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Ecco le novità della Cassazione sull’indennità di accompagnamento:


1. Anche se autosufficiente in casa puoi averne diritto

Recentemente la Corte ha approvato orientamenti in cui l’indennità spetta anche a chi è autosufficiente all’interno del proprio domicilio, purché non sia in grado di camminare da solo all’esterno dell’abitazione youtube.com+9studiocataldi.it+9ilpatronato.it+9.

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2. L’aiuto del terzo non dev’essere permanente

Con l’Ordinanza Cass. n. 2600/2017, la Corte ha precisato che basta che l’assistenza al beneficiario si manifesti periodicamente nel corso della giornata: l’alternanza tra momenti di aiuto attivo e passivo è sufficiente invaliditacivile.com+1invaliditacivile.com+1.


3. Esclusi «aiuti generici non essenziali»

Per far valere il diritto all’indennità, l’assistenza deve riguardare attività fondamentali (come mangiare, vestirsi, igiene personale). Aiuti di ordine pratico – ad esempio nella gestione del denaro o spostamenti secondari – non sono sufficienti .


4. Diritto esteso anche in caso di ricovero

La Corte ha stabilito che l’indennità non decade se il beneficiario è ricoverato, a meno che la struttura pubblica offra assistenza completa alle necessità quotidiane. L’indennità può quindi continuare nei ricoveri parziali studiocerbone.com+7ilpatronato.it+7invaliditacivile.com+7.



Condizione Diritto all’indennità?
Non deambuli da solo fuori casa ✅ Sì
Hai bisogno di assistenza periodica per azioni quotidiane ✅ Sì
L’assistenza riguarda solo aspetti non essenziali ❌ No
Sei ricoverato in struttura non totalmente assistita ✅ Può continuare

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