GLOBO GROVIGLIO
“E la Terra sentii nell’ Universo. / Sentii fremendo ch’è del cielo anch’ella/…” E il Pascoli avverte sé come un essere “piccolo e sperso,/ errare, tra le stelle, in una stella”. Sintesi poetica di sentimenti profondi che il Poeta in sé viveva con stupore ed esprimeva attraverso l’intensità dei suoi versi.
E gli altri esseri umani? La popolazione mondiale, al presente oltre 8 miliardi di persone (il doppio rispetto a quasi 50 anni fa) e una previsione di 10 miliardi a fine secolo, sta da remoto tempo occupando senza rispetto la Terra, senza un effettivo impegno a sbrogliare avviluppi e nodi tossici che non gli hanno in nessuna era permesso di vivere sereno, sebbene della serenità, che è poi la felicità, abbia da sempre sentito fortemente l’anelito. Colpa forse del montaliano “sbaglio” da scoprire, del “filo da disbrogliare che finalmente ci metta/nel mezzo di una verità”? Diciamo che in primis converrebbe da noi impegnarci a sciogliere i nodi, a disbrogliare con pazienza gli avviluppi della nostra natura cainesca. Gli esseri umani sono, invece, tutti, da remote età, sul piede di guerra, pertanto la vita del singolo e delle comunità è appesa a un filo, società e Stati vivono discordie. E si sta forse perdendo l’ultima possibilità prima di passare completamente alla mercè dell’AI: il futuro sembra infatti, a parere di tanti, essere suo. Intanto mentre Usa e Cina paiono vivere un tempo di attesa, oltre che di allerta, le guerre in corso nei vari continenti, tra vari annunci di tregue, continuano a produrre ancora morte e rovine, a generare in tutti ansia per un eventuale folle uso dell’atomica. E il Medio Oriente s’infiamma oltre misura. In questi giorni la Siria ha visto, dopo oltre 60 anni, cadere a Damasco il Governo del Partito Baath, al potere fin dal colpo di Stato del 1963 e dal 1970 al 2000 con a capo Hafiz al- Assad, cui subentrò il figlio Bashar al- Assad, caduto l’8 dicembre 2024 ad opera delle forze jihadiste guidate da al -Jolani che si definisce, però, moderato e nazionalista. Il Presidente Bashar al- Assad, insieme alla sua famiglia, si sarebbe, a quel che dicono, rifugiato a Mosca col suo patrimonio da 2 miliardi e investimenti della coniuge in appartamenti. Putin, che nel 2015 era intervenuto a fianco di Assad, questa volta l’avrebbe solo accolto accettando, cosa che ha fatto pure l’Iran, la sua caduta, e su ciò vari sono i giudizi. Per la Francia, a esempio, il comportamento del Presidente russo è un vero “fiasco”. Proprio così o la Russia, da pragmatica qual è, avrebbe già ottenuto dal subentrato gruppo di miliziani sunniti Hayat Tahrir al- Sham garanzie sulla sua presenza militare, su quanto maggiormente è di suo interesse? In cambio ci sarebbe, da parte russa, l’appoggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dove Putin ha il diritto di veto, ma ci sarebbe anche la disponibilità a offrire ai subentrati buoni rapporti con i Paesi arabi. Con la fuga di Assad, avvenuta attraverso i sotterranei del suo Palazzo, sono venuti fuori gli orrori del tristemente noto carcere di Sednaya, dinanzi al quale nessun siriano prima osava per timore neppure passare, delle sue celle segrete sotterranee dove gli oppositori degli Assad hanno subito torture indicibili. Lì, fuggito Assad, sono, tra grida e pianti, corsi i siriani abbattendo muri e porte, scavando alla ricerca di qualche superstite. Hanno scavato e scavato, pareva loro di sentire delle grida, era solo la speranza di trovare ancora dei vivi. E il leader dei miliziani jihadisti Amad Sharaa , ovvero Abu Mohammed al Jolani, che ha guidato la rivolta contro Assad, vuole rassicurare usando toni moderati (la Gran Bretagna per questo penserebbe di togliergli l’etichetta di terrorista) ma poi vorrebbe pubblicare la lista dei “nomi degli ufficiali dell’esercito e della sicurezza coinvolti in crimini di guerra”. Intanto il Premier incaricato, Muhammad Bashir, ha già detto che il nuovo governo “scioglierà i servizi di sicurezza” del regime di Assad, i cui capi sono, però, già fuggiti mettendosi in salvo. Ed è su quanti non sono potuti fuggire e non certamente ai vertici, che si è scatenata la vendetta con esecuzioni sommarie soprattutto nelle zone di Damasco, di Idith, Latakia, Hama e Homs.
Non si può pensare che a una crudeltà non ne segua un’altra: è un cordone ritorto la crudeltà, nessuno mai è riuscito a renderlo filo da poter spezzare. E tutti i governi, dittature e anche democrazie, non vogliono o non riescono a non rispondere con crudeltà alle crudeltà subite. Come scrive lo scrittore statunitense Jack London, “Dalla creazione del mondo, la barbarie umana non ha fatto un solo passo verso il progresso. Nel corso dei secoli, l’abbiamo soltanto ricoperta con una mano di vernice, nient’altro”. Jolani cerca di rassicurare: ”Il mondo non deve temerci” , va dicendo, ma intanto la furia vendicativa va avanti, mentre gli Stati del mondo arabo e gli Stati leader mondiali pensano, ciascuno per la sua parte e per i giochi di alleanze del momento anche a fini economici, a quel che convenga fare, se restarne fuori, come stanno facendo taluni, o esporsi a ciò che non si sa cosa possa in seguito produrre. Nel 2003 in “Il conflitto epidemico” il saggista Guido Rossi scriveva: “Perché il groviglio di conflitti di interesse allenti la sua presa, deve accadere qualcosa sul piano dell’etica individuale e collettiva”. Nulla su quel piano è accaduto e il globo resta aggrovigliato.
Antonietta Benagiano











