera di diffusione,

 

Andrea Avveduto

Ufficio stampa Pro Terra Sancta – 026572453

a.avveduto@proterrasancta.org

 

 

Veronica Brocca

Ufficio stampa Pro Terra Sancta

v.brocca@proterrasancta.org

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