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L’ARTE REALE NEL RETTANGOLO VERDE: IL SAVOIA CHE “DIPINGE” CALCIO

Con Netmediacom l’arte entra sul campo da calcio attraverso un approfondimento sul «Savoia 1908»: se ne discute proprio con Emanuele Filiberto di Savoia, ospite d’onore al gala di beneficenza in favore di “Casa Sant’Anna Onlus”.
(Paolo Borgi / netmediacom) Roma, 31 marzo 2025.- «Il calcio è l’arte di trasformare un sogno in realtà». Diceva così uno dei calciatori più grandi di tutti i tempi: Edson Arantes do Nascimento, meglio noto come Pelé. E, se sogno e realtà sono parole ampiamente abusate nei discorsi della contemporaneità, è il caso di concentrarsi sul sostantivo arte. Ad oggi, infatti, in ogni partita chiunque cerca e ricerca la giocata, il talento, la fantasia. Insomma, tutto ciò che può essere associato al termine artistico. E a dipingere calcio nella quarta serie nazionale del campionato italiano è il «Savoia 1908».

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Se ne discute con Emanuele Filiberto di Savoia, ospite d’onore al gala di beneficenza in favore di “Casa Sant’Anna Onlus”, che ha parlato proprio di calcio in un’intervista in esclusiva ai microfoni della startup innovativa Netmediacom (www.netmediacom.eu), la nuova agenzia di stampa specializzata nel Brand Journalism, nell’ambito di un progetto in collaborazione con il Gruppo Digital Marketing dell’Università di Roma «La Sapienza».

Così con Netmediacom l’arte entra sul campo da calcio attraverso un approfondimento sul «Savoia 1908», per tutti gli appassionati di sport e relazioni, due branche dello scibile umano che si completano a vicenda invece di elidersi e che messe insieme compongono il sale di una grande storia: la storia (del) Savoia.

 

LA STORIA DEI BIANCOSCUDATI

La società con sede a Torre Annunziata è tra le squadre con la storia più antica del meridione. A tal riguardo, 117 anni fa l’Unione Sportiva Savoia fu fondata da un gruppo di industriali, con l’aiuto di diverse personalità della media borghesia dell’epoca spinte da un’inspiegabile passione che andava oltre quattro semplici calci dietro ad un ammasso di cuoio.

Dall’avvento di quella che sarebbe stata l’era della famiglia Voiello, la squadra biancoscudata è tornata a vedere la luce nel 2022 quando il Principe Emanuele Filiberto di Savoia —a margine di una conferenza stampa per la fondazione della Casa Reale Holding SPA— dichiarò di aver acquistato la maggioranza del club. E, visto che è l’arte ad accompagnare la scrittura di questa nota stampa, è il caso di paragonare la discesa in campo di Emanuele Filiberto nel Savoia al famoso dipinto di Paolo Caliari (detto “il Veronese”), ovvero, “Le nozze di Cana”.

Nella scena del quadro si mangia e si beve, non a caso è il momento in cui l’acqua diventa vino. Momenti, dunque, di abbondanza e gioia così come vale per lo stesso entusiasmo che il Principe ha voluto riportare sulla piazza torrese.

 

IL SAVOIA CI CREDE

In un’esclusiva intervista ai canali Netmediacom, Emanuele Filiberto si è espresso sull’ambito sportivo ed ha fissato l’obiettivo per il suo Savoia: «Siamo saliti dall’Eccellenza alla Serie D e siamo sul filo dei play-off. Se tutto va bene, spero di arrivare in Serie C quest’anno».

Dichiarazioni nelle quali il sorriso del Principe regna sovrano. Un sorriso paragonabile al ghigno più famoso nell’arte mondiale, quello della “Gioconda” di Leonardo da Vinci. Un sorriso enigmatico, non quello di chi è perfetto ma di chi ne sa. Un sorriso che come quello del Principe è consapevole della bellezza del suo progetto. Ma a svelare l’enigma dietro quell’espressione sarà il finale di stagione del Savoia e i risultati del prossimo futuro.

 

AVANTI SAVOIA

«Il calcio è complicato, costoso e bisogna avere le persone giuste. Ed io credo di averle». Afferma così Emanuele Filiberto di Savoia, con le sue parole che indubbiamente si riflettono anche sul tecnico del Savoia. A guidare il campo i talenti torresi, infatti, è mister Fabiano, che come il “Marte” di Velázquez lavora sulla dedizione al lavoro mista a spirito battagliero, anzi, guerriero proprio come il dio della guerra.

La stagione, nonostante un finale che si prospetta pirotecnico, è ancora lunga e a fare la differenza dovranno essere proprio i giocatori, chiamati a far sì che quello in Serie D sia per il Savoia l’ultimo ballo. Un ballo che, come ne “La Danza” di Matisse, deve tendere alla ricerca di equilibrio perché l’armonia del danzare insieme implica che lo sbaglio di uno potrebbe ricadere sul gruppo, facendo cadere (metaforicamente) tutti i giocatori-danzatori.

Da febbraio gli oplontini vantano una striscia utile di risultati che ha visto protagonisti una difesa rocciosa e un solido attacco, grazie al contributo (in fase offensiva) del bomber Riccardo Maniero il cui fiuto per il gol incide particolarmente nella statistica di 1,3 gol (in media) a partita.

Al momento la posizione in classifica lascia presagire una battaglia coast-to-coast per conquistare le prime posizioni. Quello in cui si spera è che il sole del meridione possa continuare a splendere e illuminare la squadra. E come per le nubi dell’opera prima dell’impressionismo, “Soleil levant” di Monet, l’augurio è che non sia foschia di cui preoccuparsi ma presagio per coloro che aspettano di ammirare lo spettacolo del cielo.

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