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Haiti: Save the Children, oltre 2,2 milioni di bambini in difficoltà per l’ondata di violenza in tutto il Paese

La povertà diffusa, l’aumento del costo della vita, i livelli estremi di violenza, la scarsa produzione agricola, le costose importazioni di cibo e la crescente instabilità politica hanno aggravato l’insicurezza alimentare esistente nel Paese

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L’Organizzazione, che opera nel Paese dal 1978, chiede con urgenza alla comunità internazionale di aumentare il sostegno alla nazione caraibica per rispondere ai crescenti bisogni dei bambini e delle famiglie vulnerabili


Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, esprime grande preoccupazione per il benessere dei bambini e delle loro famiglie ad Haiti, a causa dell’escalation di violenza e del peggioramento della crisi politica ed economica. L’Organizzazione chiede con urgenza alla comunità internazionale di aumentare il sostegno alla nazione caraibica per rispondere ai crescenti bisogni dei bambini e delle famiglie vulnerabili.

Più di 4,9 milioni di persone – tra cui 2,2 milioni di bambini – hanno bisogno di assistenza. Molti soffrono per fame e malnutrizione. La povertà diffusa, l’aumento del costo della vita, i livelli estremi di violenza, la scarsa produzione agricola, le costose importazioni di cibo e la crescente instabilità politica hanno aggravato l’insicurezza alimentare esistente nel Paese.

“La situazione nel Paese è sempre più precaria, la violenza ha raggiunto livelli estremi. È molto difficile accedere all’acqua e al cibo. I bambini sono i più colpiti, soffrono la fame e rischiano la vita. Mancano i servizi sanitari per le madri che sono bloccate dietro le barricate. Esortiamo la comunità internazionale a continuare gli sforzi per assistere i bambini e le famiglie di Haiti”, ha dichiarato Chantal Imbeault, Direttore di Save the Children ad Haiti.

Save the Children lavora ad Haiti dal 1978. Ha risposto al micidiale terremoto del 2010 e attualmente si occupa dei bisogni primari di bambini e famiglie, in particolare di quelli che vivono nelle aree più colpite dal terremoto dell’agosto 2021. La programmazione della risposta umanitaria comprende la fornitura di servizi di protezione in spazi a misura di bambino, la garanzia di accesso ai servizi sanitari e scolastici e la fornitura di trasferimenti di denaro per i più vulnerabili.

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