Advertisement

LA PERDITA DEL TEOLOGO

Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas regumque turres, meditava Orazio, ma non solo lui, dato che da sempre l’umanità ha colto nella francescana sora nostra morte corporale da la quale nullo homo vivente può scappare, quella imparzialità che è giustizia, anche se pochissimi tengono ciò in conto per un vivere in armonia con gli altri.                                                                                    Nel corso dell’anno appena volto alle spalle ‘la terribile sorella’ ha bussato moltissimo, oltre che per i mali di sempre, per pandemia, guerre e violenza da follie, togliendo dall’umana scena oltre la normale gente di qualsiasi età, anche personalità sotto diversi aspetti di notorietà globale. Qualche nome: la Regina Elisabetta II e il Papa emerito Benedetto XVI al quale sono mancate solo delle ore per entrare nell’alba del 2023.                                                                                                       Dal soglio pontificio Joseph Aloisius Ratzinger (Marktel, 16 aprile 1927 -Monastero Mater Ecclesiae, Città del Vaticano 31 dicembrw 2022) era uscito di scena (non sappiamo se per volontà sua o di altri, considerando le contestazioni negli anni del suo pontificato) già l’11 febbraio 2013 con le dimissioni da Papa annunciate a sorpresa in un Concistoro che era stato fissato per proclamare Santi i Martiri di Otranto. Dimissioni motivate dalle sue forze non più adatte, ingravescente aetate, a esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Voleva fare chiarezza, e la chiarezza il più delle volte non è apprezzata.              Furono, le sue dimissioni, accolte dal mondo con sconcerto per i molti dubbi che suscitava la straordinarietà del caso, ripresentatosi dopo secoli e in forma diversa.                                                                                                          Da quando erano in mente le dimissioni? Si dovrebbe ripensare a quel testamento spirituale redatto il 29 agosto 2009 che oggi, in occasione della sua scomparsa, la Chiesa ripropone. E’ un gratias ago e una richiesta di perdono in primis a Dio per il sostegno nel cammino e le proprie manchevolezze, ai genitori poi e a tutta la famiglia, agli amici e ai maestri, e Benedetto XVI chiede di pregare per lui C’è inoltre una memoria della bellezza della terra natia e della sua gente, come di Roma. Ma quel che soprattutto emerge è la ripetuta esortazione a rimanere saldi nella fede. Scrive: Non lasciatevi confondere! Spesso sembra  che la scienza -le scienze naturali da un lato e la ricerca storica (in particolare l’esegesi della Sacra Scrittura ) dall’altro- siano in grado di offrire risultati inconfutabili in contrasto con la fede cattolica… ho visto crollare tesi che sembravano incrollabili, dimostrandosi essere semplici ipotesi… come dal groviglio delle ipotesi sia emersa ed emerga nuovamente la ragionevolezza della fede.                                                                                                                   Benedetto XVI comprende bene quanto il nostro mondo sia preso da fondamentalismi, anche dal fondamentalismo scientifico che può giungere ad affermazioni da non considerarsi scientifiche. Come emerge da Caro matematico ateo, risposta del 24 settembre 2013 a Piergiorgio Odifreddi che gli aveva indirizzato quel Caro papa teologo sollecitandolo a una discussione sulla teologia, dal matematico ritenuta fantascienza, inoltre sulla presenza del male nella Chiesa, sulla veridicità di Cristo dal matematico messa in dubbio. E l’appassionato studioso ribatte dimostrando l’assolutismo della scienza che pone la Natura come divinità irrazionale che nulla spiega dell’universo, del sorgere della vita e della origine della coscienza, così come la religione matematica nulla dice della libertà, ignora l’amore e il male. Male che nella Chiesa – ammette Benedetto XVI- c’è ma con tanto bene che viene, invece, ignorato.                                                                                           E sulla figura di Gesù rileva il parlare avventato dell’Odifreddi, lo invita pertanto a muoversi con cautela nelle affermazioni storiche.                                                                                                                       Ma Benedetto XVI fa soprattutto notare al matematico che la ricerca non va interrotta in modo dogmatistico. Dice infatti: Ambedue gli interlocutori devono rimanere in ricerca. A me sembra, però, che Lei invece interrompa la ricerca in un modo dogmatistico e non domandi più, ma solo pretenda di ammaestrarmi.                                                                                                                     Il teologo Benedetto XVI e il matematico Piergiorgio Odifreddi appaiono, in definitiva sono, due interlocutori diversi in tutto, accomunati soltanto dalla ricerca della verità cui entrambi sono pervenuti da vie opposte. La via del secondo, nell’osanna scientifico in questo tempo imperante, sembra porsi quasi con la forza della imposizione. Anche se poi la soddisfazione mostrata dal matematico per aver avuto la risposta dal teologo Papa fa sorgere dubbi, oggi così diffusi, su ‘io sono perché appaio’, e se a rispondermi è un grande teologo, per giunta Papa, appaio ancor di più.                                                                                                      La Chiesa perde una mente raffinata, un appassionato di teologia, e questa dà alla mente uno slancio in più per volgersi alla verità, e obiettivo della scienza è appunto la verità.                     Rileggiamo quanto afferma Joseph Aloisius Ratzinger a proposito della teologia: Una funzione importante della teologia è mantenere la religione legata alla ragione e la ragione alla religione. Entrambi i ruoli sono fondamentali per l’umanità.

Advertisement

Antonietta Benagiano

Advertisement
Articolo precedente?? ?????? ?? ???????????? ? ??????????. ?? ? ? ? ???????,  ?????????? ???????? ? ??????????????? ??? ? ???̀ ???????.
Articolo successivoBefana a teatro, a grande richiesta continuano le repliche dello spettacolo di Alessandro Riccio e Gianmaria Vassallo a Fiesole

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui