La sfida delle fintech nel mercato europeo delle PMI
- Con 24 milioni di PMI l’opportunità è enorme, ma la penetrazione è solo al 3%
- I player tradizionali fanno ancora la parte del leone
- In arrivo un autunno-inverno all’insegna di fusioni e acquisizioni
Milano – 10/10/22 – C’è ancora tanta strada da fare prima che le neobank e in generale le fintech possano dominare il mercato bancario europeo per le PMI. Ma prima o poi succederà. Alcune tendenze sono già osservabili, a dimostrazione che l’opportunità è reale e che è probabilmente solo questione di tempo. Il potenziale di mercato è enorme. I clienti delle banche tradizionali sono sempre più insoddisfatti. Le aziende sono sempre più aperte alle innovazioni tecnologiche: l’ambiente ideale perché i nuovi player riescano a penetrare il mercato.
Il potere delle PMI
Ci sono 24 milioni di piccole e medie imprese (PMI) nell’Unione Europea: un potere economico enorme (QUI un nostro sintetico report dedicato, in inglese). Solo in Italia, secondo i dati 2022 di Censis-Confcooperative, circa 4,4 milioni di imprese italiane sono microimprese, ovvero imprese con meno di 10 dipendenti (95% del totale delle imprese del Paese). Queste microimprese occupano il 47% della forza lavoro totale, generando un valore aggiunto di 700 miliardi di euro, il 23% del PIL nazionale.
Sebbene le banche tradizionali ignorino in gran parte le aziende da piccolissime a medie, stiamo assistendo a una crescita dinamica di prodotti e servizi finanziari offerti da aziende fintech e specifici per imprenditori, liberi professionisti e PMI. La parola d’ordine è maggiore efficienza: apertura del conto in pochi minuti, supporto di prim’ordine tramite chat online e altri strumenti software, che facilitano e velocizzano il flusso di lavoro. Inoltre, le neobank e affini offrono modelli di prezzo chiaramente differenziati o addirittura offerte completamente gratuite, piuttosto che puntare su politiche di prezzo poco chiare e spesso con costi nascosti.
Tuttavia, seppur offrano molti vantaggi e siano in costante crescita in Europa, le fintech sono ancora lente ad affermarsi nel mercato bancario delle PMI dell’UE, un mercato che vale 200 miliardi di dollari, servendo solo il 3% dei potenziali clienti business.
In particolare l’Italia sembra essere un mercato con ottime prospettive. Le PMI italiane superano la media UE nell’utilizzo degli strumenti digitali per il proprio business. Secondo un recente sondaggio, l’80% delle aziende intervistate ritiene che i servizi finanziari online aiutino a risparmiare tempo. Inoltre, il 70% degli intervistati utilizza già alcuni tipi di strumenti di pagamento online, come Paypal, Satispay e/o un dispositivo POS.
Rafforzare la posizione di mercato
Quindi, cosa devono fare le fintech per rafforzare la loro posizione di mercato, specialmente in tempi di recessione incombente, quando ottimizzare le spese diventa fondamentale per le aziende di qualsiasi dimensione?
Le fintech dovrebbero rimanere ciò che sono. Devono continuare a differenziarsi dai player già affermati, ma più lenti, offrendo prodotti innovativi e di alta qualità. Ogni crisi è un processo che porta a un aumento dell’efficienza, soprattutto nel mondo degli affari. Le fintech sono esattamente il posto giusto per le aziende che vogliono diventare più efficienti. Se le fintech offrono le soluzioni appropriate con la giusta combinazione di prezzo e qualità, cattureranno molti clienti insoddisfatti dei servizi offerti dalle banche tradizionali.
Di fronte all’imminente recessione, i clienti di FINOM dispongono già di alcuni strumenti che possono aiutarli ad aumentare il flusso di cassa e ridurre le spese. Ad esempio, il riconoscimento automatico di fatture e ricevute e il loro abbinamento con le transazioni appropriate. In questo modo si elimina la gestione manuale delle spese, risparmiando tempo. I vantaggi: le fatture vengono pagate più velocemente (fino al 20% in più in Germania, il 10% in più in Francia) e le PMI hanno una migliore visibilità sulle proprie spese e sul proprio flusso di cassa.
Un caso studio: la crescita di FINOM in Germania
Guardando ai download delle app fintech per il business, attraverso Google e Apple Store, mostrano come FINOM sia diventata l’app B2B più scaricata in Germania. Un risultato notevole, a circa due anni dal lancio su quel mercato, il più grande e il più ricco d’Europa (vedi grafico sotto).
Che cosa ha fatto FINOM meglio di altri suoi concorrenti per crescere così tanto in Germania? A nostro avviso ci sono almeno tre ragioni:
- La nostra piattaforma di servizi finanziari è un prodotto di alta qualità, come dimostrato dalle valutazioni degli utenti, sempre molto positive sia su TrustPilot, sia sugli app store
- Il nostro approccio parte sulle esigenze reali del cliente, fornendo strumenti avanzati ma facili da usare, che possono davvero migliorare la vita di professionisti e imprenditori
- Offriamo un servizio di assistenza clienti rapidissimo, con persone reali che rispondono ai clienti in pochi minuti
Una tendenza nel mondo b2b fintech per l’autunno 2022 e anche per il prossimo anno
All’interno del mondo b2b fintech, il consolidamento – attraverso fusioni e acquisizioni – sembra essere la tendenza più importante nel breve periodo. La fusione è un modo per combattere l’imminente recessione economica con maggiore fiducia, contrastando anche possibili problemi di liquidità, causati dal calo degli investimenti di fondi e venture capital nel comparto fintech. In tutta Europa il 2021 era stato un anno d’oro per volume d’investimenti, mentre il 2022 ha visto una contrazione generale.
Per quanto riguarda le fusioni e acquisizioni, gli esempi più rilevanti arrivano dalla Germania, ma molto probabilmente ci saranno novità anche da altri paesi nei prossimi mesi.
A luglio, la fintech Penta, con sede a Berlino, è stata acquistata dal suo concorrente francese Qonto, che ha accettato di pagare un prezzo significativo, ma rimasto privato, per espandere le sue attività nel mercato tedesco. Anche la berlinese Kontist, un’altra società fintech dedicata al mondo business, è stata rilevata dal gruppo danese Ageras.
Le fusioni e le acquisizioni sono sempre processi complessi, dove il successo dipende principalmente dalla successiva integrazione delle aziende e dalle sinergie esistenti. L’impatto sui clienti varia da caso a caso, ogni M&A fa storia a sé.
Nel prossimo futuro, è possibile che alcuni attori nel panorama fintech B2B falliscano. Altri verranno acquisiti. Ma si tratta solo di “dolori di crescita” per un mercato fintech B2B davvero enorme e dove c’è ancora tantissimo spazio per crescere.
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Per approfondire l’argomento, qui è disponibile un nostro mini report in inglese: https://docs.google.com/document/d/1kMQWW86EsFZ7CGqAc6QfwFFgEXC-bhpodJCrqRNRgo8/edit










