UCRAINA, LE DONNE SIANO PROTAGONISTE DELLA RICOSTRUZIONE
Alla vigilia della Conferenza per la ricostruzione in Ucraina (URC), UN Women Italy organizza, insieme ai governi di Kiev e Berlino, un evento nell’ambito della Alliance for Gender-Responsive and Inclusive Recovery for Ukraine con l’obiettivo di promuovere la partecipazione delle donne nel processo di pace e di ricostruzione del Paese
Sfollate, private dell’indipendenza economica, esposte al crescente rischio di violenza fisica e sessuale1. A oltre tre anni dall’invasione russa, le donne e le ragazze ucraine, al pari di altri gruppi vulnerabili, continuano a pagare il prezzo più alto della guerra. Dal 2022 oltre 4.300 sono state uccise, quasi 11mila ferite2. Numeri allarmanti ma con ogni probabilità sottostimati. Senza contare che oltre 1,8 milioni restano sfollate all’interno del Paese3 e quasi 6,7 milioni dipendono dall’assistenza umanitaria4.
In un mondo in fiamme in cui proliferano i conflitti armati5, mai come ora si rivela essenziale il ruolo delle donne nella prevenzione delle crisi e nella costruzione della pace. È ormai dimostrato come la loro partecipazione contribuisca in modo significativo al raggiungimento di accordi duraturi, sostenibili e inclusivi6. Eppure le donne non siedono quasi mai ai tavoli dove vengono prese le decisioni. Pagano il conto più alto nei teatri di guerra7 ma restano perlopiù ai margini di negoziati e processi di ricostruzione post conflitto8. Per questo UN Women rinnova il proprio impegno per assicurare loro un ruolo da protagoniste. Va in questa direzione l’incontro9 organizzato da UN Women Italy nell’ambito della Alliance for Gender-Responsive and Inclusive Recovery for Ukraine10, in programma a Roma il prossimo 9 luglio, alla vigilia della Conferenza per la ricostruzione in Ucraina (URC)11, quest’anno ospitata dall’Italia dal 10 all’11 luglio12.
Organizzato in collaborazione con i governi di Kiev e Berlino e il Georgetown Institute for Women, Peace and Security, l’appuntamento vuole ribadire il ruolo centrale delle donne e promuovere la loro inclusione nel processo di pace e di ricostruzione del Paese. Partecipano tra gli altri la commissaria per l’Uguaglianza di genere del governo ucraino Kateryna Levchenko, la direttrice generale presso il ministero per lo Sviluppo economico tedesco Reem Alabali-Radovan, la vice direttrice esecutiva di UN Women Kirsi Madi e la rappresentante di UN Women Ucraina Sabine Freizer Gunes. Con loro ci saranno rappresentanti istituzionali, di organismi internazionali e della società civile.
L’ALLEANZA PER L’UCRAINA Lanciata da UN Women e dai governi tedesco e ucraino nel 2024 alla Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina di Berlino, l’Alleanza riunisce oltre 80 fra governi, organizzazioni internazionali, Ong e aziende private13 allo scopo di garantire che la ricostruzione del Paese avvenga nel segno dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment femminile, in linea con l’Agenda donne, pace e sicurezza delle Nazioni Unite (WPS)14. L’appuntamento di Roma mira anche a espandere la rete delle adesioni, coinvolgendo altri partner e governi, incluso quello italiano.
«La partecipazione delle donne nei tavoli di mediazione di pace e nella definizione delle strategie di ricostruzione post-bellica rappresenta una leva politica determinante per costruire società più eque e giuste. La presenza femminile rafforza la legittimità istituzionale dei processi di ricostruzione e incrementa l’efficacia dei fondi internazionali destinati a questo scopo, grazie a una governance più sensibile ai bisogni concreti delle comunità. Quando le competenze delle donne si integrano poi con le potenzialità delle tecnologie digitali, si aprono nuove prospettive di dialogo, innovazione e rinascita inclusiva, in grado di contrastare la violenza e consolidare la stabilità. Auspico che l’Alleanza si estenda al più presto a tutti gli Stati che fanno parte dell’URC e in particolare all’Italia», commenta la presidente di UN Women Italy Darya Majidi.
