Installation view, Due qui / To Hear, Padiglione Italia alla 60.Esposizione Internazionale di Arte – La Biennale di Venezia
Foto © Agostino Osio per AltoPiano
Con la chiusura della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia domenica 24 novembre si è concluso anche il progetto di Massimo Bartolini Due qui / To Hear per il Padiglione Italia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e curato da Luca Cerizza. La sua esperienza continua, però, a vivere e a sconfinare anche oltre la Biennale Arte 2024, oltre gli spazi dello stesso Padiglione.
Salutato da un generale consenso di critica e da un’ampia partecipazione di pubblico, il progetto ha voluto celebrare le possibilità sonore, sociali e spirituali dell’ascolto attraverso tre grandi installazioni ambientali e site-specific. La partecipazione di musicisti di fama internazionale, inoltre, ha marcato per la prima volta la presenza di artisti non italiani nel Padiglione nazionale. Attraverso il contributo di Caterina Barbieri (nominata Direttrice delle prossime due edizioni della Biennale Musica), Kali Malone, Gavin e Yuri Bryars, e di organari, tecnici e artigiani, il progetto artistico e curatoriale di Due qui / To Hear è riuscito quindi a proporsi come una grande opera collettiva.
La sua natura corale è stata anche confermata da un Public Program, unico per ricchezza e durata nella storia del Padiglione, che si è svolto in quattro appuntamenti attorno al tema dell’ascolto, dando vita a incontri di natura teorica, laboratoriale e performativa negli spazi del Giardino delle Vergini.
Nella volontà di proiettarsi nel futuro, il progetto sarà raccontato da una serie di supporti che ne documentano lo svolgimento e ne approfondiscono le implicazioni concettuali. L’esperienza del Padiglione Italia sarà, infatti, prolungata attraverso la realizzazione di una pubblicazione in due volumi, da un film/documentario e dall’estensione delle attività nel sito duequi-tohear.it e nel canale youtube relativo.
Dopo la pubblicazione di una guida (Electa), uscita nei giorni dell’opening e degli spartiti delle musiche composte da Caterina Barbieri e Kali Malone, Gavin e Yuri Bryars per le opere di Massimo Bartolini in una doppia edizione (Sugar SZ), la bibliografia del progetto si arricchirà di una pubblicazione finale (Quodlibet), composta di due volumi in uscita a febbraio 2025.
Il primo volume, a cura di Luca Cerizza, documenta il progetto attraverso le fotografie di Agostino Osio e i testi di Carlos Basualdo, Luca Cerizza, Nina Sun Eidsheim, David George Haskell, Philippe Van Cauteren e Francesca Verga.
Il secondo volume, curato da Cerizza e Gaia Martino, seguendo la forma di un’antologia di testi, prosegue l’attività del Public Program. I suoi temi sono discussi da prospettive artistiche, filosofiche, sociali e musicali attraverso saggi, testi e conversazioni di molti dei protagonisti dello stesso Public Program: Roberto Calabretto, Federico Campagna, Viola Carofalo, Massimo Carpinelli, Haytham El-Wardany, Lucia Farinati, Claudia Firth, Michelangelo Frammartino, David George Haskell, Neelakshi Joshi, Brandon LaBelle, Federico Luisetti, Sara Mikolai, Vincenzo Napolano, Pedro Oliveira, Veniero Rizzardi, Francesca Tarocco. Il volume è introdotto da Luca Cerizza, Greta Martino e Massimo Bartolini, e illustrato da immagini di opere dell’artista.
Il racconto del progetto sarà, inoltre, affidato a un documentario che ricostruisce il making of di Due qui / To Hear e la sua evoluzione. Realizzato da Alto/Piano con la regia di Matteo Frittelli, attraverso più di un anno di riprese, sarà presentato all’inizio del 2025 e offrirà uno sguardo intimo sulla matrice creativa della pratica di Massimo Bartolini e del progetto curatoriale. Questo film si pone come un’occasione unica di osservare “da dentro” il lungo processo di ideazione e realizzazione del Padiglione Italia, raccontandone la natura eminentemente collettiva attraverso le voci dei protagonisti e i contributi dei tanti collaboratori coinvolti.
In continuità con la sensibilità ambientale che caratterizza da sempre il lavoro di Massimo Bartolini – evidenziata ancora una volta da alcune opere del Padiglione Italia –, sono state anche messe in atto una serie di operazioni volte a ridurre l’impatto ambientale di Due qui / To Hear. Già dalla fase di progetto e installazione, artista e curatore hanno scelto di confrontarsi con lo spazio esistente senza aggiungervi alcuna forma di display, usando, dove possibile, solo fonti di illuminazione preesistenti. Con lo stesso spirito è stato perseguito il riuso del 90% dei tubi Innocenti – utilizzati nel grande organo Due qui – nel contesto di un nuovo cantiere edilizio. Infine, è stato messo in atto un piano di compensazione carbonica tramite l’acquisto dei Crediti di Sostenibilità del Parco Nazionale e della Riserva di Biosfera “Appennino tosco-emiliano”, un’attività virtuosa di carbon insetting che finanzia progetti per la protezione del clima, in grado di ridurre o immagazzinare (in modo dimostrabile) le emissioni, con effetti positivi su community, territori ed ecosistemi.
Con queste iniziative, Due qui / To Hear non solo continua a vivere attraverso la carta e le immagini, ma prosegue idealmente le riflessioni e le risonanze innescate da un progetto dalla lunga eredità.
Il Padiglione Italia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è stato realizzato anche grazie al contributo di TOD’S, in qualità di Partner, e di Banca Ifis, in qualità di Sponsor. Uno speciale ringraziamento va a tutti i donor, il cui sostegno è stato fondamentale per la realizzazione del progetto: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Bentivoglio – Bologna, ACACIA – Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana, Collezione Mauro De Iorio, Nicoletta Fiorucci, Silvia Fiorucci, Hofima. Si ringraziano, inoltre: Tessuti Bonotto e Frescobaldi, fornitori ufficiali del Padiglione Italia; Massimo De Carlo, Frith Street Gallery – Londra, Magazzino – Roma, Corrado Beldì, WeStart Centro di Produzione Musica del Piemonte Orientale, Fondazione Ugo e Olga Levi per la consulenza in ambito musicale e il sostegno nell’ospitalità, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Università IUAV di Venezia, NICHE – The New Institute Centre for Environmental Humanities, Unione Buddhista Italiana.










