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Paolo Cappuccio, chef stellato (stella Michelin nel 2009 allo Stube Hermitage di Madonna di Campiglio), ha pubblicato sui social un annuncio per reclutare personale per un hotel 4 stelle in Trentino da dicembre a marzo. Nell’annuncio, ha scritto: “Evitate di farmi perdere tempo. Sono esclusi comunisti/fancazzisti. Master chef del cazzo ed affini. Persone con problemi… di orientamento sessuale.” facebook.com+8fanpage.it+8ilfattoquotidiano.it+8
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L’annuncio è stato subito accusato di contenere frasi offensive, discriminatorie e potenzialmente illegali, soprattutto nei confronti di orientamento sessuale e credo politico .
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In pochissimo tempo lo chef è stato travolto da critiche durissime, accuse di omofobia, discriminazione, fascismo e addirittura “razzismo contro le minoranze politiche” dire.it.
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Gli sono stati rivolti insulti quali “topo di fogna nazista” e ricevute minacce, tanto che ha fatto oscurare il post ilfattoquotidiano.it+5dire.it+5controcopertina.com+5.
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Lo chef ha dichiarato di non “darci peso”, ridefinendo l’accaduto come uno “sfogo di stanchezza mentale” dopo ripetute esperienze con personale problematico (alcol, ritardi, scarso rendimento) ilfattoquotidiano.it+3fanpage.it+3lastampa.it+3.
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Ha spiegato che, riguardo al riferimento all’orientamento sessuale, l’intento non era discriminare in quanto tale, bensì evitare “ostentazioni e comportamenti che generano tensioni e conflitto in brigata”. Ha aggiunto: “Ho amici gay, con loro ci vado in vacanza” dire.it+2gamberorosso.it+2lastampa.it+2.
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Ha difeso il suo diritto a selezionare solo persone “referenziate, professionali e disciplinate” x.com+6lastampa.it+6dire.it+6.
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Casa degli Spiriti (hotel dove lo chef ha lavorato) ha preso le distanze: ha definito le sue dichiarazioni “discriminatorie e inaccettabili”, dichiarando che non riflettono la mission dell’azienda, basata su inclusività e rispetto lastampa.it+2fanpage.it+2gamberorosso.it+2.
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Diversi osservatori hanno ritenuto l’annuncio potenzialmente in violazione della legge italiana contro la discriminazione (§ d.lgs. 216/2003), soprattutto in relazione all’orientamento sessuale x.com+1controcopertina.com+1.
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La vicenda ha riacceso il dibattito sull’equilibrio tra libertà di espressione e diritti fondamentali di tutela nella selezione del personale.
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L’annuncio è stato rimosso, ma la polemica continua: molti giudicano le giustificazioni insufficienti e ritengono che il linguaggio usato fosse inaccettabile, mentre altri riconoscono che l’intento era mettere in chiaro standard di efficienza e disciplina.
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La vicenda resta un caso emblematico sulle difficoltà di gestire divergenze personali e valori professionali nello spazio pubblico, soprattutto sui social.











