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Non ci sono tutele degli animali in Italia: le promesse della Brambilla si scontrano con la cruda realtà

La situazione della tutela animale in Italia è a dir poco preoccupante. Nonostante le continue discussioni e l’emanazione di nuove leggi, come l’inasprimento delle pene per i reati contro gli animali, non ci sono garanzie concrete per la loro protezione. Commenta Gabriella Caramanica, Segretario nazionale del partito politico @REA. 

In merito alla morte del cane molecolare Bruno, ucciso nel centro di addestramento a Taranto, le belle parole spese dall’On. Michela Vittoria Brambilla non trovano riscontro nella realtà. Si annunciano decreti e inasprimenti delle pene, ma i risultati tangibili sono scarsi o addirittura nulli in quanto i colpevoli dei crimini  sembrano continuare a farla franca. 

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Il problema non risiede solo nella singola norma, ma in un sistema marcio alla base che sembra non attribuire il giusto valore alla vita animale. Finché non verrà smantellato questo apparato, gli animali non potranno godere di vere garanzie. Casi emblematici come quello dell’Orsa Amarena evidenziano perfettamente questa fragilità: nonostante il clamore mediatico, i processi si protrarranno fino alla decorrenza dei termini, lasciando impunite azioni gravi.

Figure come l’On. Brambilla, strumentalizzano la causa animale per meri scopi politici e per raccogliere come sempre  voti; basti pensare alla sua appartenenza a  partiti legati al mondo della caccia. 

Difendere gli animali è un obbligo, un dovere imprescindibile ed è fondamentale che questa difesa sia autentica, efficace e non guidata da interessi opportunistici conclude Caramanica. 

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