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REALIZZIAMO UN MONDO BENIGNO!

Il Principe Antonio de Curtis, ovvero il grande Totò dalla vena non solo comica anche lirica e profondamente meditativa, da uomo di mondo, lascia molte riflessioni sul comportamento degli uomini. Tra le altre questa: In tempo di crisi gli intelligenti cercano soluzioni, gli imbecilli cercano colpevoli.                                                                                                 E le soluzioni possono costituire anche passaggi ad altro di positivo nella creatività del nuovo. Vale in ogni era e in ogni caso, dal più piccolo al più grande, quale può essere la gestione di uno Stato o di una Unità di Stati: conviene non andare alla ricerca di colpevoli accrescendo così animosità, ma impegnarsi insieme per soluzioni volte alla concordia in modo da ridurre il malessere.                                                                      Cicerone propone la concordia ordinum, ovvero il consensus omnium bonorum, vale a dire allora di quanti, essendo liberi dalla necessità del lavoro per vivere, possono dedicarsi alla Res publica. E’ un concetto, quello che al suo tempo era l’accordo fra senato e ordo equester , fondamentale presupposto del buon funzionamento dello Stato, quindi della pace sociale.                                                                                                                             Nonostante i tanti secoli trascorsi, il suo pensiero resta, ovviamente con i dovuti distinguo, valido anche nella nostra attualità. E’ infatti l’armonia di intenti a far funzionare senza inceppi lo Stato, pur nella diversa visione politica delle parti. Concordia non è da intendersi nel senso di acquiescenza, ma come pensiero comune cui per il benessere di tutte le classi sociali, insieme si approda, abbandonate le animosità. Difronte a una macchina da portare avanti sulla via il più possibile vicina a giustizia ed equità, dovrebbe ogni contrasto retrocedere sempre, ancor più se i tempi sono di crisi.                                                                                                              La concordia è poi di ausilio anche nei rapporti esteri, rappresenta quasi un muro di difesa contro ogni prevaricazione. E’ questo il pensiero di molti storici, anche di Tito Livio che a tal proposito afferma: Contro individui concordi, anche la potenza dei re s’infrange, mentre la discordia e la sedizione offrono infiniti vantaggi agli avversari.                                                                                     Dovrebbero pervenire alla concordia quanti seggono nel nostro Parlamento. L’Italia, con una inflazione economica oltre il 9 per cento nel presente anno e con scenari futuri non certamente rosei pure per situazioni europee e mondiali, appare incerta e anche nell’oblio della stessa realtà molto problematica, difficilissima da gestire per svolte meno negative. Stabilità equilibrio crescita sono distanti dalla nostra economia.                                                                                                  Ed il mondo continua a stare male, non è ancora convalescente. La discordia avvolge il globo, ora mettendo in mostra ora nascondendo le fiaccole micidiali con un gioco beffardo che incute terrore. Nessun continente può dirsi immune, e a ciò va aggiunta la tragedia dei fondamentalismi, di cui sono maggiormente vittime i soggetti deboli.                            Da non molta distanza dall’Italia poi Russia e Ucraina, in guerra dallo scorso 24 febbraio, faticano entrambe, l’una a mantenere i territori occupati, l’altra a riprenderli. Inoltre a Kerson i filorussi chiedono aiuto alla Russia per salvarsi dagli Ucraini che, a loro volta, subiscono dai Russi distruzione e morte. Attacchi missilistici ovunque, e c’è il terrore del nucleare: cambierebbe le regole del gioco, sarebbe estremamente micidiale, apocalittico.                                                                  Putin quel che perde in Occidente lo rafforza in Asia ribadendo che Kiev è al di fuori della realtà se pensa di poter essere ammessa nella Nato. A sua volta Biden riafferma la necessità che l’Ucraina sia rifornita di tutto ciò di cui ha bisogno e sollecita l’Europa a inviare armi e altro, mentre Erdogan annuncia che con la diplomazia (la fanno di tanto in tanto trapelare anche Usa e Russia retrocedendo poi) si può arrivare a una pace giusta.                                                                                                                              Ad Astana, capitale del Kazakistan, il Presidente turco incontra Putin: dovrebbero parlare della guerra russo-ucraina, di trattative da portare avanti, ma è di gas che parlano. Dicono di voler progettare un hub energetico in Turchia al fine di far rifluire gas in Europa. Macron e Draghi chiariscono che tale hub non ha senso dato che l’Europa vuole non far crescere ma ridurre la dipendenza dagli idrocarburi della Russia.                                                                                                   Intanto i negoziati ancora una volta si allontanano, anche se Lavrov sostiene che la Russia è pronta a considerare proposte serie e concrete. Nel frattempo ci si è resi conto che i siriani stanno offrendo ai soldati russi una routine di esercitazioni sui droni speciali, e ciò non può non preoccupare gli Ucraini e quanti sono dalla loro parte.                                     E l’inverno non è lontano. Jens Stoltenberg, ex ministro della Norvegia e governatore della Norges Bank, sollecita la Nato a rifornire gli Ucraini di tutto quanto occorre per proseguire la guerra in inverno. Putin chiede intanto che siano rispettate le garanzie per la esportazione di grano e fertilizzanti. Il suo interesse è volto anche all’Asia, dove rafforza la fiducia proponendo Mosca come sviluppo e prosperità di quel continente.   E la Cina? Dopo un attacco a Zaporizhzhia con droni kamikaze provenienti dall’Iran, chiede ai connazionali di lasciare l’Ucraina. Xi, in apertura del Congresso del Pcc, annuncia, tra l’altro, la futura riunificazione della Cina con Taiwan, prevedendo anche grandissimi cambiamenti globali. Tanto impegno per essere in ogni settore sempre più avanti: Li Zexiang, alla guida di 60 imprese hi tech, diviene simbolo della rivincita tecnologica cinese sull’Occidente.                                                                                                                                               Un mondo in drammatica fibrillazione: come curarlo?  Basterebbe ripensare a Socrate: Sono un cittadino, non di Atene e della Grecia, ma del mondo.                                                                                             Oppure a Il pendolo di Foucault  di Umberto Eco dove il protagonista considera: Ora penso che il mondo sia un enigma benigno, che la nostra follia rende terribile perché pretende di interpretarlo secondo la propria verità.                                                                                                                               Torniamo a Totò: cerchiamo le soluzioni, non i colpevoli.

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Antonietta Benagiano

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