Negli ultimi giorni è scoppiato un acceso scontro a distanza tra il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) e il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, riguardo alla partecipazione di quest’ultimo a una trasmissione televisiva su La7 intitolata “Lezioni di mafie”.
Durante un convegno a Torino sulla separazione delle carriere tra magistrati, Sisto ha definito “inopportuno” che un pubblico ministero in carica conduca un programma TV, facendo esplicito riferimento al progetto di Gratteri it.wikipedia.org+12ilfattoquotidiano.it+12retidigiustizia.it+12.
Ha poi invitato a “valutare l’opportunità” di questa scelta, sottolineando che magistrati attivi, a suo avviso, dovrebbero restare distanti dalla tv .
Gratteri ha risposto con toni forti, sostenendo che parlare in televisione, gratuitamente, su mafia e colletti bianchi è parte del suo dovere civico ilfattoquotidiano.it+1antimafiaduemila.com+1.
Ha ironizzato chiedendo a Sisto: “Cosa c’entra la separazione delle carriere con il mio programma in tv?” it.wikipedia.org+12ildubbio.news+12ilfattoquotidiano.it+12, e ha sfidato il viceministro ad avviare un procedimento disciplinare formale, dato che – ha sottolineato – il ministero ha un ufficio ispettivo per farlo it.wikipedia.org+9ildubbio.news+9ilfattoquotidiano.it+9.
Gratteri ha aggiunto che chi lo attacca “teme che la verità arrivi a milioni di persone” liberainformazione.org+5ilfattoquotidiano.it+5antimafiaduemila.com+5.
| Attore | Posizione |
|---|---|
| Sisto | Un magistrato in servizio non dovrebbe condurre trasmissioni televisive, definendola una scelta “inopportuna”. |
| Gratteri | Ritiene la scelta legittima e utile: è un servizio pubblico, da fare senza compenso, e se c’è violazione si apra un’azione disciplinare. |











