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Donne, Aidda: “Mancanza di asili compromette ancora l’occupazione femminile”
La presidente Antonella Giachetti: “L’assenza di infrastrutture e gli interessi di potere continuano a limitare l’affermazione delle donne in politica: è in corso una regressione della parità di genere”

Roma, 17 novembre 2022 – “L’Italia continua a presentare e soffrire un enorme divario di genere, sia da un punto di vista geografico che politico. Un problema che si accentua con la presenza di figli piccoli. C’è una difficile conciliazione tra lavoro e famiglia, con i tassi di attività che per le donne si abbassano notevolmente rispetto a quelli degli uomini dopo le nascite. Una realtà evidente, come testimoniato da recenti dati Istat e da Banca d’Italia, al Sud Italia, dove le donne che hanno lasciato il lavoro per dedicarsi ai figli hanno una probabilità del 5% di essere occupate a un anno di distanza dalla nascita, rispetto all’8-9% delle altre aree del Paese“. 

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A dirlo è Antonella Giachetti, presidente di Aidda, l’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda, commentando i recenti dati sull’occupazione femminile.

“Natalità e lavoro – dice Giachetti – non possono più continuare ad essere due binari in direzione opposta. Proprio per il Sud è stato previsto lo stanziamento di circa il 55% delle risorse del Pnrr dedicate alla costruzione di asili nido. Tuttavia questo potrebbe non bastare, perché occorre accompagnare alle infrastrutture, indispensabili, anche un nuovo paradigma culturale“. 

“In ambito politico se da un lato abbiamo assistito per la prima volta alla nomina di un Presidente del Consiglio donna, fatto di cui dobbiamo essere fortemente orgogliosi, dall’altro il numero di donne nominate nelle Commissioni Parlamentari e come Ministri purtroppo certifica un realtà: è in corso una regressione nel coinvolgimento delle donne nella vita pubblica e politica. Quantomeno – aggiunge Giachetti – nelle cariche più alte e rappresentative. Proprio in quella politica dove evidentemente ancora sussiste una dimensione di interessi e potere che impedisce l’apertura di spazi per il contributo indispensabile della diversità femminile e si arrocca su meccanismi che di fatto escludono una vera partecipazione femminile alla vita della politica e del lavoro”. 

“Per giungere a quella trasformazione più volte auspicata, ma ancora lontana – conclude la presidente di Aidda – appare evidente la necessità di lavorare quindi su due fronti, in parallelo: il potenziamento delle infrastrutture sociali e una diversa concessione di opportunità, soprattutto in campo decisionale nella consapevolezza che solo con la partecipazione della diversità femminile si possono affrontare le sfide del presente e del futuro. Investire nelle donne è un dovere di democrazia per realizzare una società prospera e di uguaglianza”.

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