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Referendum autonomia differenziata, senatrice Erika Stefani (Lega) a Radio Cusano Campus

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Referendum autonomia differenziata, senatrice Erika Stefani (Lega) a Radio Cusano Campus: “Chi non vuole l’autonomia preferisce un controllo centralizzato dove comanda uno solo

Venerdì 5 luglio, partiti di opposizione e sindacati si sono radunati davanti alla Cassazione per depositare il referendum abrogativo della legge sull’Autonomia differenziata. Tra le 34 sigle che hanno presentato il referendum figurano Pd, M5S, Verdi, Sinistra Italiana, Iv, +Europa, Partito della Rifondazione Comunista, Cgil, Uil, Anpi, Arci e Wwf. 

Ha espresso la sua opinione sul referendum la Senatrice Erika Stefani (Lega) intervenuta in diretta a “L’Italia s’è desta“, il programma in onda dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 10, su Radio Cusano Campus e in radiovisione su Cusano Italia Tv (canale 122 del digitale terrestre).

Mi dispiace che Pd e Movimento 5 Stelle abbiano creato questo falso nemico che è l’autonomia. Probabilmente il governo sta lavorando così bene che non ci sono altri argomenti sui quali battere, e questo sembra più facile perché la materia è difficile. La Costituzione già prevede competenze concorrenti ed esclusive delle regioni, e l’articolo 116 prevede ulteriori spazi di autonomia. La legge Calderoli crea solo binari per le intese Stato-Regioni per trasferire competenze. Il regionalismo differenziato è naturale per l’Italia, che ha caratterizzazioni diverse da regione a regione. La capacità di esaltare le caratteristiche del territorio è la forza dell’Italia” ha dichiarato Stefani, aggiungendo: “Il problema di chi non vuole l’autonomia è che preferisce un controllo centralizzato dove comanda uno solo. Il regionalismo differenziato richiede una dialettica diversa tra regioni e cittadini, ma è più giusto. Attualmente c’è già una differenziazione nella qualità dei servizi senza l’autonomia. L’autonomia permetterà alle regioni di rispondere meglio alle esigenze del loro territorio.

Sulle accuse della leader del Pd, Elly

Schlein, riguardo ai fondi che punirebbero la Campania e il Sud, Stefani ha risposto: “C’è un problema di gestione dell’amministrazione locale. I fondi di coesione, destinati principalmente alle regioni del Mezzogiorno, sono difficili da gestire. Il problema è la capacità di buona spesa che ci sono in alcune regioni rispetto ad altre. È troppo facile continuare a dire ‘datemi i soldi’. La mia domanda è: dati i soldi, perché non li spendete bene? So che De Luca è un uomo straordinario e sono sicura che accetterebbe la sfida dell’efficientamento con l’autonomia

operativa.

In merito alle tensioni tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini sulla politica internazionale, Stefani ha commentato: “Non ci sono quando si parlano fra di loro. So che lavorano in piena sintonia nel Consiglio dei Ministri. Queste sono arrabbiature virgolettate per delle scelte, dove c’è una dialettica europea. Noi andiamo in Europa come governo, ma abbiamo delle caratterizzazioni diverse all’interno delle varie forze di governo. Salvini sottolinea la nostra impostazione a livello europeo, che è diversa da quella della Meloni e di Forza

Italia.

Per ascoltare l’intervista: https://www.radiocusanocampus.it/it/senerika-stefani-lega-autonomia-differenziata

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