DONNE E CONFLITTI, NON SOLO VITTIME MA COSTRUTTRICI DI PACE A un quarto di secolo esatto dall’approvazione della risoluzione 1325 su donne, pace e sicurezza15 da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ancora molta strada resta da fare. Eppure la sua approvazione ha segnato uno spartiacque nella definizione del ruolo e del contributo delle donne nelle aree di conflitto. Non più solo vittime, ma protagoniste nella prevenzione delle crisi, nei processi di pace e di ricostruzione post bellici. Assenti perlopiù dai tavoli negoziali ufficiali16, le donne giocano un ruolo chiave come costruttrici di pace a livello locale e informale, dai negoziati alle iniziative di mediazione, dal peacekeeping ai processi di ricostruzione. Sono sul campo a fianco delle comunità, forniscono assistenza umanitaria, difendono i diritti umani e promuovono le istanze e le rivendicazioni che provengono dal basso17. Una ricerca condotta dallo Georgetown Institute for Women, Peace and Security sui processi di pace informali, mostra la partecipazione attiva delle donne in oltre il 70% dei casi18.
Un contributo alla pace importante che resta in gran parte ignorato e non documentato. Senza contare la mancanza cronica di fondi lamentata dalle organizzazioni che si battono per i diritti delle donne, incluse quelle ucraine19. Solo 3,5 miliardi di dollari (il 18,5%) degli aiuti internazionali stanziati nel 2023 per Kiev prevedono obiettivi legati all’uguaglianza di genere20.
«Il governo ucraino ha dimostrato grande impegno nella promozione dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment femminile persino nel mezzo di una guerra. Le donne in Ucraina dal canto loro hanno mostrato resilienza e leadership incredibili ma hanno bisogno del nostro supporto costante. Far parte dell’Alliance for Gender-Responsive and Inclusive Recovery significa stare dalla parte delle donne ucraine e assicurare che la ripresa non sia solo veloce ma anche giusta e dunque che la voce delle donne incida sulle decisioni, che risorse adeguate vengano destinate ai loro bisogni e che l’uguaglianza sia al centro di ogni investimento. Insieme possiamo costruire un futuro in cui la ricostruzione coinvolga tutti, senza lasciare nessuno indietro», afferma Sabine Freizer Gunes, rappresentante di UN Women in Ucraina.
Che le donne siano protagoniste nella risposta alla crisi lo dimostrano le ucraine che da oltre tre anni affrontano le conseguenze della guerra. Emblematiche in questo senso le storie di resistenza e resilienza raccolte da UN Women nel Paese21.
| UN Women Italy è il Comitato nazionale che sostiene in Italia la missione di UN Women, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile. Fondato nel giugno 2024, è parte di una rete globale di 13 Comitati nazionali, organizzazioni non governative senza scopo di lucro, indipendenti, laiche e apartitiche. UN Women Italia promuove i diritti delle donne, raccoglie fondi dal settore privato e dà visibilità globale alle istanze di donne e ragazze. Al centro della sua azione c’è la promozione di un cambiamento culturale profondo, condizione imprescindibile per superare le disuguaglianze e costruire una società più equa e sostenibile. Opera attraverso partnership strategiche con istituzioni, governi, imprese e associazioni. Le sue aree di intervento includono: parità di genere, diritti umani, empowerment economico e giovanile, lotta alla violenza contro le donne, leadership femminile e partecipazione al dibattito sociale e culturale considerando la tecnologia come fattore abilitante che offre nuove possibilità, libertà e opportunità di indipendenza. Per saperne di più: unwomenitaly.org |











