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ONHC: “CON BILLY BERLUSCONI E LA DIGITALIZZAZIONE, 

SAREMO GLI STAKEHOLDER NEL MONDO DELLA HEALTH INDUSTRY”

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Nell’ambito del 22° Convegno annuale Anra, ONHC incontra Igoodi, Gruppo San Donato e Fleexi, con i quali ha avviato un innovativo percorso di digitalizzazione della Sanità

 

 

Il Gruppo ONHC (On Health Care) guidato da Filippo Ceppellini ha presentato oggi, nell’ambito del 22° Convegno annuale ANRA a Milano, la propria idea di sanità futura e le azioni concrete intraprese, attraverso le parole di Raoul Colantoni, direttore generale, e dei suoi partner: Igoodi di Billy Berlusconi, il Gruppo San Donato rappresentato dalla responsabile dell’Innovazione Elena Bottinelli, e l’investitore Vito Rocca con la sua start up Fleexi.

Il processo di “avatarization” avviato da Billy Berlusconi impiega la tecnologia per servire il percorso clinico e migliorare la qualità della vita, nella visione di un futuro che è già dietro la porta di casa. 

“Abbiamo creato un digital twin, la copia perfetta di quello che siamo, che si realizza attraverso The Gate, un body scanner di tipo fotogrammetrico che consente all’utente di trasformare il proprio corpo in bit, e a noi di utilizzare il nuovo avatar per scopi funzionali, in questo caso la salute”, spiega l’imprenditore. 

L’obiettivo è la semplificazione di una serie di processi digitali a supporto della vita reale, nel caso della sanità la possibilità di contenere la cartella clinica del paziente all’interno del proprio smart body, per monitorare lo stato di salute a partire dal virtuale, integrando i dati della scansione Igoodi con gli altri che proverranno da nuove applicazioni”.

Dichiara per ONHC Colantoni: “Vogliamo essere stakeholder di riferimento nel mondo della Health Industry, e il modo migliore per farlo è creare un ecosistema virtuoso che abbia al proprio interno tutte le competenze necessarie per organizzare e gestire soluzioni efficaci nell’ambiente della sanità. Il nostro obiettivo è contestualizzare il momento che sta vivendo il nostro sistema sanitario anche in ottica post pandemica, e provare a capire quale sarà lo scenario futuro”.

A poche settimane dall’inaugurazione del nuovo ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio, il Gruppo San Donato, con 56 strutture, 4 milioni e 700 mila pazienti l’anno, cavalca da tempo la digitalizzazione. “Ci siamo sempre posti la domanda di come utilizzare il digitale per curare meglio le persone, e lo abbiamo inserito all’interno delle nostre strutture in modo da aumentare la comunicazione, diminuire i rischi e ridurre gli sprechi, rendendolo così strumento per la sostenibilità del sistema in previsione delle minori risorse attese”, spiega Elena Bottinelli, responsabile dell’Innovazione e della Digitalizzazione del Gruppo.

Prosegue: “Il paziente fino ad oggi è stato passivo, limitandosi a ritirare i referti: vogliamo renderlo attivo attraverso la connective care,  un sistema di dialogo a due vie e più ampio, che includa anche le strutture private, le cui attività ancora non sono inserite nel fascicolo sanitario. È necessario cogliere il cittadino prima ancora che sia paziente”.

La sanità digitale è la sanità delle 4 P: prevenzione, predittività, personalizzazione e partecipazione. Per noi ciò è talmente importante, che nelle piattaforme che stiamo creando vogliamo dei cittadini attivi al tavolo”, conclude Bottinelli.

Vito Rocca, Angel Investor Vierre Holding e cofondatore di Fleexi, descrive il punto di vista degli investitori: “Abbiamo trovato grandi differenze nei settori della sanità e della finanza, in primis l’essere il primo più legato al pubblico, il secondo al privato; quindi, lo stato dell’arte della trasformazione digitale. In molti settori la customer journey è già completamente digitale, il mondo ha creato un gemello digitale con sembianze identiche a quello naturale, stiamo muovendo passi verso il metaverso, bruciamo ogni giorno milioni di terabyte: come è possibile che un paziente debba portare con sé le proprie analisi ad ogni visita medica?”.

Conclude: “La pandemia ha dato un’accelerazione verso un nuovo paradigma di salute in cui il bisogno sanitario diviene bisogno multidimensionale, in una visione olistica che muova dal patient journey fisico e cartaceo ad un percorso clinico finalmente phisical, ossia sia fisico che digitale”.

 

